Educando al rispetto

La sopravvivenza dei pipistrelli dipende da noi. I pregiudizi e le fobie che affliggono questi mammiferi provocano troppo spesso la loro morte. Diffondere a quante più persone conosciamo informazioni corrette sulla loro biologia, far sapere agli altri quanto sono innocui ma anche estremamente utili, gravemente minacciati di estinzione e protetti dalla legge può fare la differenza.
 
Proteggendo i loro habitat elettivi

I pipistrelli hanno bisogno di fiumi, boschi, zone umide, siepi, campi e pascoli per cacciare i loro insetti preferiti. Hanno altresì bisogno di vecchi alberi cavi, edifici, grotte e miniere per trovare rifugio e allevare i loro piccoli. Per proteggerli è quindi necessario conservare gli spazi naturali in cui possono vivere liberamente e adottare comportamenti che non li danneggino. I pipistrelli che trovano rifugio nelle costruzioni possono infatti essere vittima dell’intolleranza delle persone e/o delle sostanze tossiche utilizzate per trattare gli elementi lignei degli edifici. In caso sia necessario trattare il legno contro gli insetti è buona norma utilizzare sostanze che non permangono a lungo nell’ambiente e che non sono tossiche per i mammiferi. Sebbene la permetrina e altri piretroidi sintetici siano largamente utilizzati (la permetrina per esempio si usa anche per la disinfestazione dalle zanzare) studi recenti hanno dimostrato che in esperimenti condotti in laboratorio riduce la capacità riproduttiva delle cavie e causano anomalie nei feti. Non si riscontra invece alcuna controindicazione nell’impiego di sali di boro che funzionano sia contro i funghi sia contro gli insetti.
 
Creando un habitat favorevole nei nostri giardini

Per esempio piantando nel proprio giardino un misto di piante erbacee, arbusti e alberi in grado di attrarre numerosi insetti che si avvicenderanno dalla primavera all’autunno. Ovviamente le piante autoctone sono in grado di attrarre un maggior numero di insetti rispetto a quelle esotiche e agli ibridi e sono pertanto da preferire.
 
Installando dei nidi artificiali (bat-box)

È importante scegliere il modello appropriato al tipo di ambiente in cui lo si installerà. In ambiente urbano e suburbano è adatto per esempio il seguente modello.

Il rifugio va montato su edificio, per esempio sotto alle grondaie, oppure su un palo, a non meno di 4 metri di altezza. Per quanto riguarda l’esposizione, dipende dalla regione in cui ci si trova: in linea di massima se la temperatura media a luglio è di circa 30-35°C il nido deve essere posizionato all’ombra in modo da rimanere esposto alla luce diretta del sole per non più di sei ore, se invece la temperatura media a luglio è inferiore ai 27°C il nido deve ricevere luce per almeno dieci ore al giorno. Il nido può essere montato in qualsiasi momento dell’anno, ma la sua colonizzazione può richiedere tempo. I nidi installati a inizio primavera vengono colonizzati più facilmente rispetto a quelli installati a estate inoltrata, ma non vi è comunque alcuna garanzia che avvenga la colonizzazione anche se si rispettano tutti i criteri. È necessario infatti che l’area sia già frequentata da pipistrelli che devono notare il rifugio artificiale e sceglierlo perché migliore rispetto al loro luogo di rifugio del momento. Per capire se il nido artificiale è stato occupato da pipistrelli si può attendere la sera e osservare l’involo, oppure mettere un telo di plastica bianco a terra sotto al nido e vedere se si depositano le feci. Normalmente i nidi non richiedono manutenzione ma qualsiasi operazione si intenda eseguire essa va svolta durante il periodo invernale, quando i pipistrelli non ci sono.

 
Tenendo il gatto in casa!

Il gatto è il più importante predatore di pipistrelli, nonché di altri piccoli vertebrati. È molto agile e presente capillarmente su tutto il territorio in numero enorme, trattandosi di un animale domestico e pertanto svincolato dalla normale selezione naturale, al contrario della fauna selvatica. Tenere in casa il proprio gatto salverebbe un gran numero di pipistrelli, uccellini e piccoli rettili permettendo alle loro popolazioni di ricominciare a ristabilirsi.