Le imprese sono destinate a svolgere un ruolo fondamentale nell'ambito delle strategie di attuazione del Protocollo di Kyoto. Ogni azione intrapresa a livello nazionale per limitare le emissioni di gas serra non può che coinvolgere in maniera significativa il mondo delle imprese. A livello italiano, infatti, le emissioni attribuibili al settore industriale ed energetico rappresentano circa il 52 % delle emissioni totali. Le emissioni imputabili ad altri settori, come quello dei trasporti e quello civile, rappresentano il 33% ed in parte sono legate all'uso dei prodotti industriali (ad esempio automobili).

Tabella 1. Emissioni settoriali di gas serra al 1990

Settore Mt CO2 Percentuale di emissioni totali
Energia 145,3 28
Industria 124,2 24
Civile 70,2 13
Agricoltura 51,8 10
Rifiuti 13,7 3
Altro 10 2
 
 
In funzione di ciò l'impatto delle strategie di abbattimento dei gas serra può essere di due tipi:
  • diretto nel caso in cui le leggi disciplinino le emissioni sui processi di produzione
  • indiretto nel caso in cui le leggi influenzino con incentivi o penalizzazioni il mercato di riferimento.
Di conseguenza molte società in tutto il mondo, nel formulare le loro strategie, iniziano a tenere in considerazione gli aspetti del cambiamento climatico. Una strategia formulata permette da una parte di gestire i rischi e minimizzare i costi di adempimento, dall'altra di sfruttare le opportunità offerte da un mercato in evoluzione.

 

Rischi ed opportunità


Quali sono i rischi?

Per le aziende, i rischi connessi con l'implementazione del Protocollo di Kyoto, sono di varia natura.
L'opinione pubblica considera i cambiamenti climatici un tema ambientale di alto profilo. L'immagine di una azienda nei confronti di tutti i principali soggetti interessati (consumatori, istituzioni, investitori) può essere danneggiata da una non attenta gestione delle proprie emissioni di gas serra. In tal senso, clienti e consumatori daranno il loro contributo a Kyoto orientando le loro preferenze verso aziende sempre più "verdi". Non solo l'opinione pubblica, ma anche le istituzioni mostrano sempre più un atteggiamento favorevole alla definizione di accordi volontari in materia di riduzione dei gas serra. La possibilità di siglare tali accordi è strettamente legata all'immagine dell'azienda sui temi ambientali. Essi sono strategicamente importanti anche ai fini dell'avvio di un proficuo dialogo con quegli esponenti che saranno poi incaricati dell'implementazione delle future azioni di tipo obbligatorio nei confronti delle imprese. Gli investitori più attenti ritengono, già adesso, le aziende con una immagine ambientale negativa come aziende a rischio. In tal senso le aziende con una debole immagine ambientale sono meno appetibili dagli investitori e quindi dai possibili finanziatori.
Un altro rischio è rappresentato dall'impatto sui processi produttivi dal piano di implementazione nazionale delle emissioni previsto dalla delibera CIPE 2002; anche impianti produttivi futuri potrebbero essere soggetti a delle restrizioni dovute alla necessità di soddisfare i requisiti di riduzione delle emissioni prodotte.
Il rischio maggiore è però legato all'alterazione del mercato di riferimento nel medio periodo. La domanda di alcuni prodotti ad alto impatto ambientale dal punto di vista dei cambiamenti climatici verrà influenzata negativamente dall'implementazione del Protocollo.

 

Quali sono le opportunità?

L'attuazione del Protocollo porta certamente dei rischi per le imprese, ma allo stesso tempo, offre molte opportunità alle imprese più dinamiche.
Un mirato utilizzo degli strumenti offerti dal Protocollo può migliorare la redditività di alcuni investimenti e consentire un allargamento del proprio mercato nei paesi emergenti ad alto tasso di sviluppo. L'uso dei meccanismi flessibili ed il nascente mercato dei crediti offrono alle aziende l'opportunità di aumentare i ricavi e quindi di migliorare il ritorno degli investimenti. I meccanismi flessibili consentono di ridurre le emissioni dove e nel modo in cui risulta più conveniente da un punto di vista economico. In tal modo è possibile minimizzare il costo di adempimento degli obblighi nazionali.
Le aziende più innovative e dinamiche, inoltre, possono penetrare in mercati tradizionali con nuovi prodotti o addirittura contribuire a creare nuovi mercati grazie ai cambiamenti imposti dalla implementazione del Protocollo di Kyoto.
 
Rischi:
  • Danno per l'immagine aziendale nei confronti degli stakeholder
  • Vincoli sugli impianti produttivi esistenti e futuri
  • Alterazione del mercato di riferimento verde
 
Opportunità:
  • Miglioramento della redditività degli investimenti
  • Allargamento del mercato nei paesi emergenti
  • Riduzione dei costi di adempimento di misure nazionali
  • Sfruttamento delle opportunità offerte dal mercato verde

 

La direttiva sull'Emissions Trading