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Ambiente, Velo: "Italia paese leader in economia circolare, grazie anche a Green public procurement"

“L’economia circolare, di cui il nostro Paese è leader, si basa sullo sviluppo del riuso e riciclaggio di materiali e prodotti, riducendo cosi il prelievo di risorse naturali e materie prime dall’ambiente. Un uso efficiente delle risorse, infatti, rappresenta la chiave di volta della nuova strategia europea definita nel recente “Piano di azione” per l’economia circolare che il Parlamento Europeo si appresta a discutere”.

Lo ha detto oggi il Sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo, intervenendo al convegno “Il ruolo del Gpp per le strategie di politica ambientale alla luce del “collegato ambientale”.

"E’ evidente – ha continuato Velo – che un uso migliore delle risorse da parte del mercato non si attiva per legge, ma deve essere il frutto di segnali di prezzo, incentivi e disincentivi. Un’impostazione che in questa fase assume una particolare importanza se vogliamo che la strategia si trasformi in fatti e non rimanga un'indicazione astratta di buone intenzioni.

Non a caso – ha continuato Velo - il “pacchetto” economia circolare affianca agli obiettivi di riciclaggio contenuti nelle direttive rifiuti ed imballaggi, una serie di misure di sostegno all’economia circolare, senza le quali sarà difficile raggiungere gli stessi obiettivi.

Fra questi, uno dei principali è proprio il Green Public Procurement, strumento introdotto dalla Commissione Europea fin dal 2008, strettamente legato agli indirizzi in materia di progettazione, ecodesign ed etichettatura.

Da un lato, dunque, incentivi, fondamentali per lo sviluppo dell’economia circolare, e dall’altro gli appalti verdi con l’obbligatorietà degli acquisti sostenibili nella Pubblica Amministrazione ovvero il Green Public Procurement (GPP).

La PA - ha concluso Silvia Velo - contribuisce dunque al conseguimento degli obiettivi ambientali di riduzione dei gas che alterano il clima, attraverso l’inserimento nella documentazione delle gare delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei decreti di adozione dei relativi Criteri Ambientali Minimi”.

 

 

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