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Galletti: “In Friuli riparte il progetto Carbon Footprint”.

A Gemona il ministro ha dato piena disponibilità al Comune per rilanciare il progetto di carbon footprint e avviare quello di water footprint con la consulenza dell'Università di Udine.
Ricordate le vittime del terremoto del Friuli di quarant’anni fa e la grande opera di ricostruzione

“Un progetto pilota nel pieno spirito della conferenza di Parigi che si inserisce nella politica del Governo sull’ambiente. Un progetto ambizioso che contiamo di esportare in altre realtà italiane”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che, a Gemona, ha dato piena disponibiltà al Comune per rilanciare l'accordo volontario di carbon footprint e riattivare quello di water footprint per la sostenibilità ambientale della città.

“C’è la massima disponibilità da parte del Ministero – ha proseguito il ministro – di partire a Gemona con un progetto che misuri le emissioni di gas inquinanti, che però non si fermi alla misurazione ma individui le buone azioni che il Comune può fare per diminuire le emissioni di Co2. In questa ottica è di grande importanza il coinvolgimento dell'Università di Udine che svolgerà di conteggi elaborando un metodo che potrebbe essere un "pilota" per altre realtà locali. Credo che sia un passo importante non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico”.

Secondo Galletti la certificazione di comune sostenibile “può essere un vantaggio dal punto di vista turistico oltre che imprenditoriale. Il Ministero appoggerà tutti i Comuni italiani che vogliono andare in questa direzione”.

Nel corso della sua visita a Gemona, il ministro ha ricordato il quarantesimo anniversario del terremoto in Friuli. “Il ricordo delle vittime non deve assolutamente mancare – ha affermato. Guardando ciò che è stato fatto per la ricostruzione, si resta ancora stupiti dalla capacità dimostrata da questo territorio, che ha saputo ristrutturare con pieno rispetto per la propria storia, le proprie tradizioni e il proprio ambiente”.

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