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Liste Rosse Nazionali

Indice


 


La IUCN ha introdotto da circa 20 anni un sistema di valutazione sullo stato di conservazione delle specie, basato su un metodo scientificamente rigoroso, applicabile a tutte le specie viventi, ad eccezione dei microorganismi, e che oggi rappresenta uno standard mondiale per la valutazione del rischio di estinzione. Secondo tale metodo è possibile compilare Liste Rosse su scala globale e regionale (www.iucnredlist.org).Il concetto di Lista Rossa è ormai noto non soltanto negli ambienti specialistici dei ricercatori, ma comunemente anche tra la popolazione.

Le Liste Rosse delle specie minacciate rappresentano dei campanelli d’allarme per la protezione della natura e sono uno strumento efficace per valutare la qualità degli habitat. L’obiettivo delle Liste Rosse è quello di catalizzare l’impegno per la salvaguardia della biodiversità, fornendo informazioni, analisi e previsioni sulle specie, sulle loro popolazioni ed andamenti e sulle loro minacce. Esse rappresentano uno strumento raffinato che valuta, grazie al supporto del mondo scientifico ed in maniera dinamica grazie ai periodici aggiornamenti, ogni specie nella sua appropriata categoria in funzione delle esigenze di conservazione a livello mondiale.

La valutazione del rischio di estinzione è basata sulle Categorie e Criteri della Red List IUCN. Le categorie di rischio sono 11, da Estinto (EX, Extinct), applicata alle specie per le quali si ha la definitiva certezza che anche l’ultimo individuo sia deceduto, a Estinto in Ambiente Selvatico (EW, Extinct in the Wild), assegnata alle specie per le quali non esistono più popolazioni naturali ma solo individui in cattività, fino alla categoria Minor Preoccupazione (LC, Least Concern), adottata per le specie che non rischiano l’estinzione nel breve o medio termine.
 

La Lista Rossa dei Vertebrati Italiani


E’ stato preso in esame e valutato il rischio di estinzione delle specie di vertebrati in Italia, tutti i terrestri e un gruppo di vertebrati marini; poi è stata creata una base di riferimento utile in futuro a valutare la tendenza dello stato di conservazione della biodiversità in Italia. Sono state incluse nella valutazione tutte le specie di pesci d'acqua dolce, anfibi, rettili, uccelli nidificanti, mammiferi e pesci cartilaginei, native o possibilmente native in Italia, nonché quelle naturalizzate in Italia in tempi preistorici. Le specie di uccelli presenti ma non nidificanti in Italia (svernanti, migratori) non sono state valutate.

Per le specie terrestri e di acqua dolce è stata valutata l'intera popolazione nel suo areale italiano (Italia peninsulare, isole maggiori e, dove rilevante, isole minori). Per le specie marine è stata considerata un'area di interesse più ampia delle acque territoriali.

Delle 672 specie di vertebrati valutate in questa ricerca (576 terrestri e 96 marine), 6 sono estinte nella regione in tempi recenti. Le specie minacciate di estinzione sono 161 in totale (138 terrestri e 23 marine), pari al 28% delle specie valutate. Il 50% circa delle specie di vertebrati italiani non è a rischio di estinzione imminente.

Il rischio di estinzione delle diverse classi di vertebrati è molto variabile, dal 19% nei rettili, fino al 48% nei pesci di acqua dolce. Spicca nei pesci cartilaginei l’alta percentuale di specie carenti di dati (oltre il 50%). In generale le classi legate all’acqua (pesci cartilaginei, pesci d’acqua dolce e anfibi) appaiono più minacciate di quelle terrestri (rettili, uccelli e mammiferi).

Lista Rossa dei vertebrati italiani (pdf, 1.552 MB)
 

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La Lista Rossa delle Libellule Italiane


Nel processo valutazione del rischio di estinzione sono state incluse tutte le specie di libellule native o possibilmente native in Italia. In tutti i casi è stata valutata l'intera popolazione nel suo areale italiano (Italia peninsulare, isole maggiori e, dove rilevante, isole minori).

Delle 93 specie di libellule valutate, una si è estinta in Italia in tempi recenti. Le specie minacciate di estinzione sono un totale di 10, pari al 10.9% delle specie esistenti, mentre Il 72% circa delle specie di libellule italiane non è a rischio di estinzione imminente.

Complessivamente le popolazioni delle libellule italiane sono in declino: le popolazioni in contrazione numerica sono infatti in numero pari a 5 volte quelle in espansione.

Le principali minacce alle libellule italiane sono la perdita di habitat e l’inquinamento. Le specie minacciate, così come quelle le cui popolazioni sono in declino, si concentrano nelle zone umide naturali di acqua dolce.

Lista Rossa delle Libellule Italiane (pdf, 1.275 MB)
 

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La Lista Rossa dei Coleotteri Saproxilici Italiani


Per ciascuna specie trattata e stata in particolare considerata, ove possibile, la distribuzione geografica nell’intero territorio politicamente italiano (Italia continentale e peninsulare, isole maggiori e isole minori), insieme con il numero dei siti di presenza noti, entrambi parametri essenziali per la valutazione delle rispettive categorie di rischio.

Sono state inserite nella lista circa 2000 specie appartenenti a 65 diverse famiglie, tutte riferite ad una serie di categorie trofiche predefinite. Le specie in categorie di rischio sono in totale 418, corrispondenti al 21% delle 1986 specie valutate; solo due risultano, probabilmente, Estinte nella Regione (RE). Quasi il 60% delle specie di Coleotteri saproxilici non risulta al momento essere a rischio di estinzione.

Complessivamente le popolazioni dei coleotteri saproxilici italiani sono in evidente declino, più marcato nelle aree forestali e di macchia delle quote minori e degli ambienti umidi e ripariali. Le conoscenze sul rischio di estinzione e le tendenze demografiche sono peraltro ancora largamente carenti, spesso pressoché inesistenti, per la grande maggioranza delle specie considerate.

Una delle principali minacce per i coleotteri saproxilici italiani e comunque associata alla perdita e alla frammentazione degli habitat, alla semplificazione strutturale degli ecosistemi forestali, dovuta a una gestione fondata unicamente sullo sfruttamento commerciale del legno, e, non ultimo, all’inquinamento legato all’uso di pesticidi contro gli insetti che possono danneggiare gli alberi. Negli ambienti costieri la principale minaccia per i saproxilici e invece rappresentata dal turismo balneare di massa, che spesso comporta un’eccessiva “pulizia” delle spiagge con la completa rimozione di materiale ligneo (soprattutto i tronchi spiaggiati) e da un’eccedenza di infrastrutture e di espansione edilizia lungo la fascia litoranea. Il numero di specie saproxiliche le cui popolazioni possono essere impoverite dal prelievo diretto (che coinvolge quasi esclusivamente poche entità di grandi dimensioni e di riconosciuto interesse collezionistico) e invece decisamente basso e taleminaccia può essere considerata quasi trascurabile.

Lista Rossa dei Coleotteri Saproxilici Italiani (pdf, 3.225 MB)
 

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La Lista Rossa dei Coralli Italiani


Tutte le specie di coralli, native o possibilmente native in Italia, sono state incluse nella valutazione. Per tutte le specie è stata valutata l’intera popolazione in un’area di interesse più ampia delle acque territoriali.

Delle 112 specie di antozoi valutate in questa ricerca 10 sono minacciate di estinzione. Considerando però che per quasi il 60% delle specie i dati disponibili non sono sufficienti a valutare il rischio di estinzione, e assumendo che tra queste la percentuale minacciata sia pari alla percentuale di specie minacciate tra quelle valutate, si stima che complessivamente il 14% degli antozoi italiani sia a rischio. Solo 32 specie non sono al momento considerate a rischio di estinzione.

Complessivamente le informazioni sulla tendenza delle popolazioni degli antozoi in Italia sono scarse, e per quasi il 70% delle specie questa informazione non è disponibile. Delle rimanenti specie, la maggior parte è stabile o in declino, mentre quasi nessuna è in crescita.

La principale minaccia ai coralli italiani, soprattutto per quanto riguarda le specie di profondità che popolano la piattaforma e la scarpata continentale, è la mortalità accidentale, dovuta all'utilizzo di attrezzi da pesca dannosi per le specie ancorate ai fondali marini (10 specie sono a rischio di estinzione per questa ragione). Per molti organismi questo fattore di minaccia interagisce con caratteristiche biologiche delle specie che le rendono intrinsecamente soggette a declini in presenza di minacce. Per le specie superficiali tuttavia, che si ritrovano nella zona di marea, nelle acque lagunari, nelle praterie di fanerogame o nell’ambiente coralligeno, è importante tenere in considerazione fattori di rischio legati ai cambiamenti climatici nonché fattori di impatto, quali sedimentazione, dragaggi, inquinamento, ancoraggi, turismo, connessi all’estesa urbanizzazione della costa.

Lista Rossa dei Coralli Italiani (pdf, 1.616 MB)
 

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La Lista Rossa della Farfalle Italiane


Sono state incluse nella valutazione tutte le specie di ropaloceri native o possibilmente native in Italia.

Per ciascuna specie e stata valutata l’intera popolazione nel suo areale italiano (Italia peninsulare, isole maggiori e, dove rilevante, isole minori). Pertanto la valutazione del rischio di estinzione e riferita all'intera popolazione nazionale di ciascuna specie e non a sottopopolazioni locali il cui livello di minaccia può essere talvolta superiore.

Delle 289 specie di ropaloceri valutati, una e estinta nella regione in tempi recenti. Le specie minacciate di estinzione sono un totale di 18, pari al 6.3% delle specie valutate. La maggior parte delle popolazioni di ropaloceri italiani sono stabili.

Le principali minacce per i ropaloceri in Italia sono la riforestazione naturale, conseguenza dell'abbandono delle aree rurali, l'intensificazione dell'agricoltura e, per le specie di alta quota, i cambiamenti climatici che modificano la composizione della vegetazione, alla quale i ropaloceri sono sensibili.

Lista Rossa della Farfalle Italiane (pdf, 5.123 MB)
 

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La Lista Rossa della Flora Italiana (Policy species)


Sono state valutate specie riconducibili a due categorie:
Policy Species (PS) taxa appartenenti agli allegati II, IV e V della Direttiva “Habitat” (92/43/CEE ) ed alla Convenzione di Berna;
- Non Policy Species (NPS) taxa non protetti a livello nazionale ed europeo ma considerati di interesse conservazionistico e comprendenti, oltre alle piante vascolari, anche briofite, funghi e licheni.
In totale sono state valutate 396 specie, così suddivise: 297 piante vascolari, 61 Briofite, 25 Licheni e 13 Funghi.

Le specie della flora italiana valutate, che rappresentano circa 1/5 di quelle italiane ritenute più vulnerabili, ha mostrato uno stato di conservazione non soddisfacente, in quanto circa il 65% della flora vascolare (PS-Policy Species) ricade in una categoria di minaccia, così come circa il 55% delle non vascolari. La percentuale delle sole PS minacciate è invece circa del 45% su base nazionale, così come accade a livello europeo. Le differenze riscontrabili fra le piante e gli animali potrebbero far supporre che la Flora sia più minacciata della Fauna, in realtà nel primo caso sono state selezionate, preliminarmente, le specie già ritenute rare, minacciate, protette, endemiche o a rischio e su queste si proceduto con la valutazione.

Le principali minacce alla biodiversità vegetale in Italia sono rappresentate dall’urbanizzazione selvaggia (abusivismo edilizio), dallo sviluppo di infrastrutture, dall’allevamento intensivo e dal turismo. Problemi si manifestano anche nelle aree protette a causa dello sviluppo non oculato di infrastrutture e della mancanza di adeguati controlli.

Lista Rossa della flora italiana (pdf, 2.469 MB)
 

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