Programma nazionale per la progressiva riduzione delle emissioni nazionali annue di biossido di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili ed ammoniaca

 

Il Programma Nazionale di riduzione (pdf, 321 KB) inviato dall'Italia alla Commissione Europea, nel settembre 2003, è articolato in quattro sezioni principali:

  • la prima (capitoli 1 e 2) spiega il contesto in cui nasce la direttiva e ne illustra il contenuto;
  • la seconda (capitolo 3) descrive la situazione emissiva italiana, relativamente agli inquinanti in questione, degli ultimi venti anni (1980-2000);
  • la terza (capitolo 4) riporta gli scenari emissivi al 2010 per ogni inquinante oggetto della direttiva;
  • l'ultima sezione descrive una lista di misure e di interventi già adottati o in via di adozione, volti a ridurre le emissioni degli inquinanti in oggetto.

Dai risultati delle proiezioni riportate nel programma (schematizzati nella tabella seguente) sono state tratte le prime conclusioni sulle principali criticità che l'Italia potrebbe incontrare nei prossimi anni per rispettare le disposizioni stabilite dalla normativa europea. In particolare è emerso che l'Italia risulterebbe al 2010 in grado di rispettare i tetti previsti per gli SOx e i COV, mentre potrebbe avere difficoltà per il raggiungimento del limite alle emissioni di NOx e di NH3.

Confronto tra il limite della direttiva e il valore di emissione calcolato al 2010 – settembre 2003

Inquinante Tetto (kton/anno) Proiezione per l'anno 2010
SOx 475 469
NOx 990 1056
COV 1159 1117
NH3 419 433

In questo contesto si deve però sottolineare che nel calcolo delle proiezioni nazionali non si è potuto per il momento tenere conto degli effetti derivanti dall'applicazione della direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento. L'attuazione di detta direttiva potrebbe infatti portare ad una decisiva diminuzione delle emissioni degli inquinanti in oggetto, pertanto anche le emissioni di NOx e di NH3 potrebbero più basse se non addirittura inferiori ai limiti previsti. Se, al contrario, in fase di aggiornamento delle proiezioni esse continueranno a mostrare una differenza positiva rispetto ai limiti nazionali, sarà necessario individuare e programmare quanto prima gli interventi e le misure più idonee per la riduzione delle emissioni. Tali interventi potrebbero coinvolgere ogni settore responsabile di emissioni di NOx e di NH3 (impianti termici per uso civile, attività agricole e zootecniche, trasporto stradale, attività industriali).

Il DLgs 171/2004 stabilisce che il Ministero dell'ambiente, di concerto con gli altri Ministeri competenti e la Conferenza Unificata, predisponga un programma nazionale di riduzione che aggiorni quello già inviato alla Commissione Europea e lo trasmetta al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) entro 8 mesi dall'entrata in vigore del DLgs stesso. Tale programma dovrà contenere gli obiettivi di riduzione delle emissioni calcolati in base ai risultati delle proiezioni aggiornate e dovrà individuare sulla base di quest'ultime le misure aggiuntive necessarie ad assicurare il rispetto dei limiti stabiliti per l'Italia. Il programma cosÌ aggiornato dovrà essere trasmesso, secondo quanto previsto dalla direttiva 2001/81, alla Commissione Europea entro il 31 dicembre 2006.