Nel 1990, il Protocollo di Montreal ha istituito il Fondo Multilaterale per l’Attuazione  del Protocollo di Montreal per assistere i Paesi in via di sviluppo nel raggiungimento dei loro impegni di conformità rispetto all’eliminazione della produzione e del consumo di sostanze ozono lesive. Il Fondo finanzia progetti di riconversione tecnologica, assistenza tecnica, rafforzamento istituzionale, formazione e informazione in 147 Paesi in via di sviluppo (definiti “Paesi Art. 5” ai sensi del Protocollo). Dalla sua istituzione ad oggi, il Fondo ha erogato finanziamenti per un totale di 3,6  miliardi di dollari eliminando più di 488,909 tonnellate metriche di sostanze ozono lesive attraverso 7.000 progetti.

Il Fondo è finanziato da 49 paesi industrializzati, tra cui l’Italia, su base triennale. Per il triennio 2015-2017, la disponibilità finanziaria del Fondo ammonta a 507,5 milioni di dollari.

L’Italia ha contribuito al bilancio del Fondo Multilaterale Ozono per il periodo 2015 - 2017 con 26.967.753,30 dollari (6.559.157,00 euro l’anno). La quota del contributo italiano al replenishment del Fondo Multilaterale viene stabilita sulla base della scala di contribuzione definita a livello di Nazioni Unite.

L’Italia, inoltre, partecipa al Comitato Esecutivo del Fondo: l’organo che sviluppa e monitora le linee guida per la definizione dei progetti, promuove e controlla l’attuazione delle politiche operative e amministra i soldi del Fondo stabilendone le modalità di erogazione.

Il Comitato Esecutivo e il Segretariato del Fondo operano attraverso quattro agenzie internazionali di implementazione: UNIDO (United Nations Industrial Development Organisation), UNEP (United Nations Environmental programme), UNDP (United Nations Development Programme) e World Bank (Banca Mondiale) e anche attraverso alcune agenzie bilaterali, tra le quali l’Italia. Tali agenzie costituiscono il tramite tra il Fondo ed i Paesi in via di sviluppo.

I progetti per i quali si vogliono chiedere finanziamenti al Fondo Multilaterale devono essere basati sul “Programma di eliminazione delle Sostanze Ozono Lesive”, che ogni Paese in via di sviluppo è tenuto a predisporre al fine di poter ricevere finanziamenti dal Fondo. I progetti vengono presentati dal Paese stesso, con il supporto delle agenzie di implementazione. Se i progetti rispondono alle linee guida e alle procedure vigenti, essi vengono presentati al Comitato Esecutivo per l’approvazione. L’attuazione dei progetti (dall’inizio fino a completamento dello stesso) è a carico delle agenzie.

Occorre ricordare che il Fondo paga solo i costi incrementali del progetto, stabiliti secondo le regole del Comitato per ogni settore di applicazione. Tali costi rappresentano “il costo aggiuntivo di una conversione legato alle prestazioni ambientali”: sostanzialmente i costi aggiuntivi legati alla scelta di una tecnologia, rispetto ad un'altra, per le sue caratteristiche ambientali migliori.

Nell’attuale fase, le attività del Fondo Multilaterale si concentrano sul finanziamento del calendario di riduzione ed eliminazione degli idroclorofluorocarburi (HCFC) disciplinato dal Protocollo di Montreal. Va, inoltre, tenuto presente che, in base a quanto disposto dall’emendamento al Protocollo di Montreal approvato a Kigali nell’ottobre 2016 si sta lavorando per inserire gli idrofluorocarburi (HFC) tra le sostanze soggette a progressiva riduzione in quanto, pur non avendo un effetto deteriorante per lo strato di ozono, hanno un forte potenziale di riscaldamento globale.

Le imprese italiane che si distinguono per le tecnologie innovative ambientali sostitutive degli HCFC che vengono utilizzati nei settori delle schiume, della refrigerazione e condizionamento, delle pompe di calore e dei solventi, possono internazionalizzare il loro know-how diventando fornitori delle agenzie di implementazione delle Nazioni Unite.

Le agenzie che implementano i progetti di riconversione industriale approvati dal Consiglio di Amministrazione del Fondo Multilaterale, pubblicano sui loro siti web i progetti che devono attuare e le componenti tecniche di cui hanno bisogno per la sostituzione delle tecnologie ozono lesive. Quindi, per un’impresa o altri soggetti italiani potenzialmente interessati che intendono partecipare ai bandi legati a progetti finanziati dal Fondo Multilaterale Ozono per l’attuazione del Protocollo di Montreal, si suggerisce di monitorare costantemente questi siti:

  • United Nations Development Programme (UNDP): http://procurement-notices.undp.org/. Dato l’elevato numero di notifiche su svariati settori, si suggerisce in particolare di monitorare soprattutto attraverso parole chiave come “HCFC”, “HPMP” nei settori “pollution” e/o “consultants”;
  • United Nations Industrial Development Organization (UNIDO): http://www.unido.org/en/procurement/notices.html. Si suggerisce in particolare di consultare il “Procurement Portal” dell’UNIDO (https://procurement.unido.org/) per cui è necessario registrarsi come offerenti cliccando “request bidder account”;
  • World Bank: http://www.worldbank.org/projects. Dato l’elevato numero di notifiche su svariati settori, si suggerisce in particolare di monitorare soprattutto attraverso parole chiave come “HCFC”, “HPMP”, “Montreal”;
  • United Nations Environment Programme (UNEP): http://www.unep.org/ietc/Procurement/tabid/104300/Default.aspx. Per accedere ai bandi dell’UNEP, bisogna registrarsi nella lista dei fornitori ufficiale dell’UNEP. Tutte le informazioni possono essere reperite sul sito.

 

   Aggiornamenti

   14/07/2017   Messico - Bandi UNIDO per il supporto a centri per il recupero dei refrigeranti
   09/02/2017   Bando per l’acquisizione di macchinari da destinare a due centri di recupero refrigeranti in Messico

 

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