Tu sei qui

Interventi da 800 milioni contro il dissesto in sette Regioni

Interventi da 800 milioni contro il dissesto in sette Regioni

Firmati a Palazzo Chigi gli accordi di Programma. Galletti: “Il Governo fa sul serio perché per la prima volta l’emergenza territorio è stata posta fra le priorità programmatiche”

Stamattina presso la Sala Verde di Palazzo Chigi i rappresentanti delle Regioni e delle aree metropolitane hanno siglato con il governo, rappresentato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal sottosegretario alla Presidenza Claudio De Vincenti e dal Direttore dell’Unità di Missione contro il dissesto Mauro Grassi sette accordi di programma per interventi di messa in sicurezza del territorio.

Gli accordi riguardano le seguenti regioni: Abruzzo (interventi per 54,8 milioni) Emilia Romagna (43,4 milioni), Liguria (315 milioni), Lombardia (145,6 milioni), Sardegna (25,3 milioni), Toscana (106,6 milioni), Veneto (109,7 milioni).  

Introducendo la cerimonia della firma degli accordi, il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti ha affermato:

“Non amo i toni trionfalistici. ma ritengo questo passaggio molto importante. E’ il segnale che sul dissesto abbiamo cominciato a fare sul serio, e facciamo sul serio perché per la prima volta questo Governo ha posto il tema fra le sue priorità. Fra le emergenze che il paese deve affrontare.
I fatti purtroppo ci stanno dando ragione. Gli eventi meteo estremi dell’ultimo anno sono stati per frequenza e intensità superiori a tutte le serie storiche. Ricordo solo l’ultima alluvione in Calabria dove in tre giorni è caduta la pioggia che di solito cade in un anno.

Gli accordi di programma che firmiamo, va detto, sono stati atti faticosissimi dal punto di vista amministrativo. Pensavo di arrivare più rapidamente a questa firma. Ci abbiamo messo molto tempo sia perché la burocrazia è ancora tanta in queste procedure, sia per un lungo lavoro di ricognizione che si è reso necessario per individuare le opere da realizzare prioritariamente. Ma questa attività preparatoria ci servirà per il futuro, la mappatura seria, realizzata grazie all’Unità di Missione di Palazzo Chigi e alla collaborazione con le Regioni, ci consentirà di essere più rapidi in futuro.

Questa monitoraggio ci ha consentito di definire le opere da realizzare e lo abbiamo fatto in base a due criteri di priorità:

  • il rischio di pericolosità per le persone, l’esigenza di evitare vittime, per questo abbiamo individuato molti interventi nelle grani aree metropolitane, più popolate;
  • lo stato di avanzamento della progettazione. In passato si sono finanziate opere che non erano nemmeno progettate e ciò ha causato enormi perdite di tempo e a volte la revoca dei finanziamenti.

Questo criterio, peraltro, è quello che utilizzerò al Ministero per tutti i finanziamenti, penso al settori come le discariche e le bonifiche. Credo che quello di realizzare le opere, ovviamente fra quelle necessarie, i cui cantieri possono essere aperti subito. Credo che questo sia il modo migliore per spendere i soldi che abbiamo.

Oggi firmiamo con 7 regioni accordi del valore complessivo di oltre 800 milioni, di cui 653 di finanziamento statale e circa 150 di cofinanziamento regionale. Io faccio un appello agli amministratori locali: spero di poter presto venire nelle regioni a fare sopralluoghi per l’apertura dei cantieri.

Penso che molti cantieri che oggi vengono finanziati vedranno poi il taglio del nastro a fine opere fatto da chi mi succederà. Si tratta di opere complesse che richiedono tempi di cantiere che non sono comprimibili. Ma era importante iniziare, seriamente e con fondi rilevanti. Per i tempi delle procedure abbiamo operato con semplificazioni di ruoli e procedure. I presidenti delle Regioni sono Commissari per il dissesto idrogeologico ed abbiamo firmato protocolli con l’Autorità Nazionale anti corruzione per vigilare sugli appalti e con i sindacati per consentire di tenere aperti i cantieri h24.

Ma il lavoro non si esaurisce certamente con questi accordi di programma. Abbiamo trasformato in cantieri un miliardo di finanziamenti fermi da anni, oggi abbiamo attivato altri 800 milioni di opere. Ma abbiamo appena iniziato. Abbiamo intenzione di andare aventi estendendo a tutte le regioni il metodo che ci ha portato alla firma dei primi 7 accordi di programma. Presto con i fondi europei potremo finanziare un’altra tranche di opere. E poi nel collegato ambientale ci sono i 550 milioni del Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico e, sempre nel collegato ambientale, i 10 milioni per la demolizione degli edifici nelle aree a rischio che spero i sindaci mi chiederanno di spendere subito, non appena la legge sarà approvata.
Insomma non mancano le risorse, non manca l’impegno. Abbiamo tanto da lavorare".