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Grande successo per la Giornata di Prevenzione dello Spreco alimentare

Grande successo per la Giornata di Prevenzione dello Spreco alimentare

A Roma, centinaia di protagonisti della filiera agroalimentare italiana. Etichette, packaging, defiscalizzazione, accesso al recupero pasti nelle mense e potenziamento delle vendite last minute al centro della "questione spreco" per costruire il piano nazionale di prevenzione spreco alimentare, uno strumento di cui l'Italia si dota per la prima volta. 

"Un grande progetto di green-economy che può produrre riduzione dello spreco, occupazione e innovazione nella ricerca - osserva il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando -. Qui la green-economy è la capacità di fare di più sprecando di meno". 

"Cinque è il numero della prevenzione. Una puntata prioritaria che dobbiamo giocarci sulla ruota della sostenibilità - dichiara Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market e coordinatore della task force del ministero dell'Ambiente -. Oggi, 5 febbraio, abbiamo riunito la consulta e il 5 giugno, Giornata Mondiale dell'Ambiente, ci riuniremo per approvare il piano da presentare il 5 novembre a Ecomondo Rimini, la grande vetrina della green economy". 

In Italia, un consumatore su due fa la lista della spesa prima di entrare al supermercato: il dato è in continua crescita e scende in soli 4 mesi la media di cibo gettato settimanalmente dalle famiglie: si passa da 213 grammi a 198. 

 

E’ stata un grande successo la prima Consulta del #Pinpas, il Piano Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare promosso dal Ministero dell’Ambiente che ha riunito, per la prima volta, con la collaborazione organizzativa di Last Minute Market – al Tempio di Adriano a Roma -  tutti i protagonisti della filiera agroalimentare italiana, dalle aziende alle associazioni di produttori e consumatori, dalla Confindustria alla Confcommercio, dalla Caritas ad Acli, con la partecipazione inoltre di Fao ed Expo. La 1^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco, a Roma, ha permesso di mettere a fuoco i temi e gli snodi che porteranno alla costruzione del Pinpas: si è parlato soprattutto della questione etichette (“I consumatori sono disorientati nella selva di indicazioni che spesso favorisce lo spreco anzitempo di prodotti ancora edibili”), delle possibilità di predisporre packaging migliori e più fruibili per gli alimenti, della defiscalizzazione per enti e imprese che attuano il recupero delle eccedenze, dell’evoluzione per la normativa che regolamenta l’accesso al recupero pasti nelle mense, del potenziamento delle vendite last minute nei supoermercati. Intorno a queste linee direttrici si lavorerà i prossimi mesi per costruire il Piano nazionale di Prevenzione spreco alimentare, uno strumento di cui l’Italia si dota per la prima volta per iniziativa del Ministero dell’Ambiente.

“Quella degli sprechi alimentari – ha affermato il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando – è una grande questione sotto due profili: il primo è lo spreco di risorse ambientali utilizzate per produrre i beni che poi vanno persi, il secondo è il costo che hanno per la collettività i prodotti sprecati diventando rifiuti. Si tratta, quindi, di un problema non solo di carattere sociale ed etico ma anche economico. Oggi stiamo parlando di un grande progetto di green economy che può produrre riduzione dello spreco, occupazione e innovazione nella ricerca. Insomma, qui la green economy è la capacità di fare di più sprecando di meno”.

“Cinque e’ il numero della prevenzione, una puntata prioritaria che dobbiamo giocarci sulla ruota della sostenibilita’”, dichiara Andrea Segre’,  presidente di Last Minute Market e coordinatore della Task Force del Ministero dell’Ambiente: “oggi 5 febbraio abbiamo riunito la Consulta e il 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente, ci riuniremo ancora per approvare il piano da presentare il 5 novembre a Ecomondo-Rimini, la grande vetrina della Green Economy”. Il piano sarà poi sottoposto a verifiche periodiche dei risultati prodotti”.

In Italia un consumatore su due fa una lista della spesa prima di entrare al supermercato: anzi, più di un cittadino su due visto che la percentuale è del 54% e si proietta in costante crescita, a rimarcare l’attenzione che i cittadini dimostrano per contenere lo spreco alimentare. Il 37% degli italiani dichiara invece di fare “solo qualche volta” la lista della spesa. Sono alcuni dati dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market ed Swg, diffusi questa mattina alla Prima Giornata Nazionale di prevenzione dello Spreco alimentare, a Roma. Il sondaggio Waste Watcher attesta che in soli 4 mesi lo spreco settimanale è sceso da una media di 213 grammi a una media di 198 grammi per nucleo familiare: solo lo spreco domestico, dalle stime dell'Osservatorio Waste Watcher, costa agli italiani 8,7 miliardi di euro, ovvero oltre mezzo punto di PIL, cioè 7,06 euro settimanali a famiglia. ll settore agroalimentare necessita di una transizione verso produzioni meno intensive e filiere più efficienti ma anche di cittadini informati e responsabili: sensibilizzare gli italiani sul tema e nei comportamenti di acquisto quotidiano è uno degli obiettivi alla base della prima Giornata di prevenzione dello spreco alimentare.

 

INFO: www.minambiente.itwww.unannocontrolospreco.orgwww.lastminutemarket.it