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Acqua: osservatori a lavoro su Po, Alpi orientali e centro Italia

Punto della situazione di Ministero e Autorità di Bacino: domani riunione per parte appenninica Po, attenzione su Adige e lago Bracciano. Galletti: “In prima linea con strumento agile e innovativo”

Il Ministero dell’ambiente e le Autorità di bacino distrettuali sono in prima linea per affrontare e gestire nel migliore dei modi la situazione idrologica ed idrica venutasi a creare sul territorio nazionale, a fronte delle anomalie idrologiche e termiche che si sono registrate a partire dalla fine del 2016 e per tutti i primi 5 mesi del 2017 e i cui effetti sono risultati particolarmente evidenti nei distretti idrografici padano e delle Alpi orientali, nonché in alcune porzioni territoriali di altri distretti nazionali, come sul lago di Bracciano nel Lazio. “Oggi, grazie all’impulso della nostra Direzione generale e all’azione delle Autorità di Distretto – spiega il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – abbiamo in prima linea uno strumento agile, innovativo e condiviso per affrontare i fenomeni di scarsità e siccità idrica”.

Gli Osservatori distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici, istituiti nel luglio 2016, su iniziativa del Ministero proprio per garantire la gestione ottimale dell’acqua, e composti da esperti qualificati  dei Ministeri, delle Autorità di Bacino, delle regioni appartenenti ai vari distretti distretto, e di ISTAT, CREA, ISPRA, ANBI, UTILITALIA, A.N.E.A., ed ASSOELETTRICA, si stanno riunendo con cadenza ormai settimanale, analizzando la situazione sui territori di competenza e provvedendo ad indicare le misure più idonee per fronteggiare le situazioni più critiche.

Sul bacino dell’Adige, al fine di superare le condizioni di accentuata scarsità idrica che, a partire dalla metà di aprile, hanno influito negativamente sulle portate nel basso corso del fiume, determinando una situazione in cui era a rischio la portata minima necessaria per i prelievi idropotabili, l’Osservatorio del distretto delle Alpi Orientali ha promosso uno specifico accordo tra le tre Amministrazioni regionali e provinciali interessate (Province di Bolzano e di Trento, Regione Veneto), assicurando da parte dei gestori idroelettrici (coordinati dalle due provincie di Trento e Bolzano) il mantenimento dei livelli di deflusso necessari per l’uso idropotabile dei comuni del Polesine. Oggi, anche per effetto delle precipitazioni occorse durante le prime settimane di maggio, i valori della portata media giornaliera alla sezione dell’Adige si situano a livelli idonei per consentire il corretto funzionamento della barriera antisale e l’approvvigionamento idropotabile, ma il progressivo esaurimento del manto nivale anche conseguente alle elevate temperature al suolo richiedono che il livello di attenzione sia mantenuto a livelli massimi.

Sul bacino del Po,  i valori di portata, dopo un modesto aumento dovuto a precipitazioni della scorsa settimana, sono nuovamente in calo, anche se tuttora non si registrano livelli idrometrici critici.

Desta una forte preoccupazione la situazione delle province di Parma e Piacenza, ove cominciano a insorgere problemi di approvvigionamento idropotabile nelle parti alte dell'appennino.

Analoghi problemi potrebbero esserci per l'approvvigionamento idropotabile della dell'Emilia orientale e della Romagna.

Anche qui l’Osservatorio competente per territorio, quello del distretto del Po, sta monitorando attentamente la situazione.

Una riunione urgente è stata fissata per il 15 giugno p.v., al fine di verificare l’opportunità di porre in opera alcune misure di contrasto nella parte appenninica del bacino. Una riunione più generale per fare il punto della situazione nell'intero distretto è stata invece convocata per il giorno 20 giugno.

Nel frattempo, favorito dai lavori degli Osservatori, è stato recentemente concordato tra la regione Liguria e la regione Emilia Romagna Liguria una modalità di rilascio di 4 milioni di mc di acqua dalla diga del Brugneto a favore del fiume Trebbia, per venire incontro così alle criticità di approvvigionamento irriguo presenti su quest’ultimo corso d’acqua.

Nell’Italia centrale, la situazione più delicata è certamente quella che coinvolge la città di Roma ed i comuni limitrofi, collegata, in particolare, con la condizione del lago di Bracciano, il cui livello, a fine maggio, era di + 5 cm sullo zero idrometrico. Anche qui, su richiesta urgente di questo Ministero, si è tenuta il 7 giugno scorso, convocata dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, una specifica riunione dell’Osservatorio permanente sull’uso delle risorse idriche del Distretto, con l’obiettivo di analizzare le criticità nell’approvvigionamento idrico, in presenza di una forte diminuzione delle precipitazioni tra l'autunno e la primavera e di conseguenza la scarsa ricarica degli acquiferi che potrebbe accentuarsi soprattutto in relazione all’avvicinarsi della stagione estiva in una fase in cui, a causa dell’aumento delle temperature, aumentano la richiesta e i consumi di acqua.

L’analisi del quadro generale delle disponibilità e degli interventi strutturali attivati e attivabili ha condotto all’identificazione di alcune misure per il contrasto alla crisi idrica e alla necessità all’identificazione, condivisa tra tutti i soggetti dell’Osservatorio, di esaminare l’efficacia delle attività e delle misure di mitigazione che dovranno essere adottate da parte degli Enti istituzionalmente competenti per decidere il grado di severità idrica di un livello medio di severità idrica, in corrispondenza del quale sono state identificate alcune  misure per il contrasto della scarsità. L’Osservatorio ed il Ministero hanno già provveduto a chiedere ad ACEA ATO 2 un aggiornamento del documento di analisi di previsione della crisi idrica e alla Regione Lazio, assente alla riunione,  l’immediata attivazione delle misure di contrasto, anche con l’ausilio di un quadro conoscitivo più articolato elaborato da IRSA-CNR sulla base di dati aggiornati forniti da ACEA. Una nuova riunione dell’Osservatorio è stata già calendarizzata il 26 giugno, per la verifica delle iniziative e per l’esame degli ulteriori approfondimenti che si riterranno ulteriormente necessari a seguito dei primi interventi d’urgenza.