Una Partnership per il Clima e per l’Agenda 2030

Le attività di cooperazione con i Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo (PSIDS), si sviluppano nell’ambito di un partenariato lanciato a New York l’11 maggio 2007, con la firma di un primo Protocollo d’Intesa, poi ampliato attraverso la firma di successivi addenda.

Oggi, al programma partecipano 18 partner di cui 4 donatori (Italia, Austria, Lussemburgo e Spagna) e 14 beneficiari (Cook Islands, Fiji, Kiribati, Micronesia, Marshall Islands, Nauru, Niue, Solomon Islands, Palau, Papua New Guinea, Samoa, Tonga, Tuvalu, Vanuatu). L’Italia partecipa al Programma con il Ministero dell’Ambiente e con il Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale.

Nel corso di dieci anni di cooperazione sono stati approvati 29 progetti per un budget complessivo di 12.639.091 dollari americani. Sono stati oltre 10.000 i beneficiari diretti e circa 200.000 quelli indiretti.

Gli ambiti della cooperazione

Le priorità espresse dai Governi dei PSIDS sono ampiamente incentrate e volte alla realizzazione di società resilienti, nello sforzo di fronteggiare e prevenire i rischi derivanti dai cambiamenti climatici.

Il Programma di Cooperazione ha previsto due macro ambiti di azione che ricadono nella attività di mitigazione, adattamento e contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici attraverso la tutela degli ecosistemi terrestri e marini, ponendo negli anni una particolare attenzione alle piccole comunità vulnerabili delle aree rurali e delle isole remote.

1) Energia Sostenibile (Sustainable Energy Programme)

Per rispondere alla richiesta di supporto da parte dei Governi beneficiari dei PSIDS di garantire sul territorio nazionale la diffusione e l’accessibilità ad un’energia ambientalmente ed economicamente sostenibile, le principali aree di intervento comprendono:

(a) Valutazione del fabbisogno energetico, rafforzamento delle politiche energetiche e piani d'azione

In questo contesto sono necessarie soluzioni a medio e lungo termine attraverso azioni quali: valutazione della tecnologia e del fabbisogno energetico e delle infrastrutture; assistenza tecnica per lo sviluppo di tecnologie sostenibili; sviluppo delle risorse umane; raccolta e analisi dei dati sull’energia.

(b) Elettrificazione rurale

Il programma si pone l’obiettivo di aumentare l'accesso all'energia prevalentemente attraverso la diffusione e l’installazione di sistemi solari che rappresentano la tecnologia più adatta alle isole dove l'energia solare è la fonte rinnovabile più abbondante.  Le azioni prevedono: uso di tecnologia fotovoltaica e riabilitazione delle strutture esistenti; diffusione di altre tecnologie di energia rinnovabile, come mini impianti per l’idrologico e l’eolico, dimensionati alle realtà e ai potenziali di piccola scala.

(c) Sviluppo di biocarburanti

Una varietà di prodotti agricoli coltivati ​​localmente (l'etanolo da canna da zucchero, manioca e frutti dell'albero del pane, olio di palma) hanno un notevole potenziale per la produzione di biocarburanti da utilizzare per il trasporto locale e per l’energia. Alla luce dei potenziali benefici ma anche delle potenziali criticità, il programma ha previsto azioni di valutazione ex ante con: valutazione della fattibilità della produzione di biocarburanti prendendo in considerazione anche la diversificazione delle fonti locali; progetti pilota e test per l'utilizzo di biocarburanti; studi tecnici e analisi di processo per la produzione dimensionata alle realtà di piccola scala.

(d) Sviluppo di fonti di energia rinnovabili

La regione del Pacifico possiede una notevole varietà di fonti rinnovabili quali la geotermica, idroelettrica, solare, di marea ed eolica. Come per i biocarburanti, in base alle priorità di ciascun Paese, il programma ha realizzato: studi di fattibilità e progetti pilota per diffondere il fotovoltaico nelle aree urbane e integrarlo nella rete elettrica nazionale; raccolta dei dati sull’energia eolica e valutazione delle risorse esistenti; biogas da rifiuti domestici; valutazione del potenziale geotermico, delle maree e della produzione di energia delle onde; valutazione delle risorse di energia dal mini idroelettrico.

2) Adattamento ai cambiamenti climatici (Climate Change Adaptation Programme)

Il cambiamento climatico aumenta la vulnerabilità andando ad agire come fattore di esacerbazione del degrado degli ecosistemi e come acceleratore per la perdita di habitat e quindi di biodiversità. Con il SAMOA Pathway, i Governi di tutti i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, hanno riaffermato con forza la loro condizione di particolare vulnerabilità naturale rispetto ad altre aree del mondo e, pur ribadendo il loro ruolo di ownership e di leadership per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, hanno comunque sottolineato l’importanza e l’urgenza della cooperazione in quanto strumento decisivo a procedere.

Le attività sono articolate in due sottoprogrammi che sono: (a) riduzione del rischio ai disastri e (b) protezione e conservazione degli ecosistemi marini e terrestri e della biodiversità.

(a) Riduzione del rischio ai disastri

Il clima della regione del Pacifico è caratterizzato dall’instabilità termica della fascia tropicale, all’origine della formazione dei cicloni, al quale si somma periodicamente il fenomeno dell’ENSO (El Niño Southern Oscillation) e le amplificazioni dovute ai cambiamenti climatici. Nel quadro della Sendai Framework for Disaster Risk Reduction, che ha richiamato l’attenzione e l’impegno internazionale al supporto necessario all’attuazione di misure per la riduzione entro il 2030 del numero di persone esposte al rischio da catastrofi naturali, il Programma di Cooperazione con i PSIDS prevede: il rafforzamento dei sistemi di allarme precoce (Early Warning System – EWS) attraverso la raccolta, l'analisi, la gestione e l'uso di dati rilevanti, compresa la preparazione di mappe del rischio, per la previsione dell’evoluzione dei fenomeni meteorologici e del loro impatto sulla società e sugli ecosistemi; il rafforzamento della gestione del rischio da catastrofi e delle capacità nazionali per la prevenzione ai disastri, la mitigazione, la preparazione, la risposta, il recupero e la riabilitazione, e promuovendo la collaborazione e la partnership tra i meccanismi e le istituzioni per l'attuazione degli strumenti relativi alla riduzione del rischio; il miglioramento della resilienza dei sistemi sanitari nazionali; lo sviluppo di piani di emergenza per la gestione dei rischi a causa di disastri naturali; lo sviluppo di misure di adattamento per impianti critici, come scuole e ospedali; lo sviluppo di nuove norme edilizie, le pratiche di riabilitazione e di ricostruzione e materiali da costruzione standardizzati; l’aumento della resilienza delle nuove infrastrutture e di quelle maggiormente critiche, compreso la rete idrica, i servizi igienico-sanitari, i trasporti e le infrastrutture di telecomunicazione esistenti.

(b) Protezione e conservazione degli ecosistemi marini e terrestri e della biodiversità

Il percorso SAMOA Pathway ha riconosciuto che le SIDS del Pacifico hanno una straordinaria biodiversità marina e terrestre, che è fondamentale per il loro sostentamento e identità, e ha osservato che questa preziosa biodiversità, e i servizi ecosistemici che essa fornisce, sono a grave rischio anche a causa dei cambiamenti climatici. Inoltre, l’approvazione dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 14 dell’Agenda 2030 (conservazione e uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine) ha dato nuovo impulso politico alla riduzione dell'inquinamento marino, alla gestione sostenibile, protezione e ripristino degli ecosistemi marini e costieri, nonché alla regolazione delle risorse oceaniche. In questo contesto, il sotto-programma prevede: sviluppo di misure di conservazione per le zone costiere e marine colpite dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici, in particolare quelli che sono particolarmente significativi per la loro biodiversità e per la fornitura di servizi ecosistemici; rafforzamento della capacità gestionale e organizzativa nazionale, nonché di governo nei settori della protezione e conservazione della biodiversità marina; sviluppo delle aree protette; sviluppo di programmi e progetti che migliorino la resilienza degli ecosistemi e aumentino il contributo della biodiversità  e degli stock di carbonio mediante misure di conservazione e ripristino; sviluppo di misure per ridurre al minimo e affrontare gli impatti dell'acidificazione degli oceani.

I sotto-programmi, ove possibile, saranno realizzati con il coinvolgimento e il sostegno delle comunità in modo da assicurare una sostenibilità di lungo termine.

Risultati ottenuti in termini di attuazione dell’Agenda 2030

Rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, il Goal attuato prioritariamente è il 13 relativo all’Azione sul Clima. I progetti hanno affrontato in maniera omogenea sia gli aspetti di mitigazione che quelli di adattamento e per il 16% hanno risposto ad entrambe le esigenze.

Nel contempo, e in virtù del legame delle interconnessioni che sussistono tra tutti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, i progetti hanno consentito di dare attuazione anche ad altri SDGs.

Più di un terzo dei progetti ha risposto all’esigenza di elettrificazione rurale garantendo la sicurezza energetica con la sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili.

Per circa il 40%,  le attività hanno permesso di fornire soluzioni concrete sia per la sicurezza alimentare che per quella idrica attraverso una migliore gestione dell’acqua  (rafforzamento delle capacità di risparmio idrico e taniche per la raccolta dell’acqua) e l’accesso a tecnologie alimentate con le fonti rinnovabili (potabilizzatori, irrigatori per l’agricoltura, pompe idriche per i pozzi).

Il 10% dei progetti si è incentrato sulla formazione di giovani funzionari provenienti dai Governi locali per il rafforzamento delle loro capacità di negoziato e di attuazione degli accordi internazionali in materia di oceani e clima.

Infine, il 13% dei progetti ha avuto un impatto positivo sul Goal 14 (conservazione e uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine)  attraverso l’istituzione di nuove aree marine e il rafforzamento di quelle già esistenti, ma anche attraverso l’elettrificazione dei centri per la pesca che ha permesso il rafforzamento delle comunità locali di pescatori e della pesca sostenibile a piccola scala. 

 

 

   Aggiornamenti

    03/09/2017   Expo Astana: Seminario sul futuro dell’energia rinnovabile: presentati i progetti in Libano, Botswana, Maldive, Lesotho e Piccole Isole del Pacifico
    03/09/2017   Expo Astana: Seminario sul futuro dell’energia rinnovabile nella cooperazione per lo sviluppo sostenibile
    25/07/2017   Undicesimo Comitato Congiunto a New York
    15/05/2017   Preparazione della COP 23
    14/11/2016   COP 22: side event sull’attuazione dei Contributi Nazionali nei SIDS
    26/08/2016   Tuvalu – Pannelli solari per un’energia elettrica sostenibile
 

 

Contatti
Silvia Massimi
AT Sogesid
massimi.silvia@minambiente.it
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Francesca De Crescenzo
AT Sogesid
decrescenzo.francesca@minambiente.it
f.decrescenzo@sogesid.it
Tel. 06 5722 8249

Documentazione
- Protocollo d’Intesa con le Isole del Pacifico (11 maggio 2007, EN)

 

Galleria fotografica

 

New York, luglio 2017 - Alcuni momenti della riunione del Comitato Congiunto