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Siccità: Osservatorio Appennino Centrale, nel Lazio in corso confronto per soluzioni

Osservatorio del Distretto dell’Appennino Centrale del 26.07.2017

Il 26 luglio, presso la sede dell’Autorità di distretto dell’Appennino centrale, si è svolta la quarta riunione straordinaria dell’Osservatorio permanente sugli usi idrici. Presenti, oltre al Ministero dell’Ambiente, quello delle Infrastrutture e Trasporti, le Autorità, tutte le regioni del Distretto, il Dipartimento della protezione civile, gli Enti d’ambito del servizio idrico integrato delle zone interessate dalle situazioni di scarsità idrica, i gestori, ANBI e ELETTRICITA' FUTURA.
Dopo l’iniziale condivisione di uno studio condotto da IRSA-CNR, sulle condizioni climatiche ed idrologiche, ad integrazione di quello presentato nel corso della scorsa riunione, con i dati provenienti anche da altre sorgenti all’interno del distretto idrografico, che continua ad attestare una ciclicità dei fenomeni siccitosi di circa 5 anni, le Regioni del Distretto hanno illustrato la situazione di severità idrica in atto sul proprio territorio. Il quadro di severità idrologica è confermato elevato, sulla base dell’aggiornamento dei dati al 24 luglio 2017.
È confermato il livello di severità idrica elevata per le Regioni Lazio, Umbria e Marche, limitatamente all’ATO n. 1 di Pesaro Urbino e Toscana, relativamente alle aree che le singole regioni hanno dettagliato nei rispettivi rapporti.

Per quel che riguarda la regione Lazio, con riferimento alla crisi idrica dell’ATO 2 Lazio Centrale, la Regione Lazio ha confermato che è in corso un confronto con il Comune di Roma ed il gestore ACEA ATO 2 SpA, si stanno verificando tutte le possibili soluzioni al fine di trovare un punto di equilibrio tale da assicurare un accettabile livello di servizio per i cittadini, mitigando quanto più possibile i disagi, anche a tutela degli aspetti igienico-sanitari ed ambientali.

Sotto esame dell’Osservatorio anche la situazione della Provincia di Latina e di Frosinone, per le quali i rispettivi Enti d’Ambito Territoriale Ottimale hanno segnalato una crescente situazione di preoccupazione che sta interessando la disponibilità delle risorse idriche ad uso potabile, anche qui a causa della drastica riduzione della portata in alcune delle principali fonti di approvvigionamento.
Per quel che riguarda la regione Umbria, l’area maggiormente sofferente è ancora quella del bacino del lago Trasimeno. Le ultime misurazioni attestavano un valore di -60 cm rispetto allo zero idrometrico.
Per quel che riguarda la regione Marche, come anticipato, il territorio particolarmente interessato dalla crisi idrica è quello dell’ATO 1 Pesaro Urbino, le cui fonti di approvvigionamento sono di natura essenzialmente superficiale. Sono segnalati peggioramenti della situazione anche sulla parte meridionale della regione.
Già calendarizzata la prossima riunione per il 4 agosto alle ore 10. Anche in questa occasione, le regioni del distretto dell’Appennino centrale, dovranno anticipare un’approfondita relazione dell’evoluzione della situazione idrica e fornire un rapporto sull’efficacia delle azioni emesse in campo.