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Pubblicazioni e Comunicazioni

Convegno "Il ruolo del GPP per le strategie di politica ambientale alla luce del Collegato Ambientale"

 

 

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Programma del Convegno

Il giorno 23 febbraio 2016 dalle ore 9.00 alle ore 14.00, presso la Sala Auditorium del Ministero dell’Ambiente, sita in Roma - Via Colombo Cristoforo, 44 si è tenuto il Convegno su “Il ruolo del GPP per le strategie di politica ambientale alla luce del Collegato Ambientale” (L. n. 221/2015).

Il Convegno  è stato sicuramente un momento importante  di riflessione e confronto sullo stato dell’arte e sulla rilevanza di  questo strumento. Il Convegno, che ha visto la partecipazione attenta di oltre 250 persone nelle due sale collegate in video conferenza e di altre decine collegate in remoto da varie città, ha permesso di fare un bilancio critico sul lavoro fatto sinora dal Ministero e dagli altri soggetti interessati, facendo emergere interessanti spunti sulle cose da fare, soprattutto alla luce dell’approvazione della legge 221/2015 (collegato ambientale), che, in particolare, prevede, all’articolo 18, l’obbligo di applicazione dei CAM per le stazioni appaltanti. L’elemento ampiamente condiviso, ed emerso con forza nei diversi interventi, riguarda l’importanza che gli “acquisti sostenibili”, rivestono come strumento strategico per favorire la “transizione” verso una economia più sostenibile.

Tale elemento è stato richiamato, sottolineandone l’importanza strategica, anche dall’On. Bratti (Presidente Commissione Bicamerale sul ciclo dei rifiuti), e da entrambi i Sottosegretari del Ministero Ambiente, Silvia Velo e Barbara Degani.

Le questioni da affrontare, al fine di  permettere il necessario “balzo in avanti”, possono essere così riassunte:

  • completare la lista dei CAM e aggiornare quelli già esistenti, sia alla luce dell’obbligo della loro applicazione, sia alla luce delle più recenti indicazioni europee sull’uso efficiente delle risorse e sulla “economia circolare”;
  • la necessità di rafforzare le attività di comunicazione e formazione, sia verso le stazioni appaltanti, sia verso i produttori per ottenere un maggior loro coinvolgimento nella elaborazione dei CAM, per renderli più preparati a partecipare alle gare della pubblica amministrazione e, più in generale, per competere sui mercati nazionali ed internazionali;
  • un maggior impegno da parte delle Regioni, sia nell’applicazione dei principi generali del GPP nelle amministrazioni del proprio territorio, sia nelle attività di comunicazione/formazione verso tutti i soggetti interessati. A questo proposito sarà particolarmente utile diffondere le buone pratiche e le attività poste già in essere da diverse Regioni, tra le quali vanno citate  Liguria, Emilia Romagna, Puglia, Basilicata e Sardegna. Quest’ultima, che può essere considerata la “capofila” in questo ambito, ha presentato durante il Convegno un’interessante relazione sull’attività svolta.

Il confronto è stato arricchito dagli elementi emersi durante le due tavole rotonde, dove gli interlocutori presenti hanno risposto ad alcune domande relative al loro ruolo ed hanno esposto le proprie considerazioni sui temi e sulle cose da fare, non solo in merito al GPP, ma anche sulle indicazioni che il collegato ambientale fornisce per la redazione del piano d’azione nazionale su “Consumo e Produzione Sostenibile”, che potrà raccogliere in un’unica azione strategica le attività riguardanti, sia uso efficiente delle risorse e “economia circolare”, che promozione di modelli di consumo più sostenibili.

Per perseguire le attività sopra delineate, sarà importante il supporto che potrà venire dalle attività inserite nei fondi strutturali nell’ambito del PON Governance. A tale proposito sarà senz’altro utile poter contare, oltre che sull’attività delle Regioni, anche sulla collaborazione dei soggetti tecnici presenti sul territorio, in particolare ISPRA e ARPA, e gli enti di ricerca.

 

Atti del Convegno “Il ruolo del GPP per le strategie di politica ambientale alla luce del Collegato Ambientale” (L. n. 221/2015)

 

Gli interventi in sintesi:

Introduzione
Maurizio Pernice (Direttore generale CLE)

L’avv. Pernice  ha aperto i lavori, richiamando il significativo peso degli acquisti effettuati dalle pubbliche amministrazioni nel Prodotto Interno Lordo e dunque l’importanza che gli acquisti effettuati rispettino i principi di innovazione tecnologica a ridotto impatto ambientale e prevedano un uso efficiente delle risorse. Ha delineato gli obiettivi dell’incontro: la valutazione delle azioni fatte, in corso e da effettuare per diffondere e promuovere il GPP alla luce dell’obbligatorietà dell’inserimento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) nei bandi di gara degli appalti pubblici prevista dal Collegato Ambientale (L. 221/2015).


Il “Collegato” e l’impegno del MATTM
On. Silvia Velo (Sottosegretario MATTM)

L’on. Velo ha evidenziato l’importanza di questa occasione di riflessione e approfondimento in un momento strategico di incrocio significativo tra normativa nazionale e iniziativa legislativa europea; ha sottolineato, come, attualmente l’Unione europea, in tema di economia circolare, abbia emanato solo una comunicazione, mentre il Ministero dell’ambiente, nelle more dell’approvazione del collegato ambientale, ha emanato i Criteri Ambientali Minimi, anticipando di fatto la norma che li ha reso obbligatori. L’Europa ha deciso di abbandonare la vecchia direttiva sull’economia circolare, con l’impegno a redigere un provvedimento cogente più completo che, però, presenta lo svantaggio di rinviare a tempi più lunghi una normativa efficace sul tema dei rifiuti, mentre il governo italiano, affiancato dal Ministero, ha invece intenzione di dedicare da subito grandi energie e risorse all’argomento, in particolare al tema del riuso delle materie. L’Italia è un Paese leader nel riuso dei materiali (legno, vetro, stracci, carta, etc. …), con tradizioni anche di origine rurale. Prioritario, pertanto, per il governo è spingere e sostenere la pubblicazione di un atto legislativo europeo in materia di economia circolare visto che costituisce punto cruciale, per il sistema imprenditoriale attuale, promuovere un sistema di sostegno e di incentivi fiscali, da inserire anche nel “Green Act”, che facilitino l’evoluzione di politiche ambientali da parte dei produttori nazionali e promulgare tutti i provvedimenti attuativi in tema di riuso dei materiali  per l’edilizia nelle opere pubbliche e private.

 


Il Piano d’azione GPP e il “Collegato”
Riccardo Rifici (MATTM)

Il dott. Rifici, promotore del Convegno, ha illustrato gli articoli contenuti nel collegato ambientale che interessano il GPP e le azioni future richieste dalla Legge (in particolare il regolamento per il  marchio nazionale “Made Green In Italy” e la redazione del Piano d’azione nazionale Consumo e Produzione Sostenibili). Ha elencato i CAM in vigore per i 17 diversi gruppi di prodotti /servizi, i CAM in revisione e quelli in lavorazione ed ha terminato l’ intervento con una riflessione critica sugli aspetti positivi prodotti dal lavoro effettuato e sugli aspetti da migliorare dai quali definire gli impegni futuri.


Il recepimento della direttiva appalti
Valentina Guidi (Presidenza del Consiglio)

La dott.ssa Guidi ha presentato i punti principali del nuovo D.lgs. sul codice degli appalti pubblici, da pubblicare entro il 18 aprile p.v., di recepimento e attuazione delle direttive europee in tema di lavori pubblici (2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE) in cui saranno presenti criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Tra le novità principali ha segnalato l’abbandono del criterio del massimo ribasso, che resterà solo per le gare di importo più basso, in favore di quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa, che in alcuni ambiti sarà obbligatoria in quanto permette di valutare anche la qualità dell'offerta e le garanzie fornite in termini sociali e ambientali. Ha evidenziato il previsto ampliamento degli oneri dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, alla cui ANAC è affidato un ruolo centrale nella riforma, con funzioni di controllo, monitoraggio e capacità sanzionatorie, nonché adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi e contratti tipo, nei quali inserire i criteri minimi ambientali.


Il lavoro della Comm. Parlamentare sul Collegato
On. Alessandro Bratti (Presidente Commissione Bicamerale sul ciclo dei rifiuti)

L’ On. Bratti  ha riportato un breve excursus sull’evoluzione normativa del Collegato Ambientale, nato su iniziativa  governativa nella precedente legislatura. Nel tempo e nel passaggio tra la Camera e il Senato, i contenuti sono stati arricchiti e integrati, definendo un provvedimento che collega vari aspetti, tra loro complementari e sinergici a favore della sostenibilità ambientale. Ha sottolineato come le azioni da intraprendere in ambito GPP siano, oltre l’impegno nella formazione di tutti gli operatori economici interessati (P.A. e imprese) anche la promozione dell’interazione positiva tra pubblico e privato per favorire e incentivare la ricerca e l’innovazione tecnologica,  anche attraverso l’introduzione di novità relative alla fiscalità.


Responsabilità sociale di impresa e appalti pubblici
Maria Benedetta Francesconi (MISE)

La dott.ssa Francesconi ha trattato il tema della responsabilità sociale di impresa evidenziando come la crescita sia veramente sostenibile solo quando gli aspetti ambientali si affianchino a quelli sociali. Ha sottolineato l’importanza di inserire i criteri sociali negli appalti pubblici, in quanto svolgono un effetto leva sul comportamento delle imprese. Ha proposto di inserire i criteri sociali nelle clausole orizzontali dei bandi di gara pubblici e prevedere meccanismi di gestione del rischio relativo alla tracciabilità dei fornitori nelle specifiche tecniche, prendendo ad esempio il sistema due diligence. Ha auspicato un’unica etichettatura che comprenda tutte le dimensioni dell’agire dell’impresa e consenta di calcolare i costi sociali del ciclo di vita dei beni prodotti oltre quelli ambientali.  Infine, ha segnalato l’importante strumento del rating di legalità volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale da utilizzare durante le gare d’appalto.


Le imprese della Green Economy  e il GPP
Edo Ronchi (Susdef)

Il dott. Ronchi ha sottolineato come l’obbligatorietà dei CAM negli appalti pubblici costituisca una novità significativa, poiché la loro scarsa diffusione stenta al momento a dare un segnale positivo alle imprese green, e ad orientare il mercato  verso la  green economy. Ha evidenziato la necessità di indirizzi chiari e di lungo termine che riescano a giustificare sforzi e investimenti delle imprese verso le politiche di sostenibilità ambientale. In particolare, la produzione green deve rispettare i due orientamenti strategici europei: la lotta al cambiamento climatico, con la recessione e il calo dell’emissioni di gas serra, e l’applicazione di buone prassi per promuovere l’economia circolare. Per permetterlo,  però, occorre dare risalto al valore e al costo ambientale di beni e servizi, enfasi al loro riconoscimento anche attraverso il meccanismo dei prezzi, soprattutto ora che il mercato, con il crollo del prezzo del petrolio, non  favorisce le politiche di sostenibilità delle imprese. I prezzi, pertanto, devono riconoscere il valore aggiunto del bene che rispetta l’ambiente o il costo evitato del danno ambientale. Inoltre ha evidenziato la necessità di incentivare la fiscalità ecologica quale strumento cardine per raggiungere tali obiettivi. In merito al marchio “Made Green in Italy”, ha ritenuto corretto che più che essere frutto di un raccordo tra le certificazioni esistenti, si sviluppi tramite un progetto di ricerca sull’analisi del ciclo di vita di prodotto valutando l’intera filiera di produzione di un bene e le possibili interazioni con altri marchi. Ha auspicato una riflessione complessiva che non parta da un regolamento asettico,  ma da sperimentazioni sulle diverse filiere.


Un esempio di buona pratica da diffondere
Gianluca Cocco (Regione Sardegna)

L’ing. Cocco della Regione Sardegna, una delle più virtuose in tema di acquisti sostenibili, ha annoverato le principali azioni svolte ed esperienze vissute in tale ambito dal 2007. La Regione Sardegna ha instaurato un confronto con le realtà locali ed ha sviluppato sul territorio iniziative di comunicazione e affiancamento degli enti pubblici e delle stazioni appaltanti per l’applicazione degli acquisti verdi. Si è dotata di un Piano d’azione regionale per gli acquisti verdi, definito Piano per gli Acquisti Pubblici Ecologici della Regione Sardegna (PAPERS), che individua gli  obiettivi principali in materia di GPP.  E’ stato istituito il marchio “La Sardegna Compra Verde”  che rappresenta lo strumento con cui monitorare e valorizzare gli enti virtuosi, oltre a essere un riconoscimento per gli enti pubblici sardi che abbiano intrapreso una politica di GPP e/o effettuato acquisti di beni e servizi verdi, guidati dall’obiettivo di integrare i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto. Inoltre è stata costituita una rete di Ecosportelli GPP presso ciascuna delle 8 Amministrazioni provinciali, che ha l’obiettivo di fornire un supporto tecnico in materia di GPP e acquisti sostenibili all’Ente Provincia, ai Comuni e agli altri Enti Pubblici nonché fornire informazione specialistica alle imprese del territorio. Infine ha evidenziato che la Regione ha erogato premi alle buone prassi e finanziamenti a pratiche di sostenibilità e di efficienza energetica. Fondamentale è stata, chiaramente, la fase di monitoraggio per la gestione ottimale delle diverse iniziative tramite il quale si controllano e si verificano le misure attuate nel territorio.


Conclusioni
Barbara Degani (Sottosegretario MATTM)

L’On. Degani ha concluso i lavori, evidenziando l’importanza del GPP da considerare non solo come valore aggiunto ma come standard da utilizzare in tutte le gare d’appalto. Ha sottolineato come sia ancora  scarsa la consapevolezza delle associazioni di categoria, che non sembrano rendersi conto dell’ importanza e della forza di innovazione del GPP. Tale criticità porterà le imprese che non si adeguano ai nuovi modelli di produzione sostenibili ad essere automaticamente escluse dal mercato.

video

 


Il Green Public Procurement: uno strumento strategico per il rilancio di un’economia sostenibile

GPP?

Sai che cosa è?

Il GPP (Green Public Procurement) è lo strumento attraverso il quale la Pubblica Amministrazione diventa protagonista di una strategia di sviluppo sostenibile. È l’occasione per operare una razionalizzazione dei consumi ed una loro migliore contabilizzazione. Attraverso una politica di GPP, le PA possono influenzare il mercato, le imprese migliorando la qualità dei prodotti/servizi. Il GPP stimola i produttori alla ricerca di soluzioni innovative per il mercato.

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Conferenza su economia sostenibile - Roma, 25 novembre 2014
Nell’ambito della Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea, il Dipartimento delle Politiche Europee, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, ha organizzato una conferenza sull’ “Uso strategico degli appalti pubblici per un’economia sostenibile” che si terrà presso la sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sala Polifunzionale, il 25 novembre 2014.

Programma della conferenza (pdf, 267 KB)
Atti della Conferenza su "Uso strategico degli appalti pubblici per un’economia sostenibile"

 

 

2014 - PRESIDENZA ITALIANA DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA - Torino - Lingotto Fiere

Dal 23 al 27 ottobre 2014 a Torino, all'interno dei padiglioni di Lingotto Fiere, si terrà il “SALONE INTERNAZIONALE DEL GUSTO e TERRA MADRE”, un modello di mercato, un luogo d’incontro e di aggregazione dove si praticano l'economia e lo scambio, integrati dalla cultura gastronomica e dalla consapevolezza etica e sociale. http://www.salonedelgusto.it/edizione-2014/

Il giorno 24 ottobre ’14 si terrà il Seminario sul tema : “Iniziative per la sostenibilità delle filiere agroindustriali” interverrà il Ministro dell’ambiente, on.le Gian Luca Galletti.

L’obiettivo cardine del seminario è quello di cercare di affrontare le principali problematiche connesse alla sostenibilità delle filiere agroindustriali, presentando al contempo esempi e proposte di strumenti e progetti per una agricoltura sostenibile in grado, anche, di valorizzare ambientalmente le filiere produttive del nostro Paese e le tradizioni culturali e gastronomiche che nel passato hanno fatto della “dieta mediterranea” un primo modello di sostenibilità ambientale e sanitaria. 

Agenda dell’evento
Atti del Seminario sul tema "Iniziative per la sostenibilità delle filiere agroindustriali"

 

  • L’Unione europea ha pubblicato le  nuove direttive:

Direttiva 2014/24/UE sugli appalti del 26 febbraio che abroga la direttiva 2004/18/CE;
Direttiva 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione del 26 febbraio 2014 ;
Direttiva 2014/25/UE sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE.

 

 

Bologna 19 Giugno 2014
Hera Luce organizza con il patrocinio del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Emilia Romagna, Unione Astrofili Italiani (UAI), il convegno “Illuminiamo il futuro della Tua città” (pdf, 272 KB), che si svolgerà a Bologna nella mattinata del 19 Giugno 2014 presso Spazio HERA - Viale Berti Pichat, angolo Ponte Stalingrado. L’evento è Accreditato dall’Ordine degli Ingegneri di Bologna (gli Ingegneri avranno diritto al riconoscimento di 3 CFP).

 

Commissione Ambiente 2 aprile 2014
Estratto dell’"AUDIZIONE SU LINEE PROGRAMMATICHE"
GIAN LUCA GALLETTI
Ministro dell’Ambiente

Il giorno 6 febbraio 2014 a Bruxelles, la Commissione Europea insieme al DG Joint Research Centre / Institute for Environment and Sustainability ha lanciato il "Life Cycle Data Network" (si allega copia dell’invito). Il Ministero dell’Ambiente ha presentato lo stato di avanzamento dei lavori per la realizzazione del nodo italiano del “Life Cycle Data Network” della Commissione europea, realizzato con la collaborazione dell’ENEA. L’Italia è stata l’unico Stato membro invitato a presentare la propria esperienza. Il dimostrativo di banca dati nazionale contiene alcuni set di dati relativi a prodotti agro alimentari di importanti aziende italiane: Tale scelta deriva dalla priorità, emersa anche nella recente presentazione dal progetto del MATTM sulla prevenzione dello spreco alimentare (PIMPAS), che il settore agroalimentare ha nelle politiche comunitarie e nazionali, ed in vista dell’EXPO2015 che pone la questione cibo come tema complessivo. A tal riguardo, il Direttore Šucha ha ripreso il tema dell’EXPO, citando l’incontro recentemente avuto con il Presidente Letta, ed ha invitato a prendere iniziative congiunte Italia - Commissione Europea, rendendo il tema dei dati di LCA per il cibo il filo conduttore delle iniziative europee e italiane.

  • Zucchero da barbabietola (Eridania SADAM),
  • Pasta, Pesto, Biscotti e pane (Barilla),
  • Tomato cherry e altri prodotti(Coop Italia),
  • Acqua minerale in bottiglia (San Benedetto),
  • Latte vaccino crudo, Latte di bufala crudo, carne di maiale (ENEA and CRA).

E’ stata svolta un indagine nazionale sull’applicazione dei criteri ambientali minimi per la ristorazione collettiva e derrate alimentari. Il rapporto "Indagine ristorazione collettiva 2012 (pdf, 969 KB)" è stato curato da Ecosistemi.