Beirut, 13 dicembre 2016 - Si è tenuto oggi, presso la Sede del Centro Libanese per la Conservazione dell’Energia, il secondo incontro del Comitato Congiunto per la prosecuzione delle attività relative all’Accordo tecnico firmato a Roma il 7 Luglio 2016 dal Ministero dell’Ambiente italiano e dal Centro Libanese per la Conservazione dell’Energia (LCEC).

Il Comitato ha approvato la prima fase del progetto “Heat Pump” che punta a promuovere l’utilizzo delle pompe di calore per il riscaldamento e il raffreddamento dell’aria e per la produzione di acqua calda nel settore domestico e nel terziario.

L’introduzione di questa tecnologia, anche grazie al trasferimento di tecnologia e know-how italiano, contribuirà agli obiettivi di mitigazione fissati dal Libano nei propri Contributi Volontari Nazionali (NDC) e sarà in linea con i parametri previsti dal Protocollo di Montreal per la graduale riduzione dei gas refrigeranti che hanno un forte effetto serra.

Il Ministero dell’Ambiente italiano contribuirà al progetto con circa 2,5 milioni di euro, mentre il LCEC co-finanzierà l’iniziativa con circa 574.000 euro.

Attraverso il progetto, che avrà una durata di 18 mesi, il Libano intende ottenere una posizione emergente nel mercato dell’efficienza energetica medio-orientale sostenendo i produttori di pompe di calore e di sistemi di condizionamento dell’aria, promuovendo le capacità di assemblaggio delle componenti italiane e rafforzando i centri di ricerca che lavorano sulle tecnologie eco-compatibili per il riscaldamento e il raffrescamento dell’aria.