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Ivory Crush al Circo Massimo, distrutti 500 chili di avorio.

Il ministro Galletti: “Via dalle nostre case, vieteremo anche il commercio legale”.

Finiscono in polvere 500 chili di avorio sottratto al mercato illegale nel corso del primo ‘Ivory Crush’ italiano organizzato giovedì 31 marzo da Ministero dell’Ambiente, Corpo Forestale dello Stato e dalla ‘Elephant Action League’, nella cornice del Circo Massimo di Roma.

"Vieteremo anche il commercio legale di avorio in Italia e in Europa, stiamo lavorando su questo al ministero. E lancio una sfida agli italiani: eliminiamo l’avorio dalle nostre case, sia quello preso nei mercatini che altro di maggior costo. E’ un grande segnale culturale che possiamo dare”. Così il ministro dell' Ambiente Gian Luca Galletti nel suo intervento che ha preceduto la distruzione della mezza tonnellata di oggetti in avorio ad opera di una pressa industriale.”Ogni quarto d' ora – ha ricordato il ministro -  muore un elefante e la specie si estinguerà tra pochi anni. I proventi di quel massacro indiscriminato vengono usati per armare i terroristi, specie quelli africani. Credo – ha aggiunto - che sia un dovere morale dell' Europa, che assorbe un terzo del mercato globale dell'avorio, prendere una posizione forte: serve più cooperazione internazionale, più cultura, più risorse per i popoli africani perché possano fare a meno di quel giro d’affari. Ciò che oggi facciamo in maniera dimostrativa distruggendo l'avorio sequestrato, lo faremo in maniera ancora più dura e determinata nell’ambito dell’azione europea".

Dopo gli eventi a Times Square a New York e sotto la Torre Eiffel a Parigi, anche l’Italia ha dunque iniziato un nuovo percorso di lotta al contrabbando anche attraverso la distruzione dell’avorio alla presenza del capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone, dei presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato Ermete Realacci e Giuseppe Marinello, e dei sottosegretari all’Ambiente Barbara Degani, promotrice dell’iniziativa, e Silvia Velo.

Intervenendo sul palco allestito per l'occasione, Andrea Crosta, cofondatore dell'Elephant Action League insieme con Gilda Moratti, ha ricordato come il commercio internazionale dell'avorio sia vietato dal 1989, sottolineando poi: "E' un traffico che spazza via animali ma anche uomini. I proventi sono un'importante fonte di inanziamento per gruppi criminali e organizzazioni terroristiche come al-Shabaab e siamo quindi qui per dire ad alta voce che bisogna fermare questo orribile commercio. Per farlo - ha concluso - l'unico modo cha abbiamo a disposizione e' quello di non dare più un valore all'avorio".

Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato ha ricordato che "I beni confiscati negli anni, e utilizzati in scuole e musei per veicolare il messaggio della convenzione di Washington (CITES). L'iniziativa di distruggere una quantità rappresentativa di avorio, confiscato proprio grazie all'attività di polizia e' il simbolo della lotta al bracconaggio e al wildlife crime". Presenti all’appuntamento anche l’ambasciatore statunitense in Italia John R. Philips, autorevoli ospiti internazionali, volti noti al grande pubblico come l’attrice Ornella Muti e la madrina dell’evento Ornella Vanoni, che ha tenuto a mettere nella pressa un suo paio di orecchini d’avorio.

Molti paesi hanno simbolicamente distrutto l’avorio confiscato negli anni durante cerimonie pubbliche nelle più importanti città del mondo e in particolar modo, negli ultimi due anni, questo “movimento” è diventato sempre più forte, nello sforzo di innescare cambiamenti a livello politico e di tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi di tutto il mondo.

I paesi che hanno pubblicamente distrutto i propri stock di avorio (interamente o parzialmente) includono gli USA, Cina, Francia, Belgio, Filippine, Kenya, Gabon, Etiopia e ultimamente Sri Lanka e Malawi. Durante la cerimonia al Circo Massimo è stato passato il testimone ad un rappresentate del Kenya, che il 30 Aprile brucerà la più grande quantità di avorio mai distrutta fino ad ora, ben 120 tonnellate.

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