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Convenzione delle Alpi

25 anni della Convenzione delle Alpi, l’impegno dell’Italia per lo sviluppo sostenibile dei territori alpini.

Quest’anno la Convenzione della Alpi compie 25 anni: dal 1991 siamo impegnati a promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori alpini, la tutela delle loro risorse naturali e dei paesaggi e il sostegno alle popolazioni che vivono in questi territori, garantendone la salvaguardia.

Questo impegno per la tutela e lo sviluppo sostenibile delle Alpi è stato rinnovato il 13 ottobre a Grassau, in Baviera, con la XIV Conferenza delle Alpi dove, insieme con i colleghi Ministri degli otto Paesi alpini, abbiamo discusso e approvato il lavoro svolto sotto il coordinamento della Presidenza tedesca di turno e il nuovo programma dell’entrante Presidenza austriaca.

Negli ultimi due anni la Green Economy è stata al centro del dibattito in Convenzione delle Alpi e su cui si è incentrato il programma della Presidenza tedesca per il conseguimento del modello di sviluppo sostenibile delineato dai nuovi Obiettivi dell’ONU per il 2030, da declinare in funzione della varietà dei luoghi, delle culture e del benessere economico del territorio alpino.

La Green Economy potrà certamente rappresentare un’ulteriore strumento di crescita sostenibile anche nelle regioni alpine italiane, territori che, per ricchezza di biodiversità, importanza dei paesaggi naturali ma anche per l’elevato livello di benessere economico e di qualità della vita, possono costituire un esempio di crescita verde per il nostro Paese.

Un esempio degli obiettivi e dei risultati che si potranno ottenere è rappresentato dal settore turistico, del quale abbiamo ampiamente discusso a Grassau. Questo è uno dei settori economici caratteristici della regione alpina, esso rappresenta una vocazione naturale per questi territori, legata alle loro condizioni fisico-geografiche e alla loro storia.

Le pressioni sulla qualità ambientale che il settore turistico ha esercitato sui territori rischiano però di compromettere la qualità della destinazione, le ragioni dei turisti per scegliere di visitarla e, finanche, il reddito delle imprese turistiche e delle comunità.

Per questo, insieme al nostro Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e in collaborazione con tutti gli organismi interessati (a partire dai parchi), stiamo da tempo lavorando per rendere il turismo italiano sempre più “green” anche nelle Alpi e fare del nostro Paese un riferimento non solo per la bellezza dei luoghi e di un patrimonio naturale e storico-artistico unico al mondo, ma anche per le regole di riduzione degli impatti delle attività turistiche.

In quest’ottica abbiamo introdotto uno schema nazionale di marchio ambientale denominato Made Green In Italy, al quale hanno aderito su base volontaria anche numerose imprese turistiche. Il programma promuove gli impegni volontari delle imprese per migliori performance ambientali e meno emissioni di gas a effetto serra, ma al tempo stesso in grado di sostenere la competitività del sistema produttivo italiano a fronte di una domanda crescente di prodotti di elevata qualità ambientale sui mercati nazionali e internazionali.

Inoltre, a partire da gennaio, con il Comune di Cortina d’Ampezzo, abbiamo promosso attraverso la Carta di Cortina, un modello di sviluppo territoriale e turistico innovativo in vista dei Mondiali di Sci 2021: un programma di azioni volontarie ma coordinate che punta a potenziare l’efficienza nell’uso di risorse come acqua e suolo, diminuire gli sprechi e limitare le emissioni di CO2 e quindi i costi energetici, specialmente nella stagione di massimo afflusso turistico.

Anche l’agricoltura è una delle attività tradizionali delle Alpi, che ha consentito la sopravvivenza delle popolazioni e la lenta costruzione del loro paesaggio. Crediamo che l’agricoltura alpina istituisca un legame profondo tra ambiente, qualità dei prodotti, sostenibilità dei metodi di produzione e crescita economica per gli abitanti delle Alpi. Crediamo che i prodotti delle Alpi possano ambire a promuovere un messaggio di portata globale sulla qualità e proprio per questo, in occasione di EXPO 2015 a Milano, durante la settimana dedicata alla montagna (la “Mountain Week”, dal 4 all’11 giugno), abbiamo promosso – in un contesto globale – le eccellenze della produzione agricola e alimentare montana, dove la qualità è anche ecologica e paesaggistica.

A Grassau abbiamo inoltre voluto condividere con i Ministri alpini la necessità di indurre un cambiamento culturale nei cittadini e specialmente nelle nuove generazioni per conseguire un modello di sviluppo sostenibile. Crediamo che l’educazione allo sviluppo sostenibile debba partire dai formatori e dal loro imprinting culturale, solo così le giovani generazioni potranno svolgere un ruolo centrale anche nelle Alpi, solo così si potrà contrastare l’abbandono di questi territori da parte dei giovani, sempre più spesso alla ricerca di altri modelli di sviluppo.  

Per questo abbiamo voluto coinvolgere gli studenti italiani nelle iniziative a loro dedicate dalla Convenzione delle Alpi come ad esempio il progetto Nuove Leve, avviato quattro anni fa durante la Presidenza italiana 2013-2014, o ancora il Parlamento dei giovani della Convenzione delle Alpi (YPAC) per il quale abbiamo promosso e supportato la presenza degli studenti delle Alpi ma anche degli Appennini e dei Carpazi.  Ma abbiamo sostenuto anche iniziative di informazione per le fasce della popolazione più difficili da raggiungere, come gli INFOPOINT del Segretariato permanente della Convenzione, che ne promuovono la conoscenza presso cittadini, professionisti, appassionati e turisti.

Rimane centrale per tutti i Paesi alpini il tema dei cambiamenti climatici, nonostante nelle Alpi si sia preso atto della fragilità del territorio e dei rischi a cui l’intensificazione del riscaldamento globale espone ambiente, popolazione e patrimonio. Oggi crediamo che sia fondamentale dare rilievo all’azione locale per il clima attraverso le reti di amministrazioni territoriali, che nel nostro Paese sono già attive ad esempio attraverso il Patto dei Sindaci che oggi comprende impegni anche sull’adattamento.

Crediamo che il ruolo degli attori locali, delle imprese e dei cittadini possa fare la differenza e che il loro sia un ruolo centrale nel futuro delle politiche climatiche alpine.  

Un accenno merita infine il tema della Pianificazione territoriale, a Grassau i Ministri responsabili hanno riconosciuto in una Dichiarazione comune, per l’Italia sottoscritta dal Ministro Delrio, la volontà di utilizzare gli strumenti a disposizione nelle Alpi per stimolare lo sviluppo sostenibile dei territori e per raggiungere gli obiettivi europei di coesione territoriale.

Continuare un percorso di crescita verde, sostenibile e di lungo periodo rappresenta una priorità che tutti I Paesi alpini condividono insieme con la necessità di conservare le risorse naturali, il paesaggio e il valore naturale di questa regione nel cuore dell'Europa.

Siamo orgogliosi di aver accompagnato la Convenzione delle Alpi durante questo suo primo quarto di secolo e crediamo che la regione alpina italiana, per la sua propensione al più alto livello di sostenibilità, potrà continuare a essere un laboratorio strategico di innovazione in cui sperimentare soluzioni di portata più ampia.

Barbara Degani

Sottosegretario di Stato – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare  

 
 

 

Precedenti Editoriali

 

Informazioni sulle attività della Presidenza italiana 2013-2014

 

Informazioni sulle attività della Delegazione Italiana in Convenzione delle Alpi 

 

Pubblicazioni

 

Link utili:

www.alpconv.org

www.carpathianconvention.org

www.mountainpartnership.org

www.mountainweek.org