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Al via la 30esima Riunione delle Parti del Protocollo di Montreal

Si apre oggi a Quito la 30a riunione dell’organo decisionale (la Riunione delle Parti contraenti o “MoP”) al Protocollo di Montreal sulle sostanze che danneggiano la fascia di ozono.  I lavori sono suddivisi in due sessioni:

• il segmento preparatorio, dal 5 al 7 novembre;
• il segmento di alto livello, dal 8 al 9 novembre.

Sarà portato avanti il negoziato tecnico sulle misure di reporting e sulle altre misure tecniche per l’attuazione dell’Emendamento di Kigali adottato nel 2016, ivi incluso il prosieguo dei negoziati sulle modalità per considerare il mantenimento dell’efficienza energetica nei settori industriali interessati dal phase down degli idrofluorocarburi (HFC). L’Emendamento di Kigali, difatti, entrerà in vigore a livello globale dal 1 gennaio 2019 e prevede una progressiva riduzione della produzione e del consumo di idrofluorocarburi che si stima permetterà di evitare sino a 0,5 gradi di riscaldamento globale entro il 2100. Difatti, la considerazione di tali sostanze nel meccanismo del Protocollo di Montreal permetterà di garantire che la transizione tecnologica dei settori industriali che hanno utilizzato e talvolta ancora utilizzano, principalmente nei Paesi in Via di Sviluppo,  sostanze ozono-lesive, non comporti la selezione di alternative con un alto potenziale climalterante in termini di effetto serra.

La MoP di Quito affronterà inoltre in modo deciso le problematiche sottolineate da alcuni studi scientifici indipendenti che hanno rilevato emissioni inaspettate di triclorofluorometano rilevate a livello globale nell’emisfero settentrionale,  in controtendenza alla progressiva diminuzione delle concentrazioni in atmosfera registrata negli ultimi anni grazie alla sua eliminazione introdotta dal Protocollo di Montreal. La bozza di decisione è stata già concordata alla sessione dello scorso OEWG che chiede alle Parti di adottare ogni misura idonea a garantire l’effettivo rispetto dell’obbligo di eliminazione del CFC-11, come previsto dal Protocollo, e chiede ai Panel scientifici di continuare a monitorare le eventuali emissioni e di indagare sulle possibili fonti di emissione. Prima dell’adozione della decisione in esame, le Parti valuteranno tutte le eventuali nuove informazioni scientifiche che i Panel scientifici raccoglieranno fino alla MoP.

Alla MoP di Quito, l’Italia avrà una parte importante in quanto il nostro Paese si candiderà per ospitare la prossima Riunione delle Parti nel 2019 a Roma, che sarà la prima dall’entrata in vigore dell’Emendamento di Kigali, il cui processo di ratifica nazionale è attualmente in corso. Si segnala in proposito che il Ministero dell’Ambiente ha patrocinato la realizzazione del numero speciale 2018-2019 della rivista internazionale United Nations Environment – International Institute of Refrigeration – Centro Studi Galileo, con l’introduzione del Ministro Costa. La rivista verrà presentata pubblicamente  a latere della MoP30 di Quito il 5 novembre alle ore 18,30. Lo scopo principale della rivista è proprio la diffusione del sapere e delle soluzioni volte a raggiungere gli obiettivi dell’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal, adottato a Kigali 15 ottobre 2016.

 

 

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