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Consumo di suolo – Il sottosegretario Micillo: "Eco-bonus e innovazione per la rivalutazione del patrimonio edilizio esistente, verso il consumo di suolo zero"

Roma, 4 dicembre 2018 – Il sottosegretario di Stato all’Ambiente on. Salvatore Micillo è intervenuto ieri mattina all’Università Degli Studi di Napoli Federico II al convegno sul tema “Governo del territorio, tutela dell’ambiente e consumo di suolo”.  Un incontro tra professionisti, docenti, imprenditori e giuristi, organizzato congiuntamente dagli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti di Napoli in occasione della Giornata Mondiale del Suolo, per affrontare in maniera trasversale, dal punto di vista tecnico giuridico ed economico un problema, quello del consumo di suolo, che nel nostro Paese ha raggiunto livelli allarmanti, con una media di 4 metri quadri di consumo al secondo.

“Il consumo di suolo, in quanto risorsa non rinnovabile e non sostituibile, è un’emergenza che dobbiamo affrontare nel più breve tempo possibile. I dati ci dicono chiaramente che in Italia sta avanzando in modo inesorabile, con effetti catastrofici sull’ambiente e sul territorio” ha dichiarato Micillo, sottolineando la necessità di intervenire con il recupero edilizio e la rivalorizzazione degli edifici e dei complessi industriali dismessi. “Sul tutto il territorio nazionale sono presenti oltre 7 milioni di abitazioni non utilizzate, 700.000 capannoni dismessi, oltre alle migliaia di immobili confiscati alle mafie. Inoltre, più della metà delle abitazioni italiane ha più di quarant’anni, che si traduce in spreco energetico e forte rischio sismico. Dobbiamo puntare sul consumo di suolo zero, rivalutando il patrimonio edilizio esistente e valorizzando i nostri centri storici, che rischiano di morire per incuria e spopolamento. Basta cemento ma innovazione e ingegneristica avanzata, con ecobonus e incentivi che possano dare sostegno e respiro ai nostri territori”.

Il confronto ha toccato anche altri temi di grande attualità, come il dramma della Terra dei Fuochi, con i problemi connessi alla raccolta, al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti. “Ci sono scelte che non sono più rinviabili. L’economia circolare è l’unica strada per risolvere il problema dei rifiuti e per creare anche posti di lavoro. È di 88 miliardi il fatturato che ogni anno l’economia circolare porta all’Italia. Insistere sugli inceneritori significa andare a spezzare quel ciclo virtuoso che si è formato in questi 20 anni” ha concluso il sottosegretario.

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