Tu sei qui

“Così salviamo il mondo”. Il ministro Galletti: l’accordo terrà.

 “Così salviamo il mondo”. Il ministro Galletti: l’accordo terrà.

L' intervista di Gan Luca Galletti al Quotidiano Nazionale
Ministro Gian Luca Galletti, tutti parlano di accordo storico. Perché?
Perché cambia il mondo, 195 paesi hanno imboccato la strada dello sviluppo sostenibile, della salvaguardia dell’ambiente, dell’equità tra i popoli. Si è segnato un punto di non ritorno. 

A chi dice che non è abbastanza rispondo che aver messo il riferimento al limite di ungrado e mezzo, fortemente voluto dalla coalizione degli ambiziosi, Europa in resta, ha un valore morale: vuol dire salvare tutti, anche gli stati più esposti.

Quanto ha pesato l’inedito asse Ue-Usa?

Ha pesato molto, ma soprattutto ha contato l’Europa. C’è stata grande collaborazione tra tutti i Paesi europei, dimostrando che l’Ue, quando marcia assieme, esiste e funziona come attore globale forte.

Uno dei limiti dell’accordo di Parigi è che in larga parte è basato su impegni volontari. Quanto ci possiamo fidare sul fatto che la buona volontà venga mantenuta e alle promesse seguano i fatti?

Intanto l’accordo non è tutto incentrato su impegni volontari, ce ne sono molti anche di vincolanti. C’è l’obbligo di presentare i propri contributi nazionali a ridurre le emissioni e poi di continuare a farlo ogni cinque anni, ponendosi obiettivi sempre più stringenti. E poi sono vincolanti una serie di meccanismi. Ma quello che conta è il cambio di prospettiva politico. L’era delle fonti fossili sta tramontando e tutti l’hanno capito. Chi ha preso gli impegni li manterrà, anzi, molti faranno anche meglio.

Ma il bilancio è fissato al 2023, anche se già dal 2020 potranno presentarne di diversi e più ambiziosi. Non è un processo troppo lento?

E’ un processo che per la prima volta include tutti e questo non era mai successo prima. Questo comporta ovviamente un prezzo in termini di tempi. Ma l’accordo non è congelato. Gli spazi per impegni più alti esistono. Noi europei ci siamo presentati con impegni già molto ambiziosi, meno 40% di Co2 al 2030, 27% di energie rinnovabili. E io credo che questa sia una grande occasione per l’Europa, che dovrebbe presentarsi ai prossimi appuntamenti, con nuovi e più ambiziosi obiettivi.

Anche l’Italia può fare di più.

Lo farà. E sottolineo che noi italiani, più di altri, abbiamo una grandissima opportunità. Una parte di questo lavoro lo abbiamo già fatto. Abbiamo ridotto le nostre emissioni del 20%. Abbiamo portato le rinnovabili al 43%  della produzione elettrica. Possiamo essere di esempio. Gli imprenditori italiani dovrebbero credere in questa rivoluzione, che è anche una grande opportunità economica, e investire. Il governo li aiuterà in questo.