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Mapping and Assessment of Ecosystem Services (MAES)

L’Obiettivo 2 della Strategia Europea per la Biodiversità è finalizzato a «preservare e valorizzare i servizi ecosistemici nonché a ripristinare gli ecosistemi degradati ricorrendo alle infrastrutture verdi come strumento per la pianificazione del territorio», riprendendo quanto concordato nel 2010 a Nagoya dalla Conferenza delle Parti della CBD nel corso della sua X riunione «ripristinare il 15% di ciascun ecosistema degradato entro il 2020». Per raggiungere questo obiettivo, l’Azione 5 dell’Obiettivo 2 (Migliorare la conoscenza degli ecosistemi e dei relativi servizi nell’UE) prevede l’avvio per gli Stati membri di un «processo di mappatura e di valutazione dello stato di conservazione degli ecosistemi e dei relativi servizi ecosistemici (MAES)».

Al fine di garantire un approccio uniforme in tutti i Paesi dell’UE riguardo la Mappatura e la Valutazione degli Ecosistemi e dei loro Servizi (Mapping and Assessment of Ecosystems and their Services, MAES), la Direzione Generale Ambiente Europea ha avviato un processo mediante l’istituzione di gruppi di lavoro.

Il Ministero dell’Ambiente partecipa attivamente a questo programma con il supporto tecnico di Società Scientifiche e in particolare della Società Botanica Italiana, ed ha ottenuto risultati significativi a scala nazionale e continentale.

Il processo MAES in Italia si compone delle tre fasi proposte in Europa, ovvero: i. la mappatura degli ecosistemi; ii. la valutazione dello stato di conservazione; iii. la valutazione dei servizi ecosistemici, più tre ulteriori fasi che rendono il MAES uno strumento di pianificazione e di gestione sostenibile del territorio, maggiormente calato nelle realtà regionali.

In sintesi, i passaggi della metodologia si possono così riassumere:

  • mappatura degli ecosistemi, basata sulle informazioni relative alla copertura del suolo (CORINE Land Cover Italia 2006 – disponibile al IV/V livello);
  • valutazione dello stato di conservazione relativo a tutti gli ecosistemi maturi e di sostituzione a livello nazionale e regionale, sulla base del rapporto tra copertura reale/potenziale e dell’analisi dei contatti che ciascun ecosistema ha con il proprio intorno;
  • valutazione dei servizi ecosistemici per cinque casi studio pilota: faggete, aree urbane, oliveti, laghi, posidonieti;
  • individuazione degli ambiti territoriali a livello regionale su cui effettuare gli interventi di ripristino, relativo agli ecosistemi a basso stato di conservazione, attraverso l’uso della classificazione ecoregionale.

La valutazione è stata realizzata a livello nazionale, utile in particolare per valutazioni di progetti a scala nazionale o per eventuali confronti con analisi simili effettuate in altri paesi europei, e per ciascuna regione amministrativa è stata prodotta una scheda di sintesi, consultabile on line.

La mappatura degli ecosistemi e del loro stato di conservazione rappresenta uno strumento utile per individuare gli ambiti territoriali su cui prevedere prioritariamente progetti di ripristino/recupero degli ecosistemi, attuare una pianificazione territoriale sostenibile, anche attraverso la realizzazione di infrastrutture verdi ed indirizzare gli interventi, cogliendo soprattutto le opportunità fornite dalla programmazione comunitaria 2014-2020.

Al fine di procedere verso una reale integrazione del valore del capitale naturale nei sistemi di contabilità di organizzazioni pubbliche e private, i prossimi passaggi di questo processo dovranno essere rivolti alla valutazione economica dei servizi ecosistemici, come previsto anche dall’art. 67 della L. 221/2015.

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