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La COP di Parigi è vicina… anche l’accordo. Il mondo ha capito che non c’è più tempo

di Gian Luca Galletti - Ministro dell'Ambiente

Due fatti “politici” hanno segnato l’inizio della settimana sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici.

A Parigi si è svolta una due giorni di confronto fra i rappresentati di 45 paesi del mondo in vista della COP 21 che in dicembre nella capitale francese riunirà i governi di tutto il mondo per definire l’accordo globale su global warming che è atteso da 20 anni.

Sono stati due giorni importanti nel corso dei quali è emersa con chiarezza la consapevolezza che il summit ONU di fine anno è l’ultima occasione che la comunità internazionale ha per definire una strategia efficace e di lungo periodo contro i cambiamenti climatici e per adottare un modello di sviluppo che consenta crescita economica senza compromettere l’equilibrio naturale, quell’equilibrio che consente all’umanità di popolare il pianeta.

Ho avuto l’onore di rappresentare l’Italia a Parigi lunedì e martedì e anche in quella sede ho ribadito il forte e determinato impegno del nostro paese, di concerto con i partner europei, per giungere ad una intesa che coinvolga tutti, in primo luogo i principali emettitori di C02 come Usa, Cina e, in prospettiva, India, Brasile e le altre economie emergenti.

Sono stati fatti passi avanti nella complessa trattativa. C’è spazio per l’ottimismo della volontà, ma la ragione ci deve indurre a non sottovalutare gli ostacoli che rimangono e a profondere ogni sforzo per superarli.

Un grosso stimolo in questa direzione continua a giungerci dal Pontefice che martedì ha riunito in Vaticano i sindaci delle maggiori città del mondo rilanciando i temi della sua enciclica “verde” Laudato Sì, e invitando i governanti locali ad un impegno specifico sul territorio per abbassare le emissioni di gas serra e favorire lo sviluppo sostenibile.

E’ importante che accanto alla trattativa ONU si muovano i leader culturali e religiosi del mondo, e Papa Francesco sta svolgendo questo suo ruolo di guida morale in maniera eccezionale e coinvolgente, per creare le condizioni politiche e la giusta pressione dell’opinione pubblica, in direzione dell’accordo globale che oggi è più vicino nell’anno che s’avvia a diventare il più caldo della storia.

Condizioni pesanti per tutti quelle di questa estate, ma forse utili  a far sì tutti sappiano e abbiano piena consapevolezza della posta in gioco: il futuro del genere umano.