La Climate-Smart Agriculture (CSA) è un approccio promosso dalla FAO, a partire dal 2010, per creare condizioni tecniche, politiche e investimenti favorevoli a uno sviluppo agricolo sostenibile che faccia fronte ai problemi connessi ai cambiamenti climatici e garantisca, al contempo, sicurezza alimentare.

La CSA punta su un’integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (economica, sociale e ambientale) e prevede un coordinamento tra i settori strettamente connessi all’agricoltura (allevamento, pratiche agricole e forestali, pesca) e i settori dell’energia e dell’acqua.

La Global Alliance for Climate-Smart Agriculture (GACSA) viene avviata il 23 settembre 2014, nell’ambito del summit sul clima delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di far crescere un ”approccio intelligente” all’agricoltura puntando su:

  • l’aumento della produttività agricola e dei redditi con un approccio sostenibile;
  • la resilienza degli agricoltori ad un clima estremo e al cambiamento climatico;
  • la riduzione delle emissioni di gas serra associati ai processi agricoli.

Nel marzo 2014, il Ministero dell’Ambiente ha sottoscritto con la Divisione “Climate, Energy and Tenure” della FAO un Protocollo d’Intesa volto a sostenere l’istituzione e lo sviluppo della GACSA e a sviluppare attività di conoscenza sull’approccio CSA, ad esempio attraverso consultazioni online, workshops, webinairs e pubblicazioni su tematiche specifiche relative a clima e agricoltura.

Le attività promosse nel quadro del Protocollo sono state co-finanziate dall’Italia con un totale di 2 milioni di dollari e dovranno concludersi entro il 2017. Particolare attenzione sarà data alla possibile elaborazione di studi di pre-fattibilità finalizzati a costruire opportunità progettuali che rispettino l’approccio CSA, con particolare riferimento ad alcuni paesi tra cui: Etiopia, Botswana, Ecuador, Kirghizistan e Tagikistan.

L’Italia, oltre a sostenere lo sviluppo della GACSA fin dai primi mesi della sua istituzione, ne è diventata membro nell’aprile 2015.