Rabat, 15 giugno 2016 - Si è tenuto a Rabat il primo Comitato congiunto, così come previsto dal Protocollo d’Intesa firmato dal Ministero italiano dell’Ambiente e dal Ministero dell’Ambiente del Regno del Marocco lo scorso 21 aprile.

Il Piano di Azione approvato per i prossimi 24 mesi identifica come aree di cooperazione i seguenti settori.

1. Rafforzamento dell’attuazione delle misure di mitigazione e adattamento previste dai Contributi volontari nazionali (INDC) attraverso le seguenti attività:
- analisi economica e processi finanziari da attivarsi per l’attuazione dei processi di mitigazione e adattamento (finanza per il clima);
- assistenza tecnica per lo svolgimento di studi di fattibilità funzionali ai progetti pilota legati alla mitigazione;
- partecipazione al processo di istituzione di un sistema di monitoraggio e valutazione nazionale in vista dell’attuazione dell’INDC;
- assistenza tecnica all’analisi settoriale per l’elaborazione della Low Emission Development Strategy (LEDS);
- definizione delle filiere utili alla valorizzazione dei rifiuti solidi;
- rafforzamento della capacità di resilienza e di adattamento delle risorse naturali e della biodiversità attraverso la riabilitazione degli ecosistemi, con particolare riferimento alle aree montane;
- inserimento del rischio climatico nella politica nazionale di gestione integrata delle aree costiere e di valutazione della loro vulnerabilità ai cambiamenti climatici in aree pilota del Mediterraneo;
- elaborazione di piani regionali di gestione ambientale del cambiamento climatico.

2. Capacity building e diffusione delle esperienze e delle conoscenze al livello nazionale e regionale sulla mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, anche attraverso la cooperazione Sud-Sud e alla cooperazione triangolare, in collegamento con la cooperazione in ambito multilaterale:
- sessioni formative e assistenza tecnica nel settore della mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

3. Rafforzamento della politica nazionale di gestione integrata, a livello tecnico, delle zone costiere:
- assistenza tecnica per la realizzazione dei piani relativi alla gestione delle zone costiere regionali.

4. Rafforzamento dell’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile:
- elaborazione di strumenti educativi e comunicativi, per esempio “strutture green” (centri giovanili, centri per le donne, centri per il benessere dei bambini, campi estivi, ecc.) promuovendo il ricorso alle energie rinnovabili, l’efficienza energetica, il riuso e il riciclo dei rifiuti.