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25 novembre - Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne

Anche quest’anno siamo a ricordare che il 25 novembre ricorre la “Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne” Quest’anno però abbiamo deciso di non usare parole nostre, ma di condividere con tutte le colleghe e i colleghi alcuni spunti documentali e di approfondimento, ma anche piccole citazioni ad effetto tratte dal libro “FERITE A MORTE (E se le vittime potessero parlare)” di Serena Dandini (2013, Rizzoli).

Cominciamo dai perché e dalle definizioni.

Il 25 novembre è stato scelto nel 1999 come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite.

Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime dittatoriale nella Repubblica Dominicana.

La Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne del 1993 ha definito quest’ultima come violazione dei diritti umani ed in particolare all’art.2, specifica che essa riguarda:

  • La violenza fisica , sessuale e psicologica nel contesto domestico e perpetrata da membri della famiglia,
  • La violenza fisica, sessuale e psicologica che avviene all’interno della comunità in generale,
  • La violenza fisica, sessuale e psicologica perpetrata o tollerata dallo Stato, ovunque si manifesti.

L’ONU e l’Unione Europea definiscono violenza di genere quella che “si annida nello squilibrio relazionale tra i sessi e nel desideri odi controllo e di possesso da parte del genere maschile sul femminile” e che comprende varie tipologie

  • Atti persecutori
  • Matrimoni forzati
  • Mutilazioni genitali femminili (MGF)  o ablazione
  • Tratta di donne e bambine
  • Violenza economica
  • Violenza fisica
  • Violenza psicologica
  • Violenza sessuale e abusi sessuali.

 

Il rapporto del 25 giugno del 2012 sugli omicidi di genere, presentato da Rashida Manjoo relatrice speciale delle Nazioni Unite per la lotta contro la violenza sulle donne,  tra le altre considerazioni, effettua la ricostruzione del termine “femmicidio” che, usato sin dall’inizio del XIX secolo, si ritrova negli slogan delle battaglie femministe negli anni 60/70, e da Diana Russel nel 1992 quando analizza nei suoi studi la forma estrema di violenza contro la donna proprio perché donna.

Nel 2006 il termine viene trasformato in “femminicidio” dalla parlamentare messicana Marcela Lagarde per definire la forma estrema di violenza di genere contro le donne attraverso varie condotte misogine.

Nel libro della Dandini si mescolano forme di violenza diretta (i cosiddetti delitti passionali e delitti d’onore, le uccisioni di donne in guerra, donne bruciate per impossessarsi della loro dote, omicidi di donne indigene e aborigene, donne vittime di accanimento assassinate dalla criminalità organizzata e da gruppi paramilitari, l’aborto dei feti di sesso femminile, l’infanticidio di bambine) e di violenza indiretta (decessi causati da aborti clandestini, legati al traffico di esseri umani e di organi, al crimine organizzato, a pratiche dannose come la mutilazione di genitali femminili) dando vita ad un universo di donne “ferite a morte” che raccontano in modi differenti, così come differenti sono state le loro vite e le loro morti, il loro triste destino, spesso con sfumature di macabra realtà.

A seguire alcuni stralci che, almeno per noi, sono stati avvertiti come pugni nello stomaco.

 

IL SENSO DELL’ONORE

“Motivazione: delitto d’onore.

Lo sai , lo sai che vuol dire, è come da voi, uguale, tu a Tabriz io a Caltanissetta, io un paio di anni fa e tu l’altro ieri, io in Italia e tu in Iran, io con la lupara e tu lapidata…”

NI’ UNA MAS

“A Juarez…In fondo è solo carne e sangue di donne:un’ecatombe, un genocidio…nient’altro…Tanto lo Stato non ha tempo per occuparsene, la polizia nemmeno, ci sono problemi più importanti, è inutile fare giustizia e infatti nessuno è mai condannato…

Sangue mio,/di alba,/di luna tagliata a metà,/del silenzio.

Mare dei miei abissi./Sangue istante nel quale nasco sofferente,/Nutrita dalla mia ultima presenza.

Sangue del silenzio/ […] che salta il vuoto/ […] Sangue istante nel quale nasco sofferente/Nutrita dalla mia ultima presenza.”

 

 

QUOTE ROSA

“E’ più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che una donna menager entri in un consiglio di amministrazione, ma io ce l’ho fatta…Io appartengo alla generazione di donne che ha rinunciato ai figli per la carriera

…Dentro di me mi sentivo in colpa, come se superarlo economicamente fosse un affronto alla sua virilità, avevo paura di umiliarlo.

…Ma poi mi son detta che il mondo era ben cambiato…e così ho fatto outing offrendogli un weekend cinque stelle a Parigi.

Ma da lì sono iniziati i guai; lentamente, sottilmente, un veleno si è infiltrato nel nostro rapporto. Io non ero più così simpatica né tanto intelligente come prima, anzi ogni motivo era buono per assestaren un colpetto alla mia autostima che, si sa, nelle è già traballante di suo.

…Un risentimento sordo, un sarvasmo feroce, una critica impietosa e continua.

…anzi un colpo dietro l’altro, fino a quello definitivo, un portacenere di marmo tirato in piena fronte.

…non aveva più argomenti per spiegarmi la sua inadeguatezza, ero cresciuta troppo per lui,… non riusciva più a reggere il confronto…non aveva altra scelta che ricorrere alla forza fisica, in quella era ancora superiore a me.”

 

ALBA CHIARA

“…Mio padre a modo suo mi voleva bene e anche mio fratello, ma mi hanno dovuto sgozzare perché non sentivo ragioni.

Io sono Hamina, la sposa cadavere, con Luigi ci stavamo sposando di nascosto, ma qualcuno ha fatto la spiata e all’alba mi hanno giustiziato. Poi seppellito in giardino…”

 

VOODOO STYLE

“…Io continuavo a piangere, ma per fortuna avevo imparato a farlo di nascosto. Avevo troppa paura…ma poi ho trovato coraggio, ho incontrato un ragazzo palermitano che mi voleva sposare e allora ho deciso di scappare. 

…ma non abbiamo fatto in tempo, mi hanno ripreso subito.

…la punizione è stata terribile, mi hanno strangolata e poi bruciata, il mio corpo lasciato al vento nelle campagne…”

 

QUARTO STATO

“…Insieme abbiamo fatto le battaglie, io e il Mario intendo, il mio compagno, tutte le lotte quelle giuste, il divorzio, l’aborto, i referendum, ci siamo fatti i picchetti contro la chiusura della fabbrica, anche sotto la neve e io sono molto freddolosa, ma la passione politica, si sa, scalda il cuore…

Ma poi a casa c’era sempre qualcosa che non andava. Non eravamo sposati, ma il Mario mi menava proprio come fossi sua moglie, uguale .

…noi anche se avevamo il ritratto di Togliatti sul comò sembravamo uguali a quegli altri, i nostri vicini alla cascina, pure lui sempre a urlare, a comandare,…ma almeno sul comò avevano il ritratto di Mussolini, c’era un senso…

…Quella sera in cucina mi ha schiacciato contro il frigo aperto…mi ero scorfata le birre nel cassetto dein surgelati e son scoppiate tutte. Mi ci ha ficcato la testa…lui invece era ordinato em preciso; mi ha segato con cura a piccoli pezzi, precisi, tutti uguali, e mi ha nascosto nel congelatore in cantina.

…Non ho fatto in tempo a fare la rivoluzione.

…Io che ho sempre avuto freddo…non ho sentito più niente. Ve lo giuro sul Partitom comunista, quello di prima naturalmente.”

  

LE CHIAVI DI CASA

“…Scusate, glielo dite voi alle ragazze del centro antiviolenza che c’avevano ragione? Io non le ho più trovate, dice che hanno dovuto chiudere per via dei tagli…”

 

 

Non ci resta che invitarvi a partecipare alla “MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE” per domani Sabato 25 novembre2017 alle ore14.00 a Piazza della Repubblica.

 

 

 

 

 

 

 

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