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Esiti del Convegno “Il Protocollo di Nagoya e le risorse genetiche: accesso, utilizzo e ripartizione dei benefici”

Padova, Giardino botanico, 30-31 marzo 2016

Il 30 e 31 marzo si sono svolte a Padova, presso la sede storica del Giardino Botanico dell’Università, due giornate di incontro dedicate alle novità legislative introdotte dall’entrata in vigore nel 2014 del Protocollo di Nagoya sull’accesso alle risorse genetiche e l’equa e giusta ripartizione dei benefici da esse derivanti, e del Regolamento (UE) n. 511/2014 sulle misure di conformità per gli utilizzatori nell’Unione derivanti dal Protocollo. L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti d’istituzioni internazionali, europee, nazionali ed esponenti di categorie portatrici d’interesse. Lo scopo delle due giornate è stato quello di illustrare i contenuti dei nuovi strumenti normativi e di presentare alcuni esempi di esperienze e buone pratiche già esistenti alla platea nazionale interessata al tema delle risorse genetiche. L’incontro divulgativo ha visto la partecipazione di un ampio numero di persone appartenenti al mondo della ricerca e delle imprese che utilizzano risorse genetiche, così come di rappresentanti di parchi, musei e altri enti interessati alla conservazione delle stesse. I vari rappresentanti hanno evidenziato l’importanza che la conservazione della biodiversità, e quindi delle risorse genetiche in quanto sue componenti, riveste per lo sviluppo scientifico ed economico del Paese.

Durante la prima giornata sono stati introdotti il concetto di ABS (Access and Benefit Sharing) nel panorama internazionale, le problematiche connesse all’accesso illegale a risorse genetiche e alcuni esempi di biopirateria che hanno portato ai negoziati in ambito della Convenzione per la Diversità Biologica per l’adozione del Protocollo di Nagoya, strumento che risponde al terzo obiettivo della CDB e adotta un quadro giuridico internazionale condiviso che mira a regolamentare l’accesso alle risorse genetiche e garantire un’equa e giusta ripartizione dei benefici derivanti dal loro utilizzo. Sono stati anche presentati i contenuti del Regolamento (UE) n. 511/2014 sulle misure di conformità per gli utilizzatori ed alcuni esempi di legislazioni nazionali in materia di ABS in paesi europei.

La seconda giornata, caratterizzata da un taglio pratico, ha visto protagonisti le risorse genetiche italiane e gli utilizzatori di risorse genetiche del panorama nazionale. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha presentato i dati emersi dall’indagine conoscitiva sulle collezioni ex situ di risorse genetiche presenti in Italia, a cui ha seguito un approfondimento da parte del rappresentante del Parco Nazionale della Majella, come esempio pratico di conservazione in situ ed ex situ della biodiversità vegetale, mentre il Centro Studi di Unioncamere ha illustrato i dati di una prima ricognizione delle imprese operanti nel campo delle risorse genetiche in Italia, illuminando la platea sulla loro rilevanza in termini di crescita e sviluppo per il Paese. Anche il mondo della ricerca e quello delle imprese hanno avuto modo di presentare i loro punti di vista in quanto settori coinvolti nell’utilizzo di risorse genetiche.

Il convegno si è concluso con le presentazioni dell’infrastruttura di ricerca europea MIRRI e il network italiano delle collezioni di microorganismi, il Botanic Gardens Conservation International e il codice di condotta iPen del Museo delle Scienze di Trento (MUSE) come esempi di buone pratiche in materia di tracciabilità degli scambi di risorse genetiche tra Italia e altre strutture nel mondo ed il Consortium of european taxonomic facilities come buona pratica dell’Unione Europea.

Il materiale informativo e le presentazioni PP dei vari interventi sono scaricabili su questa pagina.

30 marzo

31 marzo

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