Per ragioni di conservazione e di garanzia di rispetto della legge, è opportuno che l’illuminazione decorativa degli edifici e dei siti del Patrimonio culturale che presentano particolare potenzialità per i chirotteri sia subordinata a un accertamento della loro presenza/assenza.
Tale verifica può avere carattere speditivo, ma deve essere condotta da personale esperto, poiché finalizzata a rilevare non solo eventuali frequentazioni in atto (in alcuni casi evidenti anche a chi non ha competenze nel campo), ma anche tracce attestanti frequentazioni in periodo diverso dell’anno. In caso di accertamento d’uso da parte di chirotteri, limitatamente al periodo di presenza degli esemplari (che normalmente non interessa tutto l’anno, ma solo alcuni mesi) l’illuminazione dovrà essere esclusa o realizzata con adeguate limitazioni, ossia in modo che non siano posti in luce rifugi, accessi e vie di transito utilizzati dai chirotteri.
Qualora l’illuminazione sia motivata da esigenze di sicurezza connesse alla presenza di cantieri, si potrà ricorrere a soluzioni alternative, come ponteggi dotati di sistema di allarme o circuiti di videosorveglianza impieganti telecamere dotate di illuminatori a infrarossi.
Occorre infine contemplare la possibilità di "falsi negativi" nelle operazioni di accertamento dell’utilizzo dei siti da parte di chirotteri, ad esempio a causa di difficoltà di rilevamento dovute alla collocazione degli esemplari all'interno di volumi scarsamente ispezionabili o del tutto non ispezionabili. Qualora una perizia si concluda con indicazione di assenza di utilizzo da parte di chirotteri e ciononostante si venga successivamente a rilevare la presenza di esemplari, si dovrà tenerne conto e adottare misure volte ad escludere interferenze significative.

Analoghe attenzioni di conservazione devono essere messe in atto per ripristinare condizioni di idoneità nel caso di edifici/siti precedentemente utilizzati da colonie e sottoposti ad interventi di illuminazione decorativa senza considerare l’impatto sui chirotteri.