Tu sei qui

Monitoraggio e rendicontazione

Secondo quanto previsto dall'art. 11 della Direttiva Habitat, gli Stati Membri sono tenuti a garantire la sorveglianza dello stato di conservazione degli habitat (elencati nell'Allegato I) e delle specie (elencate negli Allegati II, IV e V) di interesse comunitario su tutto il territorio nazionale. I risultati del monitoraggio devono essere trasmessi alla Commissione Europea in accordo con l'articolo 17 della Direttiva Habitat, che prevede ogni sei anni l'elaborazione di un Rapporto Nazionale sullo stato di attuazione delle disposizioni della Direttiva stessa. I dati devono essere riportati, per ogni habitat e specie, a livello biogeografico utilizzando il format predisposto dalla Commissione Europea che include una parte generale, con informazioni sull'attuazione della Direttiva, e una parte relativa alla valutazione dello stato di conservazione di habitat e specie.

Il monitoraggio dello stato di conservazione è un'attività indispensabile anche per valutare il raggiungimento di quanto previsto all'art. 2 della Direttiva Uccelli, ovvero il conseguimento per tutte le specie di avifauna di un livello adeguato di conservazione. Malgrado l'art. 12 della Direttiva Uccelli non preveda esplicitamente di includere nei Rapporti nazionali sull'attuazione della Direttiva la valutazione dello stato di conservazione e dei trend delle specie di allegato, Commissione Europea e Stati Membri hanno concordato sull'opportunità di inserire tali valutazioni nei Rapporti, fino a pervenire ad un'omogeneizzazione e un allineamento dei processi di monitoraggio e rendicontazione delle Direttive Habitat e Uccelli.

Nel 2013 la Commissione Europea ha fissato rispettivamente a giugno e a dicembre i termini di consegna dei rapporti nazionali sullo stato di attuazione delle Direttive Habitat e Uccelli, da compilare in base ad un format in larga parte “omologato” per entrambe le Direttive.

Il 3° Rapporto Nazionale ex art. 17 della Direttiva Habitat, riferito al periodo 2007-2012, è stato predisposto, con il coordinamento della Direzione Protezione della Natura e del Mare e con il supporto tecnico di ISPRA, grazie ad una proficua collaborazione tra tutti i principali soggetti che si occupano di gestione di dati sulla biodiversità, ovvero Regioni e Province Autonome, ISPRA e Società scientifiche. Tale collaborazione ha consentito di raccogliere, elaborare, revisionare e validare una enorme mole di dati e di definire le valutazioni sullo stato di conservazione necessarie alla compilazione dei format predisposti dalla Commissione Europea.

Tutti i dati del 3° Rapporto Nazionale degli Stati Membri, compresa l'Italia, sono consultabili on line sul Central Data Repository dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA), o alla pagina dedicata del Sinanet dell’ ISPRA, mentre ulteriori informazioni e documenti sull'art. 17 si trovano sul sito della Commissione Europea.

Per quanto riguarda il Rapporto ex art. 12 Direttiva Uccelli riferito al periodo 2008-2012, il processo di compilazione è stato condotto rispettando le procedure e i criteri definiti nel decreto del 6 novembre 2012 del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro delle Politiche Agricole alimentari e forestali, con particolare riferimento al coinvolgimento dei portatori di interesse (Regioni e Province Autonome, MIPAAF, associazioni ambientaliste e venatorie) nella condivisione delle metodologie, nella raccolta dei dati e nella verifica delle elaborazioni, effettuate sempre con il supporto tecnico-scientifico dell’ISPRA.

Anche i dati e le cartografie del Rapporto nazionale art. 12 Direttiva Uccelli sono reperibili sulla relativa pagina del Central Data Repository dell’AEA, mentre informazioni complete sulla rendicontazione ai sensi dell’art. 12 sono reperibili sul sito della Commissione Europea.

Per un'analisi approfondita delle informazioni e dei risultati emersi dal 3° Rapporto art. 17 Direttiva Habitat si può consultare il volume "Specie e habitat di interesse comunitario in Italia: distribuzione, stato di conservazione e trend" (pdf, 23.069 MB), mentre in base ai dati raccolti per il Rapporto nazionale art. 12 Direttiva Uccelli è stato realizzato il volume "Rapporto sull’applicazione della Direttiva 147/2009/CE in Italia: dimensione, distribuzione e trend delle popolazioni di uccelli (2008-2012)" ; entrambe le pubblicazioni sono a cura di ISPRA.

Il lavoro svolto e risultati dei Rapporti sopra descritti e le prospettive future delle attività relative al monitoraggio, alla gestione e alla condivisione dei dati su specie e habitat sono stati oggetto della Conferenza nazionale “La Biodiversità in Italia: stato di conservazione e monitoraggio”, che si è svolta a Roma il 27 e 28 febbraio 2014 (programma, video e presentazioni della Conferenza).

La Conferenza è stata anche l’occasione per presentate le Linee guida per le Regioni e Province Autonome in materia di monitoraggio (pdf zip, 4.530 MB) delle specie e degli habitat di interesse comunitario, redatte da questo Ministero e dall’ISPRA per fornire, come previsto dall’art.7 del DPR 357/97, indicazioni per l’impostazione di sistemi e programmi di monitoraggio regionali, in grado di produrre dati quanto più standardizzati e idonei per la compilazione dei futuri Rapporti ai sensi dell’art. 17 della direttiva Habitat.

I Rapporti nazionali della Direttive Habitat e Uccelli forniscono il quadro attualmente più accurato ed aggiornato dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario in Italia, rivestendo pertanto un’importanza strategica non solo per determinare il successo dell’implementazione delle Direttive Comunitarie in materia di biodiversità, ma anche come riferimento per identificare priorità e criticità del prossimo periodo di programmazione finanziaria 2014-2020 e per misurare il conseguimento dei target previsti nel quadro sia delle politiche comunitarie, sia delle normative nazionali, con particolare riferimento alla Strategia Nazionale e alla Strategia Europea per la Biodiversità.

L’intenzione di questo Ministero è quella di non disperdere lo sforzo compiuto per rendere operativa ed efficiente tale preziosa rete di collaborazioni tra soggetti istituzionali e scientifici, ma di proseguire nel coordinamento e nella messa a sistema del processo di gestione e scambio dei dati relativi a specie e habitat, anche attraverso l’utilizzo del Network Nazionale della Biodiversità, quale strumento strategico per la condivisione dei dati sulla biodiversità.

Per migliorare sulla strada intrapresa, e proseguire nell’impegno per la messa a punto di un processo condiviso di raccolta, gestione e scambio dei dati, verso la creazione di un vero e proprio sistema nazionale di monitoraggio, il Ministero ha incaricato ISPRA di elaborare, in sinergia con la rete degli osservatori/uffici regionali biodiversità, le schede relative alle azioni di monitoraggio per tutte le specie floristiche e faunistiche e per gli habitat terrestri e delle acque interne di Direttiva 92/43/CE, che sono state presentate nel corso della Conferenza Nazionale “Verso un piano nazionale di monitoraggio della Biodiversità” che si è svolta il 19 e 20 ottobre 2016 (programma, video e presentazioni della Conferenza). Tali schede sono state raccolte nei seguenti tre manuali: