Le acque territoriali italiane sono interessate dalla presenza di tre specie di tartarughe marine, la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), segnalate sporadicamente, e la tartaruga caretta (Caretta caretta) presente con una popolazione più consistente e siti di nidificazione accertati su tratti costieri dell’Italia meridionale e insulare. Tutte e tre sono specie particolarmente protette:

Per la tutela e la conservazione di queste specie la Direzione per la Protezione della Natura e del Mare (DPNM) ha promosso iniziative di coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti a vario titolo. In particolare, in merito ai numerosi centri di recupero per le tartarughe marine presenti sul territorio italiano, la DPNM ha invitato le Regioni a coordinare tali realtà, con le modalità ritenute più opportune, al fine di ottimizzare le risorse e renderne maggiormente efficace l’operato. A tutt’oggi molte Regioni hanno istituito degli appositi coordinamenti regionali in materia.

Inoltre, grazie al lavoro sinergico di Istituzioni, Istituti di ricerca e Associazioni, nel 2007 sono state redatte le "Linee Guida per il recupero, soccorso, affidamento e gestione delle tartarughe marine ai fini della riabilitazione e per la manipolazione a scopi scientifici" con l’obiettivo di indicare e uniformare metodi e strutture implicati nelle attività di soccorso e ricerca riguardanti le tartarughe marine.

Nel 2013 il testo è stato aggiornato a cura dell’ISPRA e dalla DPNM e dopo l’approvazione da parte del Comitato Paritetico per la Biodiversità è stato sottoposto e approvato in Conferenza Stato Regioni il 10 luglio 2014 (pdf, 97 KB)