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Programmi di Monitoraggio

ELABORAZIONE DEI PROGRAMMI DI MONITORAGGIO

Dopo aver pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto che definisce il buono stato ambientale del comparto marino da conseguire entro il 2020 ed i traguardi ambientali per raggiungerlo (DM 17 ottobre 2014), il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, avvalendosi del Comitato Tecnico istituzionale previsto dall’art. 5 del Decreto legislativo 190/2010, ha avviato la successiva fase di attuazione del Decreto che, ai sensi dell’art. 11, prevede la definizione di Programmi di Monitoraggio coordinati per la valutazione continua dello stato ambientale delle acque marine in funzione dei traguardi ambientali definiti (ex art. 10).

In via preliminare, si è proceduto ad una ricognizione di tutti i programmi di monitoraggio ambientale esistenti a livello regionale, nazionale, comunitario o internazionale in relazione alle acque marine.

Sulla base di questa ricognizione ISPRA, su incarico del Ministero, ha elaborato una proposta di Piano nazionale di Monitoraggio, articolato in 7 “Piattaforme Operative di monitoraggio”, che prevedono indagini e analisi relative a tutti gli 11 descrittori qualitativi, indicati dalla Direttiva sulla Strategia Marina.

Su tali basi, il Ministero, per ciascuna Piattaforma Operativa ha avviato un Gruppo di Lavoro (GdL) con il compito di predisporre una proposta operativa di Programma di Monitoraggio, tenendo conto dell’architettura del documento predisposto da ISPRA e delle specifiche “Indicazioni metodologiche” predisposte dal Ministero.

Sono stati pertanto avviati 8 GdL, uno per ciascuna delle 7 Piattaforme Operative individuate ed uno di coordinamento delle attività dei GdL con l'obiettivo di assicurare sia un’adeguata coerenza dei singoli GdL nella definizione della rispettiva proposta e sia le giuste sinergie tra i diversi PdM proposti, al fine ultimo di fornire un quadro omogeneo e rappresentativo degli elementi fondamentali alla successiva fase di attuazione.

L’articolazione dei singoli GdL ha seguito regole precise: per ognuno di essi è stato individuato un Organismo capofila con funzioni di coordinamento; è stata assicurata la presenza di un rappresentante del Ministero e dei suoi “bracci operativi”, l’ISPRA e il Reparto Ambientale Marino delle Capitanerie di Porto; sono stati previsti 3 rappresentanti delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (uno per ciascuna delle 3 sottoregioni costiere previste nella Direttiva), uno del CNR e uno del CoNISMa; in aggiunta, a seconda della tematica trattata, rappresentanti del MIPAAF, del Sistema Sanitario Nazionale (ISS o Istituti Zooprofilattici), dell’ENEA o dell’Istituto  Idrografico della Marina.

Il Ministero è stato capofila del Gruppo di Lavoro della Piattaforma 8, a cui hanno partecipato rappresentanti regionali (uno per ogni sottoregione), un rappresentante per ciascuno degli organismi tecnici di riferimento a livello nazionale (ISPRA, CNR, CoNISMa) ed il Capo reparto del Reparto Ambientale Marino delle Capitanerie di Porto.

Come richiesto dalla normativa, i Programmi di Monitoraggio elaborati dai Gruppi di Lavoro sono stati sottoposti a consultazione pubblica tra giugno e luglio 2014, e sono stati ritenuti idonei a colmare, almeno in parte, le principali e più importanti lacune conoscitive esistenti.

A ottobre 2014 l’Italia ha predisposto ed inviato il report sui Programmi di Monitoraggio alla Commissione Europea.

Di seguito è riportato l’elenco dei Programmi e relativi Sottoprogrammi:

Programma 1 Fito-Zooplancton, caratteristiche chimico-fisiche della colonna d’acqua e rifiuti spiaggiati. Sottoprogrammi

Programma 2 Habitat del fondo marino e biodiversità. Sottoprogrammi

Programma 3 Pesca. Sottoprogrammi

Programma 4 Contaminanti ambientali e input di nutrienti. Sottoprogrammi

Programma 5 Contaminanti nei prodotti destinati al consumo umano. Sottoprogrammi

Programma 6 Condizioni idrografiche. Si divide in 6A e 6B. Sottoprogrammi

Programma 7 Rumore sottomarino. Sottoprogrammi

programmi di monitoraggio coordinati per la valutazione continua dello stato ambientale delle acque marine, elaborati in funzione dei traguardi ambientali previsti dall’articolo 10, nonché per l’aggiornamento di tali traguardi sono stati formalizzati con il D.M. 11 febbraio 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo 2015.

Completo ed articolato è il quadro delle connessioni tra  Descrittori, GES, Target ambientali, Indicatori associati ai target ambientali e Programmi di monitoraggio. 

ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI DI MONITORAGGIO

Per l’avvio dei Programmi di Monitoraggio previsti dall’art 11 del D.Lgs. 190/2010 il MATTM nel dicembre 2014 stipulato un Accordo Quadro con le 15 Regioni costiere italiane. L’accordo stabilisce che le attività di monitoraggio siano organizzate a livello delle “sottoregioni marine” individuate dalla Direttiva (Mar Mediterraneo Occidentale, Mar Ionio – Mar Mediterraneo Centrale e Mare Adriatico) e che siano svolte dalle Agenzie Regionali per l’Ambiente (ARPA) delle Regioni costiere.

A seguire quindi il Ministero ha sottoscritto tre convenzioni con le ARPA attraverso tre Agenzie capofila: l’ARPA Liguria per la Sottoregione Mediterraneo Occidentale (che comprende ARPA Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Sardegna), ARPA Calabria per la Sottoregione Mar Ionio  Mediterraneo Centrale (che comprende ARPA Calabria, Sicilia e Basilicata) e ARPA Emilia Romagna per Sottoregione Mar Adriatico (che comprende ARPA Friuli Venezia–Giulia, Veneto Emilia Romagna, Marche, Molise, Abruzzo e Puglia).

Monitoraggi ARPA.

Successivamente, al fine di perfezionare il quadro di monitoraggio  definite dal D.M. dell’11 febbraio 2015 le attività affidate alle ARPA sono state integrate attraverso accordi con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e delle Aree Marine Protette.

Il primo ciclo di monitoraggio si è concluso nel dicembre 2017.

Sono in corso nuovi Accordi operativi con le ARPA che hanno durata fino al 31 dicembre 2020.

Parallelamente è in definizione il quadro complessivo delle attività di monitoraggio sulla Strategia Marina, che vede un ruolo rafforzato dell’ISPRA sia in quanto supporto tecnico scientifico del Ministero sulla Strategia Marina sia in base al quadro normativo delineato dalla Legge 132/2016 che ha istituito il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (SNPA), di cui fanno parte l'ISPRA, le Agenzie regionali (ARPA) e delle province autonome di Trento e Bolzano per la protezione dell'ambiente.

 

Principi per la realizzazione del Programma di monitoraggio

 

Metodologie di indagine condivise
Un sistema di monitoraggio che operi a livello nazionale non può prescindere dal mettere tutti i soggetti partecipanti nelle condizioni di eseguire le indagini seguendo i medesimi protocolli e le stesse procedure; questo è un passaggio fondamentale per garantire che i dati e le informazioni che il sistema produce siano confrontabili e attendibili.

A tal fine sono state elaborate delle “Schede metodologiche” che definiscono, per i diversi sottoprogrammi previsti dal D.M. 11 febbraio 2015, i criteri per la scelta delle aree da sottoporre alle indagini, la strategia per i campionamenti (attività, criteri e procedure) e la frequenza con cui effettuarli, i metodi di analisi/indagine, le modalità di restituzione dei dati e delle informazioni.

Restituzione standardizzata dei dati
Per ogni indagine sono stati messi a punto degli Standard Informativi, dei files elaborati per uniformare la restituzione dei dati. Attraverso la compilazione di tali files i vari soggetti che svolgono attività di monitoraggio afferenti alla Strategia Marina possono trasmettere alla Banca Dati centralizzata i risultati di ogni esame.

Formazione degli operatori
Parallelamente alla definizione delle “Schede metodologiche”, è stato previsto anche un piano di formazione e confronto sulle procedure e le metodologie d'indagine da adottare, per garantire un'adeguata standardizzazione delle conoscenze tecniche ed operative.

I corsi di formazione sono stati rivolti prevalentemente al personale delle ARPA, i primi soggetti coinvolti nella realizzazione dei Programmi di Monitoraggio, ma è stata prevista la possibilità di partecipazione anche a una platea più ampia in cui figurano i rappresentanti del Comitato Tecnico, gli Ufficiali delle Capitanerie di Porto e i direttori delle Aree Marine Protette; ciò per rendere patrimonio comune l’insieme delle informazioni, conoscenze e metodologie messe a punto e utilizzate per i monitoraggi.

I corsi, erogati sia in modalità e-learning (attraverso una piattaforma dedicata realizzata da ISPRA) sia in presenza, hanno affrontato tanto tematiche trasversali (es. inquadramento normativo o elaborazione dei dati) quanto argomenti specificatamente tecnico-operativi, come la standardizzazione delle tecniche di rilevamento, del riconoscimento degli organismi o dello studio degli habitat marini.

Le Banche dati del mare
Per dare seguito agli obblighi di legge sulla trasparenza nonché a quelli relativi all’accessibilità di tutti i dati ambientali, è stato predisposto un Sistema Informativo Centralizzato che consente l’archiviazione, validazione ed elaborazione di tutti i risultati delle indagini e delle analisi previsti nei programmi di monitoraggio.

Periodicamente, man mano che arriva a conclusione  il  processo di validazione e prima elaborazione, i dati sono pubblicati e pertanto resi fruibili.