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Politiche e strumenti

Verso un modello di economia circolare per l'Italia

Si è conclusa alla fine di settembre la consultazione sul documento: “Verso un modello di economia circolare per l'Italia”. La consultazione ha consentito di mettere a fuoco un inquadramento generale dell’economia circolare e il posizionamento strategico dell’Italia, in continuità con gli impegni adottati nell’ambito dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, in sede G7 e nell’Unione Europea.
Per leggere il documento "Verso un modello di economia circolare per l'Italia" clicca qui.

Il documento è stato presentato dal Ministro Galletti alla Camera dei Deputati il 28 novembre:
http://www.minambiente.it/comunicati/ambiente-galletti-economia-circolare-grande-sfida-competitivita
 

 


 

Un sistema eco-industriale

Il Network 

L’ENEA ha promosso la costituzione di un Network italiano di simbiosi industriale, Symbiosis Users Network (SUN), per favorire la collaborazione dei diversi operatori pubblici e privati che a vario titolo intendono promuovere la simbiosi industriale come strumento dell’eco-innovazione e della transizione verso l’economia circolare.

SUN non ha scopo di lucro e persegue finalità di promozione culturale e ha sede in Roma, presso il Centro di Ricerca ENEA di Casaccia.

Più specificatamente SUN ha per scopo la promozione e lo sviluppo sistematico dell’economia circolare e della simbiosi industriale in particolar modo in Italia. Per il raggiungimento dei propri obiettivi SUN in particolare si impegna a:

• promuovere l’eco-innovazione e la transizione verso l’economia circolare tramite l’applicazione della simbiosi industriale;
• promuovere la collaborazione dei diversi operatori, pubblici e privati, sul tema della simbiosi industriale;
• promuovere SUN quale riferimento italiano per gli operatori che vogliano applicare la simbiosi industriale, a livello industriale di ricerca e di territorio;
• promuovere la raccolta e la condivisione di esperienze, l’esame di problematiche, lo sviluppo di opportunità a livello economico, territoriale e sociale sui temi della simbiosi industriale;
• incoraggiare la collaborazione e promuovere contatti e scambi di informazioni, conoscenze ed esperienze tra enti di ricerca, università, pubblica amministrazione, imprese, ecc.;
• individuare soluzioni alle principali criticità di carattere tecnico e normativo alla implementazione di percorsi di simbiosi industriali;
• trasferire e diffondere informazioni agli aderenti tramite banche dati, siti web, ecc.;
• organizzare conferenze e seminari.

SUN è stato formalmente costituito il 20 settembre 2017.

Il convegno “Simbiosi industriale quale motore per lo sviluppo dell’economia circolare in Italia: stato dell’arte e prospettive”

Il 25 ottobre 2017, presso la sede centrale dell’ENEA, si è tenuto il primo convegno del Network SUN dal titolo “Simbiosi industriale quale motore per lo sviluppo dell’economia circolare in Italia: stato dell’arte e prospettive”.

La giornata si è articolata in una sessione di tipo istituzionale con relazioni ad invito su “Simbiosi industriale quale motore per lo sviluppo dell’economia circolare in Italia: stato dell’arte e prospettive” e una sessione pomeridiana tecnico-scientifica su “Metodi e strumenti operativi per l’applicazione della simbiosi industriale. Casi di successo e business cases” con interventi orali e poster selezionati da call for paper. Infine si è tenuta la prima assemblea dei delegati SUN.

Il convegno è stato l’occasione per focalizzare l’attenzione del mondo produttivo e del mondo tecnico e scientifico sullo stato attuale della effettiva applicazione della simbiosi industriale in Italia, sui casi di successo e sulle opportunità economiche ed ambientali derivanti da capillari e condivise strategie di valorizzazione delle risorse, con particolare attenzione al settore industriale. È stato inoltre l’occasione per fare il punto sugli strumenti disponibili, sul quadro normativo e di governance di riferimento, sulle prospettive future.

Gli atti del convegno sono disponibili a questo link: http://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/pdf-volumi/v2017_sun-proceedings.pdf.

Per saperne di più


 

Il quadro normativo: la legge sulla green-economy

La Legge n. 221 del 28 dicembre 2015, cosiddetto Collegato ambientale, è la prima legge italiana a favore in modo organico la green-economy. Le varie misure contenute sono rivolte alla promozione dell’economia circolare, della mobilità sostenibile, delle energie rinnovabili e della protezione dell’ambiente e delle risorse naturali.

Tra i principali provvedimenti previsti dalla Legge si ricordano:

• la mobilità sostenibile, con il sostegno all’uso della bicicletta e delle ciclovie;
• gli incentivi per migliorare la raccolta delle materie prime seconde (ferro, rame, ecc.) e per promuovere il compostaggio e l’autocompostaggio;
• le agevolazioni all’uso dei sottoprodotti industriali e all’acquisto dei prodotti derivanti da materiali “post consumo” riciclati o dal recupero degli scarti e dei materiali
  rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi;
• interventi per ridurre il rischio idrogeologico;
• promozione di aree “oil free” e incentivazione di fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico come il microidroelettrico e le biomasse.

La scheda delle principali misure sul sito della Camera dei Deputati: http://www.camera.it/leg17/522?tema=collegato_ambientale

 

Il Catalogo dei sussidi

L’integrazione dei principi dell’economia circolare nei processi produttivi ed economici impone di rivedere e ripensare il sistema dei sussidi. In alcuni casi vengono utilizzati fondi pubblici (attraverso spese dirette) o si rinuncia ad essi (attraverso agevolazioni, esenzioni o riduzioni) per sostenere attività economiche che hanno un impatto negativo sull’ambiente.

Per avviare questo percorso, il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato nel 2016 il primo “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli”, che consente per la prima volta di disporre di un ampio quadro della situazione attuale.

Sono molte le politiche e le aree produttive che potranno giovarsi di una ridefinizione dei sussidi che tenga conto della valutazione dell’impatto sull’ambiente. Ad esempio, per quanto riguarda i rifiuti, si potrà arrivare a definire i livelli ottimali di tassazione delle modalità di smaltimento dei rifiuti meno sostenibili e di incentivazione delle misure orientate al recupero, riutilizzo e riciclaggio.

La revisione del sistema dei sussidi è legata anche al raggiungimento degli obiettivi fissati dai principali accordi internazionali. Per esempio, gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici non potranno essere raggiunti se non si procederà all’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili.

Nel Catalogo I sussidi sono stati intesi nella loro definizione più ampia e comprendono, tra gli altri, gli incentivi, le agevolazioni, i finanziamenti agevolati e le esenzioni da tributi direttamente finalizzati alla tutela dell'ambiente.

Il catalogo
http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo_sostenibile/catalogo_sussidi_ambientali.pdf

La sintesi
http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo_sostenibile/sintesi_catalogo_sussidi2016.pdf

 

L’attuazione delle politiche ambientali in Italia

La Commissione Europea svolge ogni due anni un esame dello stato di attuazione nei vari paesi membri della legislazione ambientale comunitaria. Nel 2016 la Commissione ha considerato che l’adozione del Collegato Ambientale è stato un importante passo avanti verso l’integrazione delle problematiche ambientali in ambito economico.

Nel rapporto “Riesame dell’attuazione delle politiche ambientali” la Commissione Europea analizza le principali sfide e opportunità, le punte di eccellenza, lo stato di protezione della natura e dell’ambiente marino, la situazione della qualità dell’acqua, dell’inquinamento atmosferico e del traffico, gli avanzamenti e le prospettive per la tassazione ambientale e per una governance efficace.

Per consultare il rapporto e la sintesi sull’Italia:
http://ec.europa.eu/environment/eir/pdf/report_it_it.pdf
http://ec.europa.eu/environment/eir/pdf/factsheet_it_it.pdf