Uso razionale dell'energia su scala urbana: il teleriscaldamento e la metanizzazione


La razionalizzazione energetica trova nei centri urbani, uno dei maggiori bacini potenziali di intervento. In questo quadro va preso in considerazione il patrimonio tecnologico disponibile e in particolare il teleriscaldamento (TR), particolarmente adatto, come insegna l'esperienza, per interventi a scala di quartiere coordinati con la pianificazione urbana.

Il TR è già in se stesso una tecnologia fortemente legata al fattore spaziale, visto che la sostanza di questo modo di provvedere al riscaldamento sta nel distanziamento del punto di produzione del calore dal punto di fruizione, che è l'edificio.

è questo distanziamento che permette di utilizzare il combustibile in modo più concentrato e tecnicamente più avanzato (caldaie a maggior rendimento, cogenerazione di energia elettrica e calore), con vantaggio sia energetico sia ambientale. In pratica con il TR si tende ad ottenere una soluzione impiantistica aggregata che sia appropriata rispetto al fattore territoriale e nello stesso tempo sia in grado di attuare determinate possibilità tecnologiche.

Il distanziamento implica la distribuzione del calore (come acqua calda) attraverso una apposita rete sistemata sottoterra, a bassa profondità (una specie di acquedotto caldo) e non più come combustibile per il rifornimento delle caldaie di edificio. Vi è dunque anche un vantaggio di decongestionamento della città, in quanto vengono eliminati molti centri di combustione, con relativi problemi di inquinamento e di sicurezza e vengono evitate anche molte corse di autobotti per il rifornimento del gasolio.

è chiaro che anche nella centrale di cogenerazione vi sarà un'emissione inquinante, ma la situazione è assai diversa sotto l'aspetto del controllo della combustione, della presenza di filtri, della funzione del camino, ecc.

Non c'è solo, dunque, un discorso di risparmio energetico, dunque, ma c'è un vero e proprio servizio tecnologico energetico su scala urbana. Una soluzione infrastrutturale del problema della distribuzione del calore agli edifici può essere ottenuta, oltre che con il TR, anche con la distribuzione con rete di metano destinato alla combustione tal quale.

Occorre tuttavia tener conto di differenze importanti tra le due soluzioni. Assumendo il gasolio come soluzione "convenzionale", verifichiamo il grado di vantaggiosa innovazione che possiamo conseguire con i due tipi di servizi a rete, cioè TR e metanizzazione tal quale.

Il TR rispetto alle caldaie a gasolio, realizza tre innovazioni:

  • 1. si distribuisce acqua calda, invece che combustibile, con alleggerimento della necessità di intervento diretto (auto-servizio) da parte degli utenti;
  • 2. l'attuale rete distributiva del calore nella città, realizzata soprattutto attraverso le corse di autobotti che trasportano gasolio, viene materializzata e stabilizzata ? sottoterra ? come rete fissa di tubi (acquedotto caldo), con doppio vantaggio di recupero di una quota dello spazio pubblico di superficie e di fornitura a contatore;
  • 3. la produzione di calore avviene con un processo più avanzato, con vantaggio energetico ed ambientale.

 

La metanizzazione, da parte sua, realizza pienamente una sola di queste tre innovazioni, cioè la seconda, con relativi vantaggi e realizza inoltre una parte sostanziale del vantaggio ambientale, grazie all'impiego di una fonte in sé pulita, come il metano. Non è il caso, in ogni modo, di contrapporre TR e metanizzazione, che vanno tutti e due impiegati per risolvere il problema energetico urbano. Si può comunque dire che laddove, per le condizioni d'utenza, territorio, ecc., il TR si presenta urbanisticamente ed economicamente fattibile, conviene realizzarlo. Nelle situazioni di minore concentrazione edilizia o comunque non adatte al TR conviene puntare sulla metanizzazione.

Uso razionale dell'energia nel terziario


Il problema dei consumi energetici nell'edilizia adibita ad attività terziarie si presenta particolarmente interessante a causa degli elevati consumi specifici ad essa relativi in termini di energia primaria; essi sono da imputarsi principalmente al condizionamento e all'illuminazione artificiale degli ambienti, e risultano fortemente condizionati dal tipo di vetratura adottata.

La ricerca energetica ha, per lungo tempo, posto un rilievo decisamente maggiore al problema dei consumi legati al riscaldamento degli edifici piuttosto che ai consumi imputabili al condizionamento e all'illuminazione artificiale.

La minore attenzione dedicata finora a questi consumi è parzialmente giustificata dalla diffusione degli impianti di condizionamento in Italia, decisamente scarsa se rapportata alla corrispondente diffusione in altri paesi industrializzati.
Questa scarsa diffusione comporta principalmente due conseguenze:

  • l'incidenza sui consumi energetici nazionali è meno sensibile di quanto si verifica per il riscaldamento;
  • il problema non è cosÌ evidente e quotidiano per tutti com'è invece il problema del riscaldamento degli ambienti e dell'acqua calda per usi sanitari, anche perché il tipo di utenza interessato è quasi esclusivamente il settore terziario.

 

Si vede che l'incidenza del condizionamento è decisamente rilevante, né può essere trascurata, ai fini di un intervento di razionalizzazione, la voce relativa all'illuminazione artificiale. Il tipo di utenza terziaria che sembra più adatta ad un'analisi più approfondita dei flussi energetici e che presenta i più convenienti rapporti tra costi di intervento e benefici conseguibili è quella relativa agli edifici adibiti ad uffici.

Questo è dovuto a diversi fattori: la maggiore incidenza, specifica (costo annuo a metro cubo) ed assoluta, delle spese di gestione (riscaldamento, condizionamento, illuminazione artificiale); la grande sensibilità degli utenti alla qualità dell'ambiente di lavoro; la possibilità, nel caso di retrofit, di inserire a bilancio le spese relative, come un delineato investimento di capitale, con precisi tempi di ammortamento.