Il Protocollo di Nagoya sull’accesso alle risorse genetiche e l’equa e giusta ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione, terzo pilastro della CBD, è stato adottato il 29 ottobre 2010 e firmato dall’Italia nel giugno 2011.

Il Protocollo è entrato in vigore il 12 ottobre 2014, ovvero a norma dell’art. 33 par. 1 del Protocollo, il novantesimo giorno decorrente dal deposito 50esimo strumento di ratifica e/o adesione presso il Segretariato della CBD (avvenuto in data 14 luglio 2014).

L’Unione Europea ha ratificato il Protocollo di Nagoya il 16 maggio 2014.

L’entrata in vigore del Protocollo ha determinato l’avvio dei lavori della prima Conferenza delle Parti in funzione di Meeting delle Parti del Protocollo di Nagoya (c.d. “COP/MOP”), che si è tenuta dal 13 al 17 ottobre 2014, a Pyeongchang, nella Repubblica di Corea (Corea del Sud), in concomitanza con la 12° COP della CBD, programmata nella stessa sede dal 6 al 17 ottobre 2014.

La COP/MOP ha avuto la funzione di verificare l’implementazione del Protocollo ed è stata chiamata ad assumere, nell’ambito del proprio mandato, tutte le decisioni necessarie a promuovere la sua efficace attuazione, tra le quali (art. 26 Protocollo):

  • Formulare raccomandazioni su qualsiasi argomento necessario per l’implementazione del Protocollo;
  • Istituire quegli organismi sussidiari ritenuti necessari per le medesime finalità;
  • Cercare e utilizzare, per quanto opportuno, i servizi e la cooperazione di organizzazioni internazionali competenti e organismi intergovernativi e non governativi;
  • Stabilire le forme e la tempistica per la trasmissione delle informazioni funzionali al monitoraggio ed alla reportistica di cui all’art. 29 del Protocollo;
  • Considerare e adottare, laddove richiesto, emendamenti al Protocollo ed ai suoi annessi, e ad ogni eventuale annesso aggiuntivo, che si ritengano necessari ai fini dell’implementazione del Protocollo.

 

La COP/MOP 1 ha adottato 12 decisioni concernenti diverse tematiche necessarie all’avvio dell’effettiva implementazione del Protocollo. La buona preparazione della COP-MOP 1 avvenuta durante i meeting dell’ICNP (Comitato Intergovernativo per il Protocollo di Nagoya) ha fatto sì che solo due tematiche risultassero particolarmente problematiche in sede di Conferenza: la “Conformità al Protocollo” e la possibile discussione in tema di “Meccanismo multilaterale di ripartizione dei benefici a livello globale” (GMBSM). Le decisioni adottate durante la COP/MOP 1 sono il risultato degli accordi raggiunti anche su queste due ultime questioni. Tali decisioni permetteranno al regime internazionale introdotto col Protocollo di Nagoya di diventare operativo, facilitando la sua effettiva implementazione e promuovendo un’adeguata mobilitazione delle risorse, completando così, un anno in anticipo, il primo step verso il pieno raggiungimento dell’Aichi Target n.16 previsto per il 2015.

 

Esiti e risultati della COP/MOP1 in sintesi

Di seguito, si presenta una sintesi dei maggiori risultati della COP/MOP1:

Centro di scambi per l’accesso e la ripartizione dei benefici e la condivisione delle informazioni - ABS Clearing House
Per quanto concerne il centro di scambi per l’accesso e la ripartizione dei benefici e la condivisione delle informazioni - ABS Clearing House (articolo 14), elemento cruciale per il funzionamento del Protocollo, il sistema è adesso operativo. Durante la MOP 1, infatti, sono state adottate le sue modalità di funzionamento ed è stata anche decisa l’istituzione di un Informal Advisory Committee (IAC) al fine di assistere, tra le altre cose, il Segretariato della CBD nella risoluzione di problematiche tecniche che dovessero insorgere con l’avvio sostanziale delle attività. (UNEP/CBD/NP/COPMOP/1/L.8).


Monitoraggio e reportistica
Altrettanto basilare per l’avvio dell’effettiva attuazione del Protocollo di Nagoya, è stata la decisione raggiunta in merito al monitoraggio e alla reportistica, (articolo 29). La COP/MOP 1, infatti, ha concordato le linee guida ed il format dell’Interim National Report, con l’obiettivo di minimizzare il peso dell’attività di reportistica sugli stati Parte del Protocollo e di evitare duplicazioni tra le informazioni da trasmettere alla ABS Clearing House e quelle inserite nel report nazionale (UNEP/CBD/NP/COP-MOP/1/L.10). La MOP3 deciderà la periodicità dell’attività di reportistica e l’eventuale revisione del format sulla base dell’esperienza accumulata dagli Parti.


Procedure cooperative ed il meccanismo istituzionale per promuovere la conformità al Protocollo
Per quel che riguarda, invece, le procedure cooperative ed il meccanismo istituzionale per promuovere la conformità al Protocollo (articolo 30), le negoziazioni hanno portato all’adozione di un sistema di regole preordinate a tale scopo (UNEP/CBD/NP/COPMOP/1/L.11). Tali procedure prevedono un sistema di verifica della conformità delle Parti al Protocollo finalizzato a promuovere la conformità e ad indirizzare i casi di non conformità, in modo facilitativo e cooperativo, non antagonistico. Tale sistema è imperniato sui seguenti pilastri:

  • un Comitato di Conformità composto da 15 membri più due rappresentanti delle Comunità indigene e locali (ILC) in qualità di osservatori (che potranno, quindi, partecipare in modo completo ai lavori del Comitato, ad esclusione della fase di adozione delle decisioni);
  • un complesso di regole che prevedono l’attivazione del Comitato da parte delle Parti del Protocollo, da parte della Cop/MoP e da parte dello stesso Comitato (per questioni sistemiche, ma anche per casi individuali sulla base di informazioni derivanti da specifiche fonti istituzionali);
  • una serie di misure, appunto facilitative, da adottarsi in esito alla procedura finalizzate a promuovere la conformità e ad indirizzare i casi di non conformità.

Il Comitato di Conformità è stato istituito dalla MOP1, che ne ha anche nominato i primi 15 membri.

Al Comitato è stato affidato dalla MOP1 un ulteriore compito, ovvero di considerare, in vista della prossima MOP, l’eventuale necessità di istituire dei meccanismi di supporto ed assistenza verso le ILC e i Paesi in via di sviluppo, orientati a promuovere un uso effettivo ed efficace delle procedure di conformità da parte di tali destinatari.


Clausole contrattuali modello, codici di condotta, linee guida, migliori prassi e/o standard
La decisione finale relativa alle clausole contrattuali modello, codici di condotta, linee guida, migliori prassi e/o standard (articoli 19 e 20) incoraggia le Parti, altri Governi ed organizzazioni internazionali, le comunità indigene e locali, ed altri stakeholder rilevanti, a trasmettere tali strumenti all’ABS Clearing House e ad aggiornare quelli già esistenti. La COP-MOP sarà chiamata a fare il punto sull’utilizzo di questi strumenti legati all’ABS tra quattro anni, in occasione della prima valutazione e revisione del Protocollo (UNEP/CBD/NP/COP-MOP/1/L.5).


Cooperazione con altri accordi e convenzioni
Per quanto riguarda la cooperazione con altri accordi e convenzioni, l’UE ha sottolineato l’importanza di mettere in atto un buon coordinamento per i lavori nel quadro della CBD, del Protocollo di Nagoya e di altri strumenti, inclusi quelli del WIPO (World Intellectual Property Organization). Nessuna decisione in merito è stata adottata, poiché non ritenuto strettamente necessario.


Capacity-building e capacity development
La decisione finale relativa alle misure di assistenza per capacity-building e capacity development (articolo 22) ha adottato il quadro strategico per il capacity-building e sviluppo a supporto dell’efficace implementazione del Protocollo. Il documento, contenuto nell’Allegato I, propone approcci basati sulle necessità individuate attraverso valutazioni nazionali per assicurare il rispetto della proprietà nazionale e il coinvolgimento dei membri delle ILC e degli stakeholder rilevanti, e stabilisce scopi ed obiettivi della strategia. L’obiettivo è quello di fornire una guida alle politiche ed alle azioni delle Parti, di rilevanti organizzazioni e donatori in tale ambito. La decisione prevede, inoltre, l’istituzione di un Informal Advisory Committee (IAC) con il compito di assistere il Segretariato CBD nella valutazione dell’efficacia di tale quadro strategico in vista della sua valutazione prevista nel 2020 in concomitanza con la revisione del Piano Strategico per la Biodiversità 2011-2020. Un secondo allegato (allegato II) presenta il regolamento dell’Informal Advisory Committe (IAC) (UNEP/CBD/NP/COPMOP/1/L.6).


Strategia per la Sensibilizzazione dell’Importanza delle Risorse Genetiche e delle Conoscenze Tradizionali
La Strategia per la Sensibilizzazione dell’Importanza delle Risorse Genetiche e delle Conoscenze Tradizionali (Articolo 21) adottata nel corso della COP-MOP (UNEP/CBD/NP/COPMOP/1/L.7), mira a fornire un approccio coerente e sistemico per assistere le parti nell’implementazione delle misure di sensibilizzazione di cui all’articolo 21 del Protocollo e riconosce la necessità di collegare tali attività a quelle legate al capacity-development nel quadro del Protocollo, del programma di lavoro CEPA (Communication, Education, and Public Awareness) così come nel quadro di altri programmi o iniziative, quali il Decennio ONU per la Biodiversità. La strategia, diretta a supportare le Parti nello sviluppo di strategie nazionali, regionali e sub-regionali, si struttura in quattro assi prioritari:

  1. analisi del panorama delle comunicazioni e lo sviluppo di strategie per la sensibilizzazione a livello nazionale, regionale e sotto-regionale;
  2. creazione di kit e materiali informativi;
  3. formazione di comunicatori e coinvolgimento di gruppi;
  4. valutazioni e riscontri.

Meccanismo multilaterale di ripartizione dei benefici a livello globale
Per quanto concerne il Meccanismo multilaterale di ripartizione dei benefici a livello globale (Articolo 10, GMBSM), la decisione invita tutte le Parti, le organizzazioni internazionali, le ILCs e gli stakeholder di rilievo a sottoporre all’attenzione del Segretariato situazioni, non coperte da approcci bilaterali; che potrebbero richiedere un tale meccanismo multilaterale, le possibili modalità di funzionamento di un GMBSM, così come ogni altra esperienza di rilievo legata all’implementazione del Protocollo. Il Segretariato è incaricato di commissionare uno studio sulle esperienze legate allo sviluppo ed all’implementazione del Protocollo e di altri meccanismi multilaterali e su altri processi in corso di rilievo in tale ambito, e di convocare successivamente un incontro di esperti i cui esiti saranno riportati alla COP-MOP2 (UNEP/CBD/NP/COP-MOP/1/L.9).


Guida al Meccanismo Finanziario
Per quanto riguarda la Guida al Meccanismo Finanziario (articolo 25), la decisione adottata in sede COP-MOP raccomanda che la COP integri la guida sulle priorità di programma con riguardo ad ABS in quella generale al meccanismo finanziario. In particolare, si richiede al GEF (Global Environment Facility) di supportare le attività contenute già nella decisione XI/5 (Annesso, Appendice I), di rendere disponibili le risorse finanziarie per fornire assistenza alle Parti eleggibili nella preparazione dei loro report nazionali e nelle attività relative alla strategia di sensibilizzazione (Articolo 21). Per quanto riguarda il GEF-6, alle Parti è richiesto di dare priorità a progetti ABS nel quadro delle loro programmazioni nazionali per il GEF-6 ed integrare e dare priorità ad ABS nei piani di azione e strategie nazionali per la biodiversità (NBSAP) (UNEP/CBD/NP/COP-MOP/1/L.12).


Mobilitazione delle risorse
La decisione sulla mobilitazione delle risorse per l’implementazione del Protocollo riconosce che la strategia per la mobilitazione delle risorse in supporto al raggiungimento dei tre obiettivi della Convenzione include la mobilitazione delle risorse per l’implementazione del Protocollo. Si incoraggiano le Parti a indirizzare le risorse nazionali, incluso quelle generate attraverso i meccanismi finanziari per la biodiversità, a supporto dell’implementazione degli obiettivi del Protocollo. In tale contesto vanno inserite le risorse generate attraverso l’implementazione di accordi ABS. (UNEP/CBD/NP/COP-MOP/1/L.13).


Miglioramento dell’efficienza delle strutture della Convenzione e dei suoi Protocolli
Un tema trasversale sia alla COP 12 che alla MOP 7 (Protocollo di Cartagena) e alla MOP 1 (Protocollo di Nagoya) è stato, invece, quello del miglioramento dell’efficienza delle strutture della Convenzione e dei suoi Protocolli, articolato in due decisioni. Nella prima (UNEP/CBD/NP/ COP-MOP/1/L.3), si stabilisce che il Subsidiary Body on Implementation (SBI), istituito dalla COP in sostituzione del WGRI, lavorerà anche per il Protocollo di Nagoya, al fine di evitare una duplicazione dei lavori e rendere il sistema più efficiente. Inoltre la decisione (UNEP/CBD/NP/ COP-MOP/1/L.4) ha stabilito la contemporaneità dello svolgimento della futura COP e delle due future MOP, i cui lavori saranno articolati in due sole settimane.


Programma budgettario per il biennio successivo all’entrata in vigore del Protocollo di Nagoya
La decisione relativa al programma budgettario per il biennio successivo all’entrata in vigore del Protocollo di Nagoya conferma l’intenzione di prevedere un budget separato e dedicato all’implementazione del Protocollo e, quindi, non assorbito nel budget CBD, in conformità con quanto previsto all’articolo 28 (par 3) del Protocollo stesso e in linea con la prassi seguita nel Protocollo di Cartagena. Sono stati creati due fondi e, nello specifico, un “trust fund” obbligatorio, a carico esclusivamente delle Parti del Protocollo, per la copertura delle attività ritenute primarie e fondamentali per l’attuazione del Protocollo, ed un fondo volontario speciale per contributi aggiuntivi diretti al finanziamento di ulteriori attività previste dal Protocollo. L’Unione Europea si farà carico, in particolare, dei costi relativi a nuove posizioni lavorative da inserire nell’organico del Segretariato per le attività di Nagoya (UNEP/CBD/NP/COP-MOP/1/L.14).