Qual è il funzionamento del meccanismo di JI? Il meccanismo di Joint Implementation è uno dei meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto che permette alle imprese dei paesi con vincoli di emissione (annesso I - Paesi industrializzati o ad economia in transizione) di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni in altri paesi con vincoli di emissione. I progetti JI sono "operazioni a somma zero" in quanto le emissioni totali permesse nei due paesi rimangono le stesse.

Lo scopo del meccanismo di JI è di ridurre il costo complessivo d'adempimento degli obblighi di Kyoto permettendo l'abbattimento delle emissioni lÌ dove è economicamente più conveniente. Le emissioni evitate dalla realizzazione dei progetti generano crediti di emissioni o ERUs (Emissions Reduction Units) che possono essere utilizzati per l'osservanza degli impegni di riduzione assegnati. Poiché la JI coinvolge paesi che hanno dei limiti alle emissioni, i crediti generati dai progetti sono sottratti dall'ammontare di permessi di emissione inizialmente assegnati al paese ospite (AAUs). Tutti i paesi industrializzati possono potenzialmente ospitare progetti JI. I paesi con le economie in transizione, caratterizzati da bassi costi marginali di abbattimento, sono i naturali candidati per questo tipo di progetto. Il funzionamento di un progetto JI è, quindi, semplice:  

  • 1) Un'azienda privata od un soggetto pubblico realizza un progetto in un altro paese mirato alla limitazione delle emissioni di gas serra.
  • 2) La differenza fra la quantità di gas serra emessa con la realizzazione del progetto e quella che sarebbe stata emessa senza la realizzazione del progetto (cosiddetto scenario di riferimento o baseline per il calcolo delle riduzioni di emissioni) è considerata un'emissione evitata e viene accreditata sotto forma di ERUs.
  • 3) I crediti ERUs possono poi essere venduti sul mercato o accumulati.

 

Un Esempio Un'inefficiente centrale a carbone fornisce l'energia elettrica ad alcune cittadine della Romania settentrionale emettendo 120.000 Ton CO2 anno. Un progetto di ammodernamento prevede la sostituzione della centrale con un parco di generatori eolici da 60 MW. Le emissioni di CO2 evitate, in questo caso 120.000 TonCO2/anno visto che il parco eolico è ad emissione zero, vengono accreditate sotto forma di crediti ERUs rivendibili sul mercato. Quindi il progetto può contare su un'entrata positiva aggiuntiva. Quando è possibile iniziare un progetto JI? I progetti avviati a partire dal 2000, se soddisfano i requisiti necessari, possono essere registrati come progetti JI. Tuttavia, i crediti di emissione (ERUs) possono essere generati solo da riduzioni avvenute dopo il 2008. COP/MOP: la Conferenza delle Parti/Incontro delle Parti è la massima autorità e stabilisce le linee guida per i progetti JI e CDM Comitato Supervisore: il Comitato Supervisore sarà istituito quando il Protocollo di Kyoto sarà operativo. E' composto da 10 membri e supervisiona le attività dei progetti JI (quali la verifica degli ERUs, l'accreditamento delle Entità Indipendenti), seguendo le linee guida della COP/MOP. Entità Indipendente: entità giuridica o organizzazione internazionale accreditata dal Comitato di Supervisione a validare e/o verificare le riduzioni delle emissioni di un progetto JI registrato. Quali sono i requisiti essenziali di un progetto JI? Per il progetto:  

  • Il progetto deve generare una riduzione delle emissioni di almeno uno dei gas regolati dal Protocollo di Kyoto (Anidride Carbonica CO2, Metano CH4, Protossido di Azoto N2O, Idrofluorocarburi HFC, Perfluorocarburi PFC, Esafluoruro di zolfo SF6);
  • La riduzione delle emissioni deve essere addizionale alla situazione che si avrebbe in assenza di tale progetto (ovvero le emissioni reali dovute al progetto sono minori di quelle che si sarebbero avute in assenza del progetto stesso);
  • Non ci sono restrizioni per le categorie di progetto, salva l'esclusione dei progetti nucleari;
  • Deve essere possibile valutare quantitativamente le emissioni evitate attraverso misure, stime o altri metodi;
  • Il progetto deve essere conforme alle linee guida stabilite per i progetti JI dai singoli paesi se il paese ospitante è abilitato a seguire il primo percorso, altrimenti deve essere conforme alle linee guida del Comitato Supervisore.

(*) Il meccanismo di JI è regolato dagli Accordi di Marrakech, Decisione 16/CP.7 - Linee guida per l'implementazione dell'Art. 6 del Protocollo di Kyoto.

 

 

Il ciclo dei progetti JI


Qual è il ciclo di un progetto JI? Vi sono due percorsi differenti che si possono seguire nell'implementazione di un progetto JI Il primo percorso (Track I) si applica quando:  

  • sia il Paese ospitante che il Paese investitore soddisfano i requisiti da a) a f) descritti nella pagina precedente;
  • i requisiti e le procedure relative ai progetti JI stabiliti dal paese investitore e dal paese ospitante sono rispettati;
  • il progetto è addizionale.

I progetti JI che seguono il primo percorso  

  • seguono i criteri e le procedure relativi al progetto stabiliti dal paese ospitante;
  • non sono esaminati dal Comitato Supervisore;
  • il paese ospitante controlla l'eligibilità del progetto;
  • il paese ospitante definisce lo scenario d'emissione di comune accordo con il paese (o l'impresa) investitore.

Quindi in questo caso è il paese ospitante che decide la procedura da seguire per la registrazione dei progetti, il rilascio (*) dei crediti ed il loro trasferimento all'investitore. L'azienda investitrice deve necessariamente rispettare tali regole. I criteri e le procedure relativi ai progetti JI non sono ancora stati definiti dai potenziali paesi ospitanti. Prima di avviare un progetto JI è consigliabile contattare i National Focal Points. Se il paese ospitante non ha elaborato le proprie procedure per i progetti JI, è possibile seguire il secondo percorso per il ciclo di progetto. Il secondo percorso (Track II) si applica quando il paese ospitante, non è in regola con tutti i requisiti richiesti dal Protocollo di Kyoto o non ha una struttura istituzionale in grado di supervisionare e seguire il progetto in tutte le fasi. In questo caso, il progetto deve essere sottoposto ad un Comitato di Supervisione e seguire un iter simile a quello per i progetti CDM Lo sviluppo del progetto si articola in due fasi, una progettuale e una realizzativa, a loro volta suddivise in diverse attività: Fase progettuale Attività 1 - Idea progettuale e valutazione: il primo passo necessario per la realizzazione di un progetto JI riguarda la valutazione dell'idea progettuale. E' necessario verificare se l'idea di progetto può, in linea di principio, rispettare i requisiti fondamentali richiesti dal Protocollo di Kyoto A tale scopo si può richiedere il servizio di assistenza dello Sportello Meccanismi del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, attraverso la compilazione della Scheda di Pre-valutazione. Lo Sportello Meccanismi compie una valutazione preliminare dell'idea progettuale e offre assistenza per i passi successivi. Attività 2 - Documento di progetto: Il proponente prepara un documento di progetto JI (JI-PDD Project Design Document), in particolare:

  • controlla che siano soddisfatti i requisiti di partecipazione e di progetto del paese ospitante e di quello investitore;
  • realizza uno studio sullo scenario di emissione (baseline) del paese ospitante e prova che il progetto sia addizionale;
  • sceglie il piano di monitoraggio delle emissioni più adeguato, in accordo con i criteri previsti dagli Accordi di Marrakech
  • predispone il documento di progetto JI (il format non è stato ancora ufficialmente predisposto ma presumibilmente sarà simile a quello per i CDM
  • richiede l'approvazione scritta del paese ospitante e del paese investitore;
  • sceglie un'Entità Indipendente.

Attività 3 - Validazione: il documento di progetto viene sottoposto all'Entità Indipendente prescelta, che lo rende pubblico per 30 giorni, riceve i commenti dei soggetti interessati, stabilisce qualora i requisiti essenziali siano soddisfatti tenendo in considerazione i commenti ricevuti e infine, entro 45 giorni, rende pubblico il proprio giudizio integrandolo con un sommario dei commenti ricevuti. Attività 4 - Registrazione: In caso di giudizio positivo, la fase progettuale si conclude con la registrazione formale del progetto presso il paese ospitante.

Fase realizzativa:

Attività 5 - Realizzazione e monitoraggio: il proponente realizza il progetto e implementa il piano di monitoraggio descritto nel documento di progetto; prepara un rapporto di monitoraggio (monitorino report) sulle emissioni effettivamente realizzatesi e lo presenta all'Entità Indipendente. Attività 6 - Verifica: l'Entità Indipendente rende pubblico il rapporto ricevuto, verifica che il monitoraggio e il calcolo della riduzione di emissioni siano stati eseguiti correttamente, e determina la riduzione di emissioni che successivamente saranno trasformate in ERUs, rendendo la propria decisione pubblica e integrandola con una giustificazione. Attività 7 - Rilascio degli ERUs: l'ammontare di riduzione di emissioni determinato dall'Entità viene trasferito dal paese ospitante al paese investitore, ossia le AAUs del paese ospitante vengono trasformate in ERUs e trasferite nel conto del soggetto realizzatore del progetto o del paese investitore. (*) Per rilascio dei crediti si intende la creazione delle ERUs ed il conseguente ritiro di pari quantità di AAUs

 

 

Altre informazioni sui progetti JI


 

 

Quali sono i vantaggi per un'azienda?

Oltre ai già citati vantaggi per il nostro paese nell'utilizzo dei meccanismi flessibili, anche altri soggetti possono ricevere benefici notevoli dalla realizzazione di progetti JI I vantaggi che ha un'azienda dal partecipare ad un progetto JI sono diversi:  

  • Miglioramento della redditività di un investimento potendo contare sul ricavo che deriva dalla vendita dei ERUs
  • Esplorazione ed allargamento di nuovi mercati nei paesi emergenti
  • Riduzione dei costi di adempimento di misure nazionali potendo sfruttare la differenza fra i costi marginali di abbattimento
  • Miglioramento dell'immagine aziendale percepita dalla opinione pubblica

 

Come posso quantificare il ricavo aggiuntivo?

La quantificazione monetaria del ricavo aggiuntivo che si può ottenere da un progetto JI dipende in linea generale da due fattori:  

  • Il numero dei crediti generati (ERUs) è pari alla differenza fra le emissioni ipotizzate in uno scenario di riferimento e le emissioni realmente monitorate durante il ciclo di vita del progetto. Lo scenario di riferimento (baseline) è quello che si sarebbe avuto in assenza dell'attività progettuale. .
  • Il prezzo dei crediti non è fissato e sarà stabilito dal mercato anche in funzione delle altre unità del Protocollo di Kyoto. Esperienze pilota indicano che il potenziale range di oscillazione del prezzo è fra 3-10 ?/TonCO2eq. Altri studi e simulazioni numeriche effettuate indicano un prezzo variabile fra i 7 e i 40 ?/Ton CO2 eq a secondo degli scenari ipotizzati.

prog_cdm

Fig. Illustrazione dei crediti generati da un progetto JI

  Unitamente ai benefici derivanti dall'utilizzo dei progetti JI, vi sono anche alcune voci di costo da tenere in considerazione genericamente definite costi di transazione. I costi di transazione si compongono dei costi associati alla produzione della documentazione di progetto, all'implementazione del piano di monitoraggio, alle procedure di valutazione e verifica, ai costi di registrazione e di eventuale intermediazione per la vendita dei crediti. Tali costi costituiscono una piccola percentuale del ricavo aggiuntivo, anche se una loro quantificazione monetaria dipende dalle dimensioni e tipologia del progetto.

 

Quali sono le tipologie di progetto ammissibili per il JI?

Il Protocollo di Kyoto non limita le tipologie di progetti che possono essere registrati come progetti JI. In linea di principio tutti i progetti che portano una riduzione di emissioni di gas serra sono potenziali progetti JI. A fini puramente illustrativi, di seguito si riporta un elenco non esaustivo di alcuni esempi di tipologie di progetti JI basato sulle esperienze maturate ad oggi in ambito nazionale ed internazionale.

Settore Esempi di progetti
1.(a). Produzione di energia (da fonti rinnovabili)
  • Conversione/costruzione di generatori di energia elettrica alimentati a biomassa/rifiuti; costruzione d'impianti alimentati da fonti rinnovabili (e.s. eolico, mini idroelettrico, geotermico, solare)
  • Recupero degli scarti di lavorazione industriale a scopo energetico (e.s. industria della lavorazione del riso, del legno, dello zucchero,della torrefazione del caffè)
  • ...
1.(b). Produzione d'energia (da fonti non rinnovabili)
  • Interventi mirati al miglioramento dell'efficienza della generazione di calore (es. ammodernamento boiler)
  • Interventi mirati al miglioramento dell'efficienza della generazione dell'elettricità (e.s. riqualificazione di una centrale)
  • Conversione di centrali con combustibili fossili a minore intensità di CO2(es. da carbone a metano)
  • Costruzione di nuovi impianti ad alta efficienza (e.s. cogenerazione, ciclo combinato)
2. Distribuzione d'energia
  • Interventi mirati al miglioramento dell'efficienza della distribuzione di energia termica (es. ammodernamento rete o costruzione nuova rete di teleriscaldamento) o elettrica (es. riduzione perdite trasmissione)
3. Domanda finale d'energia
  • Diffusione di apparecchiature ad alta efficienza (es. motori, lampadine, elettrodomestici,..)
  • Costruzioni di eco-immobili
4. Industrie manifatturiere; 5. Industrie chimiche; 6. Costruzioni; 7. Produzione dei metalli
  • Interventi mirati alla riduzione dei fabbisogni energetici dei processi industriali
  • Interventi di miglioramento nell'efficienza di processi industriali (es. interventi di conservazione dell'energia nell'industria cartaria, conversione e modifiche di processi nei cementifici, recupero gas di scarico nell'ambito della produzione dell'acciaio, sostituzione di motori industriali)
8. Trasporti
  • Interventi di riduzione delle emissioni attraverso la trasformazione di veicoli a gas naturale
9. Emissioni diffuse da combustibili (solidi, liquidi e gas); 10. Emissioni diffuse da produzione e consumo di idrofluorocarburi e dell'esafluoruro di zolfo
  • Riduzione delle perdite dai serbatoi di combustibile o dagli oleodotti
11. Gestione e smaltimento rifiuti
  • Recupero gas da discarica a fini energetici
12. Afforestazione e riforestazione
  • Riforestazione di aree abbandonate nei paesi in via di sviluppo

 

Quali sono le tecnologie utilizzabili?

Cosi come per le tipologie di progetto, anche per quanto riguarda le tecnologie non vi sono linee guida che portano a favorire o ad escludere particolari tecnologie. L'unica tecnologia esplicitamente esclusa è quella nucleare. Gli unici due requisiti previsti per le tecnologie utilizzabili sono:

  • 1) Effettiva riduzione delle emissioni di gas serra
  • 2) Possibilità di monitorare le reali emissioni con una metodologia standard o sviluppata appositamente.

 

Quali sono i Paesi in cui è possibile realizzare un progetto di JI?

Di seguito si riporta l'elenco dei Paesi elencati nell'Annesso I della convenzione in cui è teoricamente possibile realizzare progetti di JI:  

  • Australia
  • Austria
  • Belgio
  • Bielorussia
  • Bulgaria
  • Canada
  • Croazia
  • Danimarca
  • Estonia
  • Federazione Russa
  • Finlandia
  • Francia
  • Germania
  • Gran Bretagna
  • Grecia
  • Irlanda
  • Islanda
  • Italia
  • Giappone
  • Lettonia
  • Liechtenstein
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Monaco
  • Norvegia
  • Nuova Zelanda
  • Olanda
  • Polonia
  • Portogallo
  • Repubblica Ceca
  • Romania
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna
  • Stati Uniti d'America
  • Svezia
  • Svizzera
  • Turchia
  • Ucraina
  • Ungheria

 

Joint Implementation in Russia