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L’Agenda 2030

 Il nuovo quadro strategico delle Nazioni Unite: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

“Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”: è questo il titolo del documento che è stato adottato dai Capi di Stato in occasione del  Summit sullo Sviluppo Sostenibile del 25-27 settembre.

Il documento determina gli impegni sullo sviluppo sostenibile che dovranno essere realizzati entro il 2030, individuando 17 obiettivi globali (SDGs - Sustainable Development Goals) e 169 target.

Il documento è il risultato di un processo preparatorio complesso, durato quasi tre anni, che ha preso avvio in occasione della Conferenza mondiale sullo sviluppo sostenibile “Rio+20” e si è inserito sul solco del dibattito su quale seguito dare agli Obiettivi del Millennio (Millennium Development Goals - MDGs), il cui termine era stato fissato al 2015.

Gli SDGs hanno carattere universale - si rivolgono cioè tanto ai Paesi in Via di Sviluppo quanto ai Paesi avanzati - e sono fondati sull’integrazione tra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (ambientale, sociale ed economica), quale presupposto per sradicare la povertà in tutte le sue forme.

L’Agenda si compone di quattro parti (1.Dichiarazione - 2.Obiettivi e target - 3.Strumenti attuativi - 4. Monitoraggio dell’attuazione e revisione) e tocca diversi ambiti, tra loro interconnessi, fondamentali per assicurare il benessere dell’umanità e del pianeta: dalla lotta alla fame all’eliminazione delle disuguaglianze, dalla tutela delle risorse naturali allo sviluppo urbano, dall’agricoltura ai modelli di consumo.

Nell’ambito degli strumenti attuativi l’Agenda incorpora i risultati della Conferenza di Addis Abeba sul finanziamento allo sviluppo di luglio 2015, prevedendo una responsabilità condivisa e una partnership globale che vede una pluralità di attori, di strumenti e di fonti.
 

Si conferma il ruolo centrale attribuito al Foro politico di Alto Livello - High Level Political Forum quale consesso globale per monitorare, valutare e orientare l’attuazione degli SDGs.

Dopo il Summit di settembre continua il lavoro sugli indicatori che serviranno a monitorare lo stato d’avanzamento degli SDGs. Il rapporto del gruppo di esperti sarà approvato dalla Commissione Statistica dell'ONU e successivamente sottoposto agli organi competenti: ECOSOC e Assemblea Generale.

La nuova Agenda riconosce appieno lo stretto legame tra il benessere umano e la salute dei sistemi naturali, e la presenza di sfide comuni che tutti i Paesi sono chiamati ad affrontare. Con il Summit di settembre la comunità internazionale ha compiuto un passo in avanti epocale nell’inquadrare le politiche di sviluppo in un’ottica di sostenibilità.