Tu sei qui

Panorama mondiale

Panorama geotermico mondiale per gli usi elettrici e per gli usi diretti


L'uso del calore endogeno della Terra, dopo le prime applicazioni di Larderello, si è sviluppato in tutto il mondo con progetti che utilizzano fluidi ad alta e bassa entalpia e che mirano alla produzione di energia elettrica ed agli usi termici diretti.

Complessivamente, con riferimento al 2000, la potenza installata nel mondo era di circa 7.974 MWe e 15.145 MWt ed i campi geotermici in esercizio o in via di sviluppo sono in tutto 95 su oltre 250 accertati.

Continente Americano.

Gli Stati Uniti (2228 MWe, 3766 MWt al 2000) sono uno dei paesi più all'avanguardia nella geotermia con 26 campi in esercizio ad alta entalpia; si tratta soprattutto di campi "ad acqua dominante" distribuiti nell'Imperial Valley in California settentrionale, vi è, inoltre, un campo gigante "a vapore dominante" a The Geysers.

The Geysers è il più grande giacimento geotermico scoperto nel mondo, proprio in questo campo fu commissionato, nel 1960, il primo impianto degli Stati Uniti, per lo sfruttamento di energia geotermica, con una capacità di 12,5 MW. Nel campo di The Geysers vi sono 521 pozzi produttivi ma solo il 20% dei fluidi estratti viene reiniettato, questo fatto ha determinato un eccessivo sfruttamento del giacimento che ora è in declino, di conseguenza la potenza record installata nel 1987, di 2093 MWe, è stata ridimensionata a 1180 MWe nel 1993.

Oltre alla California vi sono prospettive geotermiche negli altri stati della fascia occidentale fino all'Alaska.

Risulta molto sviluppato anche il settore delle basse temperature, sfruttato soprattutto per il riscaldamento civile ed integrato con altre tecnologie quali gli scambiatori di calore e le pompe di calore; solo gli impianti di riscaldamento realizzati con queste ultime, sono stati al 1995 più di 150.000 con un risparmio di 400 MWt.

Oltre al settore del riscaldamento urbano, l'energia geotermica viene sfruttata nelle serre e nel settore industriale (450 MWt al 1995).
Il secondo campo geotermico per potenzialità, dopo The Geysers, ma il primo al mondo "ad acqua dominante", è quello in Messico (755 MWe, 164,2 MWt, al 2000) di Cerro Prieto (620 MWe); in questo stato, vi sono altri 3 campi in esercizio ed altri potenzialmente sfruttabili soprattutto lungo la fascia vulcanica che lo attraversa longitudinalmente; al contrario degli Stati Uniti, il settore degli usi diretti non è molto sviluppato.

Per quel che concerne gli altri paesi del continente americano, il Canada ha installato una centrale da 60 MWe, ma si stima la possibilità di portarla ad almeno 120 MWe; nel Centro e Sud America, vengono privilegiati gli usi elettrici, El Salvador ha una potenza installata, al 2000, di 161 MWe, ma vi sono potenziali ancora non sfruttati, analogamente accade nel Nicaragua con 70 MWe al 2000, in molti altri paesi di questo continente vi sono grandi potenzialità accertate, ma molti ostacoli nella realizzazione per le difficoltà finanziarie.

Oceania.

La Nuova Zelanda (437 MWe, 307,9 MWt e 4 campi in esercizio al 2000) ha il merito di avere sperimentato, fin dagli anni Cinquanta, la tecnologia di produzione e sfruttamento dei campi a vapore umido che rappresentano la quasi totalità dei campi geotermici mondiali.
Asia.

Per l'arcipelago delle Filippine, l'energia geotermica per produzione di elettricità costituisce una risorsa estremamente importante fin dagli anni Settanta, con 9 campi in esercizio, al 2000 erano installati 1.909 MWe e 1 MWt ed il governo sta mirando a dare un ulteriore incremento, non è molto sviluppato, invece, il settore delle basse temperature.

Anche l'arcipelago dell'Indonesia ha un enorme potenziale geotermico dell'ordine di 16.000 MWe, installati al 2000 sono 598,5 MWe, poco sviluppato è il settore degli usi termici diretti installati 2,3 MWt al 2000.

Il Giappone ha circa 17 campi in esercizio per la produzione di energia elettrica ed installati 546,9 MWe e 1.167 MWt al 2000.
L'utilizzazione dell'energia geotermica in Cina (29,17 MWe, 2.282 MWt al 2000) è mirata prevalentemente ai fluidi a bassa temperatura, con 210 operazioni nel settore del riscaldamento, dell'agricoltura, dell'acquacoltura e dell'industria.

Africa.

Prospettive geotermiche ad alta entalpia si individuano nella Rift Valley (Africa orientale) e nelle aree vulcaniche del Camerun e delle isole oceaniche, mentre il Nord Africa ha significative risorse nel campo delle medie e basse temperature.

Il Kenya è il paese africano dove è stata maggiormente sviluppata la geotermia, al 2000 erano installati 45 MWe con la prospettiva di un incremento.

Sono state individuate risorse sfruttabili anche in Etiopia dove al 2000 sono stati installati 8,52 MWe.

Europa.

La Francia (4,2 MWe nelle Antille, 756 MWt di cui 675 per teleriscaldamento al 1995) è il paese leader del riscaldamento geotermico con 74 progetti realizzati nei bacini di Parigi e dell'Aquitania.

Questo paese ha sviluppato, fin dal 1969, la tecnologia di produzione attraverso il "doublet" costituito da una coppia di pozzi di cui uno produttore e l'altro reiniettore, che dopo l'estrazione del calore, consente la reiniezione in serbatoio dei fluidi geotermici raffreddati, permettendo cosÌ, sia lo smaltimento dei reflui che la ripressurizzazione e rialimentazione dell'acquifero, si risolve quindi il problema dell'inquinamento ed il fenomeno della subsidenza; questa tecnologia ha reso possibile l'utilizzo degli acquiferi profondi, inquinanti e subsidenti del "bacino di Parigi".

Il maggiore complesso di teleriscaldamento del mondo è proprio a Parigi, con 3 operazioni, 4 doublets profondi 1.900 metri con acqua a 79° C che riforniscono 15.000 alloggi.

Rilevante è anche lo sfruttamento, con pompe di calore, delle risorse superficiali a bassa temperatura (12-25° C), per il riscaldamento di oltre 35.000 alloggi.

Anche in Germania (397 MWt al 2000) ed in Svizzera ( 547,3 MWt al 2000) sono molto sviluppate le utilizzazioni a bassissima temperatura con pompe di calore, per una potenza di 160 MWt nel primo paese e 5.000 installazioni nel secondo; molto interessante è poi il progetto di riscaldamento urbano della città di Lund in Svezia (377 MWt al 2000) con 2 maxipompe di calore da 13 MWt che sfruttano due pozzi di 670 e 800 metri di profondità con acque a 23-28° C.

La Grecia (2 MWe, 57,1 MWt al 2000) presenta discrete risorse ancora non sviluppate sia nella bassa che nell'alta entalpia, questa ultima nelle isole vulcaniche dell'Egeo.

Il paese più caldo dell'Europa centrale è l'Ungheria (472,7 MWt al 2000), grazie all'anomalia termica positiva; è sviluppato solo il campo della bassa temperatura sfruttato essenzialmente per il settore agricolo.

La maggior parte dei paesi europei ha prospetti solo nel campo delle basse temperature, fa eccezione assieme all'Italia, l'Islanda (170 Mwe 1.469 MWt e 4 campi in esercizio al 2000), questo è il paese geotermico per eccellenza, la risorsa, infatti, soddisfa l'80% della domanda d'energia dell'isola.

Oltre all'uso elettrico dei fluidi geotermici che, accanto alle risorse idriche, soddisfano completamente il fabbisogno nazionale di energia, è ben sviluppato anche il settore del riscaldamento urbano, dell'acqua calda sanitaria e degli usi industriali.

 

Installato geotermoelettrico nel mondo al 2000

Nazione MWe GWh/a % di energia nazionale
Totale MWe: 7.974,06
Totale GWh/a: 49.261,45
Australia 0,17 0,9 -
Cina 29,17 100 -
Costa Rica 142,5 592 10,21
El Salvador 161 800 20
Etiopia 8,52 30,05 1,85
Francia 4,2 24,6* 2*
Guatemala 33,4 215,9 3,69
Islanda 170 1.138 14,73
Indonesia 589,5 4575 5,12
Italia 785 4.403 1,68
Giappone 546,9 3.532 0,36
Kenya 45 366,47 8,41
Messico 755 5.681 3,16
Nuova Zelanda 437 2.268 6,08
Nicaragua 70 583 17,22
Filippine 1.909 9.181 21,52
Portogallo 16 94 -
Russia 23 85 0,01
Tailandia 0,3 1,8 -
Turchia 20,4 119,73 -
USA 2.228 15.470 0,4