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La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici

Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni ambientali

Divisione IV: Valutazione e riduzione dei rischi derivanti da prodotti chimici e organismi geneticamente modificati

Le disposizioni comunitarie che prevedono lo svolgimento di attività di valutazione del rischio ambientale riguardano ormai, oltre alle sostanze chimiche, un'ampia gamma di preparati che vanno dai prodotti fitosanitari (pesticidi o antiparassitari agricoli) ai biocidi (pesticidi non agricoli), agli additivi per mangimi, ai farmaci per uso umano e veterinario fino agli organismi geneticamente modificati.
L'introduzione di criteri comuni di valutazione del rischio ha lo scopo di garantire un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente in tutti i paesi dell'Unione Europea.
La valutazione del rischio ambientale non riguarda i rischi connessi alle fasi di produzione, movimentazione, stoccaggio e smaltimento delle merci pericolose né i rischi presenti negli ambienti di lavoro.
Il rischio che viene valutato, in questo caso, è quello derivante dall'uso dei prodotti nelle normali condizioni di impiego e che riguarda la diffusione e l'impatto sugli ecosistemi delle sostanze in essi contenute.
La valutazione del rischio costituisce una delle componenti del processo denominato analisi del rischio, che comprende anche la gestione del rischio e la comunicazione del rischio.
Mentre la valutazione del rischio riguarda l'individuazione e la quantificazione dei rischi di ciascun prodotto e coinvolge personale con competenze scientifiche in diverse aree disciplinari (dalla biologia alla chimica, dall'ecologia all'ecotossicologia, dalla modellistica ad altre ancora), la gestione del rischio è propria dei decisori ovvero dei responsabili delle decisioni riguardanti l'uso e l'immissione in commercio dei prodotti. Nella gestione del rischio, rientra anche la ricerca di soluzioni tecnologiche e/o normative per controllare e ridurre i rischi accertati nella fase di valutazione entro limiti considerati accettabili.
La comunicazione del rischio riguarda, infine, anche i cittadini e gli utilizzatori dei prodotti: essa è costituita dal flusso di informazioni tra personale scientifico, decisori, imprese e popolazione per garantire un'adeguata conoscenza da parte di tutti dei rischi e delle misure da adottare per assicurare la protezione dell'ambiente.
Le attività di valutazione del rischio ambientale previste dalle norme comunitarie e nazionali hanno la finalità di consentire l'identificazione dei pericoli ambientali, l'adozione di strategie di controllo e riduzione dei rischi nonché l'esclusione dal mercato di quei prodotti che presentano rischi "inaccettabili" per l'ambiente.
L'attività di valutazione si basa sugli studi sperimentali che le industrie produttrici interessate all'autorizzazione di un prodotto hanno l'obbligo di sottoporre all'esame delle autorità nazionali sulla base di protocolli sperimentali e di procedure che garantiscono il controllo della qualità dei dati forniti.
La valutazione del rischio ambientale dei prodotti chimici comporta l'esame delle modalità di distribuzione delle sostanze e dei loro prodotti di degradazione e/o metaboliti nei diversi comparti ambientali nonché una valutazione degli effetti dannosi che tali prodotti possono determinare sulle popolazioni animali e vegetali.
Il rischio ambientale di un prodotto può essere definito come combinazione di tre fattori:

  • il pericolo ovvero gli effetti "potenziali" dovuti alle sue proprietà intrinseche
  • l'esposizione prevista nello scenario d'impiego considerato
  • la probabilità di esposizione delle popolazioni animali e vegetali presenti negli ecosistemi.

 

La valutazione del rischio ambientale procede secondo quattro classiche fasi:

  • Identificazione del pericolo: individuazione di proprietà dannose per gli ecosistemi;
  • Caratterizzazione del pericolo: determinazione della relazione dose/risposta;
  • Stima dell'esposizione: calcolo delle prevedibili concentrazioni nei diversi comparti ambientali;
  • Caratterizzazione del rischio: calcolo del rapporto tra "relazioni dose/risposta" e concentrazioni attese nei diversi comparti.

 

Nel processo di valutazione possiamo distinguere due aree principali di studio: la prima consiste nella valutazione degli effetti (identificazione e caratterizzazione del pericolo) e la seconda nella valutazione dell'esposizione (stima dell'esposizione).
La caratterizzazione del rischio, ovvero il calcolo dei rapporti tra concentrazioni determinate sperimentalmente (effetti) e le concentrazioni attese nei comparti ambientali (esposizione), costituisce il momento conclusivo del processo di valutazione e consente di stabilire se il livello di rischio stimato rientra o meno entro valori considerati accettabili sulla base dei parametri indicati dalle norme comunitarie e nazionali.