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L’economia circolare in Italia

Il contributo dell’Italia all’elaborazione del Piano europeo

Il Ministero dell’Ambiente italiano, che ha svolto un ruolo molto attivo sia nell’ambito della piattaforma europea per l’efficienza delle risorse sia durante la Presidenza italiana del 2014, ha organizzato nel maggio del 2015 un incontro informale a Roma con alcuni paesi europei per stimolare un confronto aperto e costruttivo sugli elementi del prossimo pacchetto per l’economia circolare, l'efficienza delle risorse e i rifiuti al fine di concordare un appello comune per il coinvolgimento urgente degli Stati membri nel processo preparatorio. La Commissione Europea ha accolto le richieste dei paesi di cui l’Italia si è fatta portavoce e ha coinvolto gli altri paesi UE in una consultazione bilaterale, parallela rispetto alla consultazione pubblica rivolta a tutti gli altri soggetti interessati.

A livello nazionale, la Commissione Ambiente del Senato si è espressa sul pacchetto economia circolare con le seguenti risoluzioni:

• Doc. XVIII n. 74, approvata il 7 ottobre 2014;
• Doc. XVIII n. 80, approvata il 19 novembre 2014;
• Doc. XXIV n. 51, approvata il 30 luglio 2015;
• Doc. XVIII n. 134, approvata il 14 giugno 2016.
 

Promuovere l’economia circolare in Italia

Con la Legge n. 221 del 28 dicembre 2015, il cosiddetto “Collegato Ambientale”, e l’emanazione di alcuni provvedimenti normativi, il governo italiano ha posto in essere alcune azioni volte a promuovere l’economia circolare. Questi i principali provvedimenti.

• Decreto Ministeriale del 24 maggio 2016 con il quale sono stati determinati i punteggi premianti per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione.

• Decreto Ministeriale del 26 maggio 2016 con il quale sono state approvate le linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani;

• Decreto Ministeriale del 10 del giugno 2016, n.140, con il quale sono stati dettati i criteri per la progettazione e la produzione ecologica di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

• Legge n. 166 del 19 agosto 2016 con la quale si è posto in essere un intervento finalizzato a favorire, il recupero e la donazione di beni alimentari, farmaceutici ed altri prodotti in favore di soggetti che operano senza scopo di lucro.

• Decreto Ministeriale n. 264 del 13 ottobre 2016 che contiene i criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.

• Decreto Ministeriale n. 266 del 29 dicembre 2016 con il quale sono stati approvati i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate per il compostaggio di comunità dei rifiuti organici.

• Decreto Ministeriale 15 febbraio 2017 con il quale sono stati adottati i criteri ambientali minimi da inserire obbligatoriamente nei capitolati tecnici delle gare d’appalto per l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari lungo le linee ferroviarie e lungo le strade.

• Decreto Ministeriale del 20 aprile 2017 con il quale sono stati adottati i criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio  pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a  copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati.

Inoltre, il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole sulla bozza di Regolamento del Ministero dell’Ambiente che disciplina la sperimentazione del Sistema di restituzione degli imballaggi per birra o acqua minerale, serviti al pubblico, la cui durata sarà pari a un anno.

Con parere favorevole del Consiglio di Stato (n. 257, 27 gennaio 2017), il Ministero dell’Ambiente ha provveduto ad allineare la bozza del Regolamento (7 articoli e 3 allegati) ai rilievi formulati nel primo parere interlocutorio formulato dallo stesso giudice (n. 2405, pubblicato il 17 novembre 2016).

Promuovere l’ecodesign

Per promuovere l'eco-innovazione di prodotti, processi e servizi e in particolare la progettazione ecologica innovativa (per la durabilità, riciclabilità, riparabilità e sostenibilità ambientale e sociale), il Ministero dell’Ambiente sostiene la ricerca volta ad allungare il ciclo di vita dei prodotti.

Un primo bando pubblicato a giugno 2017 finanzia progetti di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale finalizzati a incentivare l’ecodesign dei prodotti e la corretta gestione dei relativi rifiuti. Sono stati ammessi a partecipare organismi di ricerca singoli o associati, anche in forma temporanea, con altri soggetti pubblici o privati che producono beni o che operano nella filiera di gestione dei rifiuti.

Ulteriori informazioni
http://www.minambiente.it/bandi/avviso-relativo-al-bando-il-cofinanziamento-di-progetti-di-ricerca-finalizzati-allo-sviluppo-0

 

Riutilizzare le apparecchiature elettriche ed elettroniche

Il Ministero dell’Ambiente è impegnato anche nel sostegno alla ricerca e promozione delle tecnologie volte al recupero, riciclaggio e trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).

Un bando del valore di 900mila euro è stato pubblicato a giugno 2017 con l’obiettivo principale di incrementare il livello tecnologico degli impianti di trattamento, puntando a massimizzare la quantità di materia recuperabile o riciclabile.

Ulteriori informazioni
http://www.minambiente.it/bandi/avviso-relativo-al-bando-il-cofinanziamento-di-progetti-di-ricerca-finalizzati-allo-sviluppo

L’industria 4.0

La quarta rivoluzione industriale, cosiddetta Industria 4.0, grazie alla diffusione delle tecnologie digitali, sta trasformando profondamente il comparto industriale e i meccanismi attraverso cui ha storicamente prodotto valore, innovazione, occupazione e benessere. Grazie all'accresciuta capacità di interconnettere e far cooperare le risorse produttive (asset fisici, persone e informazioni, sia all’interno della fabbrica sia lungo la catena del valore), le tecnologie digitali non solo possono aumentare competitività ed efficienza, ma fanno da leva all’introduzione di nuovi modelli di business, fino a superare la tradizionale distinzione tra prodotto, processo produttivo e servizio.

La digitalizzazione sarà un fattore abilitante anche per la transizione verso il modello di Economia Circolare. La connessione dei prodotti e delle fabbriche, della catena del valore e degli utenti consentirà di progettare il ciclo di fabbricazione del prodotto assieme a quello del suo utilizzo e del suo riutilizzo in una logica di sostenibilità ambientale ed economica. A livello aziendale, sarà possibile ottimizzare il consumo di risorse, ridurre gli sprechi energetici e gli scarti generati nel processo di produzione, la gestione del magazzino sarà resa più efficiente collegando richieste provenienti dalla produzione e approvvigionamento.  L’impatto si estende oltre la dimensione aziendale. Riguarderà l’intero sistema produttivo, andando ad abilitare la progettazione e la gestione di filiere integrate di produzione e de-produzione, rendendo possibile anche la simbiosi industriale.

http://www.mise.gov.it/index.php/it/industria40

Gruppo interdirezionale del Ministero dell’Ambiente

Il Ministero dell’Ambiente ha continuato a partecipare attivamente alla preparazione del pacchetto a livello nazionale, europeo e internazionale e ha istituito un “Gruppo interdirezionale informale interno” sull’economia circolare e l’uso efficiente e sostenibile delle risorse.

Dal febbraio 2017 il Gruppo è stato formalizzato sotto la guida del Capo di Gabinetto del ministro dell’Ambiente e successivamente ha visto la partecipazione attiva anche di rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico e di alcuni soggetti interessati. Il documento di posizionamento strategico elaborato dal Gruppo è stato oggetto di consultazione pubblica.