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Piano d’Azione nazionale sul GPP

Il Piano d’Azione nazionale sul GPP

Accogliendo l’indicazione contenuta nella Comunicazione della Commissione europea “Politica integrata dei prodotti, sviluppare il concetto di ciclo di vita ambientale” (COM(2003) 302), e in ottemperanza del comma 1126, articolo 1, della legge 296/2006 (legge finanziaria 2007), il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha elaborato, attraverso un ampio processo di consultazione con enti locali e parti interessate e con la collaborazione degli altri Ministeri Competenti (Economia e Finanze e Sviluppo Economico) e degli enti e strutture tecniche di supporto (CONSIP, ENEA, ISPRA, ARPA), il “Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione"  (di seguito PAN GPP).

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SCARICA il Rapporto di studio preliminare al Piano d'azione (MATTM, 2006)

Il Piano, adottato con il Decreto Interministeriale dell'11 aprile 2008 (G.U. n. 107 dell'8 maggio 2008), ha l’obiettivo di massimizzare la diffusione del GPP presso gli enti pubblici in modo da farne dispiegare in pieno le sue potenzialità in termini di miglioramento ambientale, economico ed industriale.
Tale Piano, come previsto dallo stesso, è stato aggiornato con Decreto 10 aprile 2013 (G.U. n. 102 del 3 maggio 2013) ed è in corso di ulteriore revisione.

 

Il PAN GPP in sintesi

Il Comitato di gestione

Il monitoraggio


 

Il PAN GPP in sintesi

Il PAN GPP fornisce un quadro generale sul Green Public Procurement, definisce degli obiettivi nazionali, identifica le categorie di beni, servizi e lavori di intervento prioritarie per gli impatti ambientali e i volumi di spesa sulle quali definire i ‘Criteri Ambientali Minimi’ (CAM).

Detta inoltre specifiche prescrizioni per gli enti pubblici, che sono chiamati a:

  • effettuare un'analisi dei propri fabbisogni con l'obiettivo di razionalizzare i consumi e favorire il decoupling (la dissociazione tra sviluppo economico e degrado ambientale)
  • identificare le funzioni competenti per l'attuazione del GPP coinvolte nel processo d'acquisto
  • redigere uno specifico programma interno per implementare le azioni in ambito GPP

In particolare invita Province e Comuni a promuovere interventi di efficienza energetica presso gli edifici scolastici di competenza.

Il PAN GPP prevede infine un monitoraggio annuale per verificarne l’applicazione, con relativa analisi dei benefici ambientali ottenuti e delle azioni di formazione e divulgazione da svolgere sul territorio nazionale.

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Il Comitato di gestione

Il Comitato di gestione, istituito con DM 185 del 18 ottobre 2007, assicura la gestione del PAN GPP e svolge attività di coordinamento e alcuni compiti squisitamente tecnici.

L’attuale composizione, dopo varie modifiche, è stabilita dal DM 247 del 21 settembre 2016. Il Comitato vede al suo interno rappresentanti dei tre Ministeri di riferimento (Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze), dell’ISPRA, della CONSIP, dell'ENEA, da esperti di alcune ARPA e da due rappresentanze delle Regioni. Compiti del Comitato di gestione sono:

  • Programmare le attività di definizione dei CAM per diverse categorie di prodotti, servizi e lavori oggetto del Piano stesso
  • Approvare i CAM elaborati e proposti dagli specifici Gruppi di lavoro (vedi Procedura di definizione dei CAM)
  • Programmare e realizzare le attività relative alla formazione alla comunicazione
  • Impostare le attività di monitoraggio per verificare l’efficacia del piano d’azione e controllare l’andamento degli obiettivi da perseguire 

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Il monitoraggio

A seguito del D.lgs n. 90/2014 convertito in legge n. 114/2014, il quale sopprime l’AVCP e trasferisce le competenze in materia di vigilanza dei contratti pubblici all’Autorità Nazionale Anticorruzione, il Ministero dell'Ambiente sta provvedendo a stipulare un nuovo Protocollo d'Intesa per raccogliere i dati per il monitoraggio dell'applicazione del PAN GPP.

Tale obbligo è stato confermato dal nuovo Codice degli appalti (D.lgs n. 50/2016 modificato dal Dlgs 56/2017) di recepimento delle direttive comunitarie sugli appalti.

Infatti l’art. 213 comma 9 prevede  che l'Autorità si avvalga dell'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, composto da una sezione centrale e da sezioni regionali aventi sede presso le regioni e le province autonome e che in particolare la sezione centrale dell’Osservatorio provveda a monitorare l’applicazione dei criteri ambientali minimi di cui al decreto di cui all’articolo 34 comma 1 e il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal Piano d’azione per la sostenibilità dei consumi nel settore della pubblica amministrazione.

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