ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale


Direttore generale: Dott. Stefano Laporta

Presidente: Bernardo De Bernardinis

Sede Centrale: Via Vitaliano Brancati, 48 - 00144 Roma
Tel. 06.50071
Fax: 06.50072916

La Legge 133/2008 di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 prevede l'istituzione dell'ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Ai sensi dell’art. 2 comma 6 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 luglio 2014, n. 142 recante “Regolamento di organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell'Organismo indipendente di valutazione della performance e degli Uffici di diretta collaborazione” il Ministro dell’Ambiente si avvale, per i compiti istituzionali e le attività tecnico-scientifiche e di controllo ambientale di interesse nazionale, dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) di cui all'articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Ai sensi dell’art. 28 della Legge n. 133/2008 (di conversione del D.L. n. 112/2008) e delle autorizzazioni annuali la cui quantificazione è demandata alla legge di stabilità, sono trasferite annualmente all’ISPRA le risorse necessarie per le spese di funzionamento, le spese di natura obbligatoria e gli investimenti.

Per l’anno 2015 i trasferimenti sono stati pari ad euro 81.880.811.

Gli organi dell'Istituto sono:

a) il presidente;

b) il consiglio di amministrazione;

c) il consiglio scientifico;

d) il collegio dei revisori dei conti.

Il Presidente è il rappresentante legale dell’Istituto, cura e garantisce i rapporti con il sistema delle agenzie e dei controlli in materia ambientale, i rapporti con i mezzi di informazione, il coordinamento strategico delle relazioni istituzionali ed internazionali, i rapporti con gli enti di ricerca e il coordinamento del monitoraggio e della valutazione della ricerca, con il concorso del Consiglio Scientifico. Il Presidente dura in carica tre anni e l’incarico è rinnovabile per una sola volta. Qualora sia dipendente pubblico, il Presidente viene collocato in comando, in aspettativa senza assegni, oppure in analoga posizione prevista dai rispettivi ordinamenti.

Il Consiglio di Amministrazione è composto, oltre che dal Presidente dell'Istituto, da quattro membri, nominati con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, scelti tra persone con competenze tecniche e/o scientifiche e/o gestionali nei settori di competenza dell'Istituto.     Il Consiglio di amministrazione svolge funzioni di indirizzo e di programmazione delle attività dell'Istituto e di monitoraggio e verifica sulla loro esecuzione, assicurando prioritariamente l'attuazione delle direttive generali del Ministro vigilante. 

Il Collegio dei Revisori è composto da tre membri effettivi e due supplenti nominati dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, iscritti nel registro dei revisori legali o in possesso di comprovata professionalità in materia amministrativo-contabile. Un membro effettivo, che assume le funzioni di presidente, ed un membro supplente sono designati dal Ministro dell’economia e delle finanze. Gli altri due componenti effettivi sono designati dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; tra questi almeno uno è scelto tra i dirigenti di livello dirigenziale generale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da collocare fuori ruolo per la durata del mandato, con contestuale indisponibilità di posti di funzione dirigenziale equivalenti sul piano finanziario.

Il Consiglio Scientifico, nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, è composto: a) dal Presidente e da cinque membri, scelti tra professori universitari, ricercatori, tecnologi o esperti, anche stranieri, di comprovata qualificazione scientifica, nei settori di competenza dell'Istituto;  b) da un membro eletto dal personale tecnico-scientifico dell'ISPRA, al quale non e' attribuito alcun emolumento aggiuntivo.

Il Direttore Generale è responsabile della gestione dell’Istituto e dell’attuazione delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione.  Il Direttore Generale dura in carica tre anni e l’incarico è rinnovabile per una sola volta. Qualora sia dipendente pubblico, il Direttore Generale viene collocato in comando, in aspettativa senza assegni, oppure in analoga posizione prevista dai rispettivi ordinamenti

Per ulteriori informazioni e relativi emolumenti o compensi si rinvia ai link sopra indicati.

I bilanci dell’ente

 


ENTI PARCO NAZIONALI

Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia
Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese
Ente Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano
Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano
Ente Parco Nazionale  dell’Arcipelago di La Maddalena
Ente Parco Nazionale  dell’Asinara
Ente Parco Nazionale  dell’Aspromonte
Ente Parco Nazionale  del Cilento,Vallo di Diano e Alburni
Ente Parco Nazionale  delle Cinque Terre
Ente Parco Nazionale  del Circeo
Ente Parco Nazionale  delle Dolomiti  Bellunesi
Ente Parco Nazionale  delle Foreste Casentinesi,  Monte Falterona, Campigna
Ente Parco Nazionale  del Gargano Ente Parco Nazionale  del Gran Paradiso
Ente Parco Nazionale  del Gran Sasso e Monti della Laga
Ente Parco Nazionale  della Majella
Ente Parco Nazionale  dei Monti Sibillini
Ente Parco Nazionale  del Pollino
Ente Parco Nazionale  della Sila
Ente Parco Nazionale  dello Stelvio
Ente Parco Nazionale  della Val Grande
Ente Parco Nazionale del Vesuvio

Allegato n° 1

Per i sopra elencati Enti con riferimento all’attuazione dell’art. 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dell’art. 26, comma 1, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 –, recanti norme di riordino, trasformazione o soppressione e messa in liquidazione di enti ed organismi pubblici statali, nonché di strutture pubbliche statali partecipate dalla Stato anche in forma associata, attraverso l’emanazione dei regolamenti in delegificazione, - è stata rilevata l’impraticabilità della trasformazione in soggetti di diritto privato o la soppressione e messa in liquidazione poiché è stata espressamente esclusa per le amministrazioni che svolgono funzioni e servizi di rilevante interesse pubblico.

La norma di riferimento è rappresentata dalla legge quadro 6 dicembre 1991, n. 394 e s.m.i. che all’articolo 1 prevede le finalità per cui i Parchi nazionali sono stati istituiti.

Agli Enti parco si applicano le disposizioni di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70 recante "Disposizioni sul riordino degli enti pubblici e del rapporto di lavoro del personale dipendente", essi si intendono inseriti nella tabella IV allegata alla medesima legge.

Organi di gestione degli Enti parco nazionali e parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna

L’art. 9 della legge 394/1991 precisa che l’Ente parco ha personalità di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’ambiente e individua i suoi Organi di gestione.

Il D.P.R. 16 aprile 2013, n. 73 "Regolamento recante riordino degli enti vigilati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, a norma dell’articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133" ha modificato principalmente le disposizioni dell’art. 9 della legge 394/1991 disciplinanti la composizione degli organi collegiali: Consiglio Direttivo e Giunta esecutiva degli enti parco nazionali.

In particolare, l’art. 1 "Riordino degli enti parco" del richiamato D.P.R. ha previsto la riduzione dei componenti del Consiglio Direttivo da dodici ad otto componenti e dei componenti della Giunta esecutiva da cinque a tre.

Il successivo art. 4 "Norme transitorie", al comma 1, ha disposto un termine di novanta giorni, decorrente dall’entrata in vigore del Regolamento, per l’adeguamento degli Statuti, da parte degli Enti Parco Nazionali, a quanto previsto dal precedente art. 1.

Al secondo comma del richiamato art. 4 ha disposto che entro trenta giorni dall’adeguamento degli statuti, debbano intervenire ad opera dei soggetti aventi titolo le designazioni dei componenti dei nuovi organi collegiali degli Enti Parco.

Per i Parchi Nazionali dello Stelvio e del Gran Paradiso, il Regolamento di riordino dispone una diversa procedura che prevede la preventiva intesa con le Regioni e le Province autonome interessate.

Detto Regolamento ha disposto, inoltre, la riduzione del numero dei componenti del Consiglio Direttivo del Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna da 16 componenti ad otto.

La Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Legge finanziaria 2001), all’art.114, comma 10, ha previsto l’istituzione del Parco Geominerario della Sardegna e ha disposto che la gestione fosse affidata ad un Consorzio assimilato agli Enti di Ricerca di cui alla legge n. 168/1989, dotato di propria personalità e autonomia, avente diretta competenza in merito alle azioni di valorizzazione, tutela e vigilanza dei beni e dei siti dell’attività mineraria e destinatario dei correlativi finanziamenti.

Il Decreto interministeriale del 16.10.2001 (del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, di concerto con i Ministri delle Attività Produttive e dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) ha istituito il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

Per quanto riguarda la costituzione degli Organi di gestione degli enti vigilati (enti parco nazionali e del parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna) si rimanda alla TABELLA 1 – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Organi - TABELLA 1 – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Organi - 2015.

Per quanto riguarda i provvedimenti di nomina delle commissioni di riserva delle riserve naturali statali e dei comitati di gestione provvisoria dei Parchi Minerari, Colline Metallifere Grossetane, Amiata, si rimanda alla TABELLA 1/A. – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Organi - TABELLA 1/A. – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Organi - 2015.

La legge 23 dicembre 2000, n. 388, all’art. 114, comma 14 ha previsto, al fine di conservare e valorizzare, anche per finalità sociali e produttive, i siti e i beni dell’attività mineraria con rilevante valore storico, culturale e ambientale l’istituzione dei Parchi Minerari delle Colline Metallifere Grossetane e Museo delle Miniere dell’Amiata da istituirsi con decreto del Ministro dell’ambiente, d’intesa con il Ministro per i beni e le attività culturali e con la Regione Toscana e gestiti da un consorzio costituito dai Ministeri dell’ambiente, per i beni e le attività culturali, Regione Toscana e dagli enti locali.

Con D.M. 9 maggio 2002 è stato istituito il Parco Minerario delle Colline Metallifere Grossetane e con D.M. 28 febbraio 2002 il Parco Museo delle Miniere dell’Amiata.

La legge 23 marzo 2001, n. 93, all’art. 15, comma 2, ha previsto, al fine di conservare e valorizzare, anche per finalità sociali e produttive, i siti e i beni dell’attività mineraria con rilevante valore storico, culturale e ambientale, l’istituzione del Parco museo minerario delle Miniere di Zolfo delle Marche, istituito con D.M. 20 aprile 2005.

Contributi dello Stato

L’art. 16, comma 1, della legge 394/1991 prevede tra le entrate dell’ente parco, i contributi ordinari e straordinari dello Stato.

Dall'esercizio finanziario 2011, è stato applicato il nuovo sistema di finanziamento degli Enti Parco basato sul riconoscimento delle spese obbligatorie, ciò in quanto le stesse sulla base della previsione di cui all'art. 11, della legge 31.12.2009, n. 196 sono state espunte dalla ex Tabella C e, ai sensi dell’art. 52, comma 1, della medesima norma, sono state determinate dalla legge di bilancio con l’introduzione, nello stato di previsione di questa Amministrazione, del nuovo capitolo 1552 recante "spese di natura obbligatoria per enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi". Pertanto, sono stati elaborati i dati relativi a detta tipologia di spesa forniti dagli Enti Parco e dalle Riserve Naturali Statali e sono stati assegnati i relativi fondi comprensivi delle specifiche risorse finanziarie destinate a singoli enti parco da norme speciali.

Inoltre, permangono le disposizioni di cui all’art. 1, comma 40 della legge 28 dicembre 1995, n. 549 recante "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica", in base alle quali gli importi dei contributi dello Stato in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, di cui alla tabella A allegata alla legge medesima, sono iscritti in un unico capitolo nello stato di previsione di ciascun Ministero interessato ed il relativo riparto è annualmente effettuato da ciascun Ministro, con proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti.

Per quanto riguarda la ripartizione dei fondi destinati ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, si rimanda alla TABELLA 2 – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Decreto di riparto 2013 
e TABELLA 2 - Provvedimenti Organo Indirizzo Politico - anno 2014.

Per l’impiego prioritario delle risorse di cui alla predetta legge 549/1995 nel 2012 è stata emanata la prima Direttiva generale di indirizzo agli Enti Parco (n. 52238 del 28.12.2012) quale atto di programmazione che, a partire dalla Strategia nazionale della biodiversità e dai target di cui alla COP 2011 CBD (Obiettivi per la Strategia Europea per la biodiversità), ha fissato una linea d’intervento diretta alla realizzazione degli obiettivi di conservazione della biodiversità, ma al contempo alla misurazione dei suoi effetti, determinando così un vincolo di destinazione prioritaria rispetto ai fondi per interventi.

Nel 2013 è stata emanata una nuova Direttiva (n. 48234 del 21.10.2013) destinata alla realizzazione di azioni di conservazione della biodiversità che ha aggiornato i criteri di riparto già previsti nella direttiva 2012, finalizzata al consolidamento degli esiti delle attività già avviate dagli Enti Parco ed all’acquisizione di nuove proposte progettuali, consistenti, in via prioritaria, alla realizzazione di azioni di sistema ed azioni trasversali, accompagnate da operativi protocolli d’intesa siglati tra gli enti parco coinvolti.

Per quanto riguarda le Direttive emanate agli enti parco ed alle aree marine protette si rimanda alla TABELLA 3 – Provvedimenti dell’organo di indirizzo politico - Direttive.

Per quanto riguarda i fondi destinati alle spese obbligatorie degli enti parco nazionali e i fondi stanziati per il parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna si rimanda alla
TABELLA 4 – Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato
TABELLA 4 – Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato – anno 2015 .

Per quanto riguarda i fondi destinati ai Parchi Minerari Colline Metallifere Grossetane, dell’Amiata e Zolfo delle Marche si rimanda alla TABELLA 5 - Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato
TABELLA 5 - Provvedimenti dei Dirigenti – Contributi dello Stato - 2014

Gestione finanziaria

L’ordinamento finanziario e contabile degli enti parco nazionali è regolato dal DPR 27 febbraio 2003, n. 97 recante "Regolamento concernente l’amministrazione e la contabilità degli enti pubblici di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70”, ai sensi dell’art. 2 del medesimo Regolamento.

L’attività relativa alla verifica degli atti di bilancio, deliberati dagli Organi di vertice degli Enti Parco e corredati dei pareri della Comunità del Parco e del Collegio dei Revisori dei Conti, si attua, nell’osservanza delle richiamate disposizioni normative, attraverso l’approvazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

Sulla base delle disposizioni di detto DPR n. 97/2003, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, inoltre, provvede all’approvazione degli atti di bilancio del Parco Geominerario storico ed ambientale della Sardegna, del Parco Museo delle Miniere dell'Amiata, del Parco dello Zolfo delle Marche e del Parco delle Colline Metallifere Grossetane.

Per quanto riguarda i dati relativi ai risultati di bilancio degli ultimi tre esercizi da pubblicarsi ai sensi dell’art. 22, comma 2, del d.lgs n. 33/2013 si rimanda agli ALLEGATI nn. 2 e 3 "risultati di gestione anni 2012-2014" .

Controllo della Corte dei Conti

Ai sensi dell’art. 1, della legge n. 259/1958 avente ad oggetto "partecipazione della Corte dei Conti al Controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria", gli Enti Parco Nazionali sono stati assoggettati al controllo della Corte dei Conti con i seguenti provvedimenti:

  • DPR 29 aprile 1966 (Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise);
  • DPR 20 giugno 1966 (Parco Nazionale Gran Paradiso);
  • DPCM. 12 maggio 1995 (Parchi Nazionali Monti Sibillini, Dolomiti Bellunesi, Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Pollino e Val Grande);
  • DPCM 31 maggio 2011 (Parchi Nazionali Stelvio, Aspromonte, Gran Sasso e Monti della Laga, Majella, Vesuvio, Gargano, Cilento e Vallo di Diano, Arcipelago della Maddalena, Arcipelago Toscano, Cinque Terre, Appennino Tosco-Emiliano, Asinara, Sila, Alta Murgia, Circeo e Appennino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese)
    ALLEGATO n. 3 - D.P.C.M.
  • Tabella n. 4 “Determine Corte dei Conti anni 2013-2014-2015”

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