Le origini di LIFE


Il programma comunitario di finanziamento LIFE nasce nel 1992 per contribuire allo sviluppo e all'attuazione della legislazione e della politica comunitaria in materia ambientale e sin dall'inizio indirizza la propria azione anche alla conservazione della natura, per contribuire alla protezione degli habitat e delle specie interessate dalla Direttiva 92/43/CEE Habitat e dalla Direttiva 79/409/CEE Uccelli selvatici.
Per questo settore, a partire dal 1996 è stata individuata una linea specifica LIFE-Natura e ciò ha aumentato l'efficacia e l'efficienza dello strumento nel settore, dando rilievo inoltre all'importanza delle rotte migratorie e delle zone cuscinetto per la conservazione della biodiversità oltre che all'implementazione della tutela delle specie e degli habitat comunitari.

 

Funzionamento del Programma


Il Programma LIFE è gestito direttamente dalla Commissione Europea per quanto riguarda regolazione, emanazione dei bandi, valutazione e approvazione delle proposte, erogazione dei finanziamenti e monitoraggio dei progetti.

Il Programma è pluriennale con l'emanazione di Bandi periodici (Calls for proposals) a periodicità generalmente annuale.

 

LIFE+


Con il bando per l'annualità 2006, si è concluso il Programma LIFE, III fase.
Per il periodo di programmazione 2007-2013, è stato predisposto uno nuovo strumento, chiamato LIFE+, che unifica e riorganizza vari strumenti finanziari oggi esistenti in campo ambientale, da LIFE Ambiente e LIFE Natura a Forest Focus, di cui al Regolamento (CE) n. 614/2007 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee L149 del 9 giugno 2007.

Le principali caratteristiche di LIFE+ possono così sintetizzarsi:

  • tre componenti:
     

    • Natura e biodiversità
    • Politica ambientale e governance
    • Informazione e comunicazione
       
  • almeno il 50 % delle risorse complessive da destinare a progetti a supporto della conservazione della natura;
  • ripartizione geografica delle risorse secondo quote indicative nazionali;
  • impegno a destinare il 15% delle risorse a progetti transnazionali;
  • possibilità per gli Stati membri di influire nella valutazione dei progetti (che resta nelle competenze di Bruxelles) attraverso la definizione di "priorità nazionali" e la trasmissione di commenti scritti alle proposte progettuali presentate;
  • ineleggibilità di progetti o interventi finanziabili con altri strumenti finanziari comunitari (principio della complementarietà).

 

LIFE+ incrementa notevolmente le risorse disponibili, che per altro devono tener conto dell’allargamento a 27 dei Paesi comunitari. Per il settennio 2007-2013 il budget complessivo LIFE+ è di circa 2.200 milioni di euro, a fronte dei 1.800 milioni di euro destinati a LIFE nei 15 anni precedenti.