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Inventari e proiezioni nazionali delle emissioni

Al fine di verificare e dimostrare il raggiungimento e il rispetto dei limiti nazionali, la direttiva 2001/81 prevede che gli Stati Membri redigano, aggiornino e comunichino annualmente alla Commissione europea gli inventari nazionali e le proiezioni delle emissioni, elaborati secondo le modalità previste dall'allegato III della stessa direttiva.

Il compito di predisporre gli inventari e le proiezioni delle emissioni è affidato, ai sensi degli articoli 4 e 5 del DLgs 171/2004, all'APAT e all'ENEA, che hanno l'obbligo di trasmetterli, entro il 30 novembre di ogni anno, al Ministero dell'ambiente per l'analisi e il successivo invio alla Commissione Europea e all'Agenzia europea per l'Ambiente (EEA). Tali elaborati devono essere corredati da un rapporto contenente gli indicatori, i fattori di emissione, le metodologie ed i riferimenti ai manuali e alle banche dati utilizzati per la predisposizione degli inventari e delle proiezioni delle emissioni, nonché le informazioni necessarie alla valutazione quantitativa dei principali aspetti sociali ed economici delle proiezioni.

Entro il 31 dicembre 2004 sono stati inviati gli inventari definitivi delle emissioni relativi agli anni 2000, 2001 e 2002, l'inventario provvisorio delle emissioni relativo all'anno 2003 e le proiezioni delle emissioni per il 2010.

Le proiezioni, elaborate dall'ENEA utilizzando il modello RAINS-Italia, risultano aggiornate rispetto a quelle contenute nel programma nazionale inviato nel 2003 solo per quanto riguarda gli NOx e gli SOx, in quanto sono state ricalcolate utilizzando un diverso scenario energetico, aggiornato rispetto al precedente. Il valore previsto al 2010 per gli NOx risulta infatti più alto di quello riportato nel programma, mentre il valore previsto per gli SO2 sembrerebbe ulteriormente più basso di quello delle precedenti proiezioni. Da questi risultati sembrerebbe pertanto al momento confermata l'esigenza di attuare misure di riduzione per le emissioni di NOx.

Confronto tra il limite della direttiva e il valore di emissione calcolato al 2010

Inquinante Tetto
(kton/anno)
Proiezione al 2010 - settembre 2003 Proiezione al 2010 - dicembre 2004
SOx 475 469 434
NOx 990 1056 1056
COV 1159 1117 1117**
NH3 419 433 433***

*Le proiezioni sono state realizzate con la versione corrente del modello RAINS-Italia.
** Lo scenario relativo alle emissioni di COV non è stato ancora aggiornato rispetto allo scenario comunicato nel 2004, in attesa di ricalcolare le proiezioni delle emissioni alla luce dello scenario energetico più recente.
*** Lo scenario relativo alle emissioni di NH3 non è stato ancora aggiornato rispetto allo scenario comunicato nel 2004. Le proiezioni delle emissioni di ammoniaca sullo base di uno scenario aggiornato relativo alle attività agricole responsabili delle emissioni di ammoniaca sono in fase di realizzazione.

 


 

Documentazione:

Gli inventari delle emissioni di SOx, NOx, COV e NH3, utilizzati per gli adempimenti della direttiva 2001/81, sono tratti dall'inventario nazionale delle emissioni realizzato annualmente dall'APAT sulla base di metodologie consolidate a livello internazionale. Tale inventario stima annualmente l'emissione di 21 sostanze, tra inquinanti e gas serra, a partire da indicatori statistici di attività e relativi fattori di emissione. Le stime delle emissioni vengono inoltre disaggregate sul territorio, con cadenza pluriennale, al fine di avere informazioni sulle pressioni a livello locale.

Le metodologie utilizzate nel processo di realizzazione dell'inventario nazionale sono quelle riportate nelle linee guida di riferimento realizzate nell'ambito delle convenzioni sull'inquinamento transfrontaliero (EMEP/CORINAIR, 2001) e sui cambiamenti climatici (IPCC, 1997; IPCC, 2000). La realizzazione completa dell'inventario richiede la stima delle emissioni da più di 300 settori e processi e 21 agenti inquinanti secondo la nomenclatura specifica per sorgenti di inquinamento atmosferico, SNAP "Selected Nomenclature for sources of Air Pollution", e diversi livelli di aggregazione. In dettaglio, le 360 sorgenti di emissione possono essere aggregate in 77 sottosettori ulteriormente riconducibili a 11 settori principali: combustione nelle industrie energetiche e di trasformazione; combustione non industriale; combustione nelle industria manifatturiera; processi di produzione; estrazione e distribuzione di combustibile fossili/ energia geotermica; uso di solventi e altri prodotti; trasporti stradali; altre sorgenti mobili; trattamento dei rifiuti; agricoltura; altre emissioni e assorbimenti (banca dati emissioni in atmosfera - APAT).

Nel caso in cui si sono utilizzate metodologie nazionali di stima, queste sono comunque referenziate e supportate da adeguata documentazione scientifica. I dettagli delle metodologie utilizzate per la realizzazione dell'inventario sono riportati nei documenti National Inventory Report 2004, nel documento La disaggregazione a livello provinciale dell'inventario nazionale delle emissioni - APAT CTN-ACE, 2004 - e nelle pubblicazioni specifiche realizzate in APAT per alcuni settori e sostanze disponibili sul sito web dell'APAT.

I dati di base necessari per la compilazione dell'inventario sono le statistiche energetiche pubblicate dal Ministero delle Attività produttive nel Bilancio energetico nazionale (BEN), le statistiche sulle produzioni agricole ed industriali pubblicate dall'Istituto Nazionale di Statistica nell'Annuario Statistico o nei bollettini mensili, le statistiche sui trasporti fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ed i dati comunicati direttamente dalle associazioni di categoria e produttori. Nel caso di impianti industriali che rientrano nella direttiva IPPC, i dati delle industrie collezionati attraverso il Registro nazionale delle emissioni EPER vengono confrontati con le stime e, dove, opportuno, utilizzati per le stime stesse.

Per quanto riguarda i fattori di emissione, laddove non sono disponibili specifici studi di settore a livello nazionale, si attinge alle linee guida internazionali EMEP/CORINAIR e IPCC, oppure dal database dei fattori di emissione dell'USEPA (database fattori nazionali di emissione).