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Question time, le risposte del ministro Galletti su: grandi navi, riesame AIA Fluorosid e investimenti green economy

Interrogazione a risposta immediata dell’On. Marcon - Transito grandi navi nei canali di San Marco e della Giudecca di Venezia

Il Ministero dell’Ambiente ha più volte ribadito negli incontri istituzionali che l’individuazione di vie di navigazione alternative ai canali di San Marco e Giudecca è necessaria e indispensabile per dare piena attuazione al decreto Clini-Passera del 2 marzo 2012.

Proprio ieri, come è noto, si è riunito il Comitato interministeriale per Venezia. E’ stata valutata, tra l’altro, la possibilità di riesaminare l’impianto del decreto stesso, laddove indica la necessità di individuare “vie di navigazione praticabili alternative” al Canale Giudecca per il raggiungimento della Marittima, coinvolgendo anche altre aree comprese nell’ambito della circoscrizione demaniale marittima di competenza dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale che, nel contesto del nuovo assetto organizzativo delle attività portuali, appaiono oggi raggiungibili in piena sicurezza.

L’atto di indirizzo emerso, all’esito dell’incontro, rappresenta sicuramente un punto di equilibrio convincente tra la prioritaria tutela ambientale, lo sviluppo territoriale e l’attività imprenditoriale che contraddistingue Venezia. Ed è il frutto, io credo, di un ottimo lavoro congiunto da parte delle istituzioni interessate.

La soluzione adottata dal Governo, condivisa con i principali Enti territoriali coinvolti, è quella proposta dall’Autorità portuale secondo cui l’ingresso delle grandi navi non sarà più previsto dalla bocca di Porto del Lido ma avverrà dalla bocca di Porto Malamocco fermandosi a Marghera, senza interferire con il traffico commerciale e consentendo alle attività di coesistere.

In questa fase, in attesa che venga organizzato il Porto di Marghera, verranno messe in atto da parte dell’Autorità marittima una serie di azioni volte a fissare nuovi criteri oggettivi che tengano conto di tutte le variabili architettoniche, paesaggistiche e ambientali, allo scopo di preservare l’intero ecosistema della Laguna.

 

Voglio ricordare che il mio Ministero in questi anni ha saputo valutare con il necessario rigore, sulla base dei pareri della Commissione Tecnica VIA nazionale, le proposte presentate.  Continuerà ad operare, assieme alle altre istituzioni competenti, con lo stesso livello di attenzione, avendo ben chiaro l’obiettivo principale: un attraversamento sostenibile di Venezia da parte delle grandi navi, che non pregiudichi ma anzi valorizzi ancor di più la straordinaria attrattiva di una città unica e ammirata in tutto il mondo.


Interrogazione a risposta immediata dell’On. Segoni - Riesame A.I.A. impianto Fluorsid s.p.a. di Macchiereddu - CA

Con riferimento alle questioni poste dall’onorevole interrogante, va osservato innanzitutto che lo stabilimento in questione è incluso nel novero di quelli su cui ISPRA effettua la propria attività di vigilanza e controllo, incluse ispezioni ambientali periodiche.

L’Istituto ha esercitato ad oggi il proprio compito di vigilanza tramite 3 ispezioni ambientali eseguite nel 2017, nel corso delle quali sono state accertate alcune inadempienze. Una quarta ispezione è prevista a breve, come seguito delle precedenti.

Facendo seguito a tali attività, il mio Ministero ravvisa l’opportunità di procedere, a breve, ad un riesame dell’AIA relativa all’impianto in oggetto. Questo è stato autorizzato all’esercizio con decreto 233/2011, ovvero in un periodo antecedente al rilascio del provvedimento di VIA.

A tal proposito, va fatto presente che l’AIA non deve necessariamente richiamare tutte le prescrizioni di VIA, e viceversa. I procedimenti di VIA e di AIA afferiscono infatti a diversi ambiti: il primo si focalizza sulla compatibilità con il contesto ambientale mentre il secondo sul miglioramento, attraverso l’introduzione delle migliori tecniche disponibili, delle prestazioni ambientali di esercizio dell’attività produttiva. Inoltre, prevedono diverse modalità di verifica di ottemperanza delle specifiche prescrizioni. Ad ogni modo, si riconosce la necessità di raccordare gli eventuali aspetti comuni connessi ai due distinti procedimenti.

Alcune prescrizioni del provvedimento di VIA del 2012 corrispondono a quelle contenute nel provvedimento di AIA del 2011. Altre prescrizioni contenute nel decreto di VIA non sono invece pertinenti all’oggetto proprio dell’AIA, poiché riguardano ad esempio fasi di cantiere, monitoraggi della qualità dell’ambiente fuori dallo stabilimento o impatti paesaggistici.

Con riferimento al riesame, sono, dunque, in corso di definizione, tramite interlocuzione con ISPRA, gli specifici aspetti che dovranno essere oggetto di tale riesame, al fine di garantire che esso possa affrontare tutte le principali criticità rilevate o sospettate.

Per completezza di informazione, aggiungo che il procedimento di Verifica di Assoggettabilità a VIA del progetto “Incremento attuale assetto produttivo attraverso il raddoppio della capacità produttiva di targa dell’impianto per la produzione di Acido Solforico” si è concluso con il Provvedimento direttoriale del 7 agosto 2012 di esclusione dalla procedura di VIA, con prescrizioni.

Alla luce di tutte le informazioni esposte, posso garantire che il mio Ministero, come ha fatto fino a oggi, continuerà a svolgere le proprie attività con il necessario livello di attenzione.


Interrogazione a risposta immediata degli On.li Mottola e Bosco - Investimenti green economy

Ringrazio gli onorevoli interroganti che mi consentono di fare un punto della situazione su quanto stia facendo il Governo per favorire lo sviluppo della green economy in Italia, che già oggi rappresenta una realtà felice e solida in questo Paese, anche in termini di opportunità lavorative, se è vero che in questo momento oltre tre milioni di persone sono impiegate nei cosiddetti “green jobs”, i lavori verdi.

Sono moltissime le iniziative in campo e per motivi di tempo non riuscirò a citarle tutte.

L’ambizione che ci ha sempre animato in questi anni è affermare la trasversalità dell’ambiente nelle scelte economiche e la sostenibilità come “modello” di riferimento della produzione italiana, fattore trasversale di una nuova crescita economica forte e duratura, in linea con gli impegni globali della Cop21 di Parigi e con gli accordi siglati a livello europeo.  Sono diverse le Strategie in campo, tutte coerenti con questa visione.

Voglio innanzitutto citare la SEN, la Strategia Energetica Nazionale 2017, un testo complesso definito assieme al Ministero dello Sviluppo Economico che definisce l’orizzonte di cambiamento del nostro sistema energetico dei prossimi decenni, con una forte accelerazione delle fonti rinnovabili, l’incremento dell’efficienza energetica, il graduale processo di decarbonizzazione e un solido impegno per lo sviluppo delle tecnologie verdi.

Si è poi di recente conclusa la consultazione sul documento strategico “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”. Questo documento inquadra con chiarezza lo stato corrente della green economy in Italia e le diverse iniziative che il Governo intende sostenere per facilitare la transizione verso il nuovo modello economico circolare, costruito dunque su parole d’ordine quali il riciclo, la rigenerazione, l’ecodesign, la durabilità dei prodotti.

Va inoltre ricordata la Strategia per lo Sviluppo Sostenibile, che ci impegna a dare concretezza ai Sustainable Goals dell’ONU, e ancora il Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e il Piano Clima-Energia.

  Tutte insieme queste Strategie andranno a definire un vero e proprio piano industriale e dunque un prezioso indirizzo per quel tessuto imprenditoriale italiano che già sta cogliendo l’importanza dell’ambiente quale elemento di competitività sul mercato.

A rafforzare il binomio tra Ambiente e Finanza si è recentemente costituito l’Osservatorio Nazionale per la Finanza Sostenibile con la partecipazione di quattro Ministeri ed i principali rappresentanti del mondo finanziario, bancario, assicurativo ed imprenditoriale.

Va inoltre citato il Green Public Procurement (Procedura per gli Acquisti Pubblici Verdi) previsto dal nuovo “Codice degli Appalti”, un altro strumento di rilievo che indirizza gli acquisti del settore pubblico verso la sostenibilità ambientale ed economica.

In questa ultima Legge di Stabilità abbiamo accelerato ancor di più sull’economia verde con un migliore orientamento dell’ecobonus, che già in questi anni ha dato importanti risposte economiche allo Stato come alle famiglie e a i soggetti che ne hanno usufruito. Dal prossimo anno inoltre, sempre per effetto della manovra, sarà possibile detrarre il 36% delle spese per gli interventi di sistemazione a verde nel privato. Ricordo infine che è in campo il nuovo Conto Termico da 900 milioni di euro, come anche i vari bandi attivi quale quello sulla mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro, tutte le misure e gli stanziamenti previsti nell’ambito delle azioni contro l’inquinamento e per l’efficienza che possono aprire nuove opportunità per la filiera della green economy.