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Carta di Roma sul Capitale Naturale e Culturale

Il Capitale naturale è strettamente influenzato dalle conoscenze e dalle competenze sviluppate dall’uomo nel corso dei secoli di interagire con le risorse naturali. In un momento storico in cui le tendenze economiche e gli assi finanziari tendono a spostarsi lasciando l’Europa a margine, quest’ultima deve fare uno sforzo ancora più grande per valorizzare l’intreccio tra patrimonio naturale e patrimonio culturale che in modo “irripetibile” connota il suo territorio ed è il fondamento della bellezza dell’Italia.

Il “Capitale culturale” è anche il risultato della convivenza tra comunità umane e l’ambiente: il mosaico tra gli elementi naturali ed i segni lasciati dall’uomo caratterizza in profondità il paesaggio e restituisce compiutamente i valori identitari dei luoghi.

In alcuni casi è stato proprio il realizzarsi di specifiche attività antropiche ad aver creato e mantenuto habitat di rilevante interesse conservazionistico; viceversa, molte specie e molti habitat hanno anche un valore e un significato culturale.

 

L’Italia in tal senso è stata pioniera: nell’ambito del semestre di Presidenza del Consiglio dell’Unione nel 2014, ha promosso l’adozione della Carta di Roma sul Capitale naturale e Culturale, un documento condiviso dagli Stati Membri, che mette in evidenza le connessioni tra Capitale Naturale e Culturale, intese come miglioramento della conoscenza e della divulgazione, come promozione di una fruizione e gestione sostenibile dei patrimoni naturali e culturali, come opportunità di sviluppo di lavori “green”, come realizzazione di investimenti integrati.

Sviluppare e divulgare la conoscenza del patrimonio culturale nelle aree protette può contribuire ad arricchire e diversificare l’offerta turistica, migliorare la percezione e quindi l’apprezzamento e l’affezione dei turisti per quei territori e anche ad intercettare nuovi e maggiori flussi di visitatori.

Un primo passo in tal senso è il volume “La Carta di Roma e i parchi nazionali - primo Rapporto sulle sinergie tra Capitale Naturale e Capitale Culturale”, realizzato dalla DPNM con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, un censimento dei beni culturali presenti nei Parchi nazionali.

Il Ministero intende proseguire questa attività di messa a sistema delle informazioni, incrementando il circolo virtuoso per cui una corretta tutela e gestione crea opportunità di impresa, che a sua volta può essere di successo e duratura solo se compatibile proprio con il rispetto e la salvaguardia delle risorse naturali che ne sono il reale Capitale di partenza.