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Strumenti di gestione

Una concreta e razionale gestione del patrimonio naturale, culturale ed economico compreso nel sistema delle aree protette, può essere realizzata adottando gli organi e gli strumenti di gestione introdotti dalla Legge Quadro n.394 del 6 dicembre 1991. 

In particolare, per l'elaborazione di specifiche politiche di sviluppo delle aree parco che, attraverso il coinvolgimento delle popolazioni interessate, possano conciliare gli obiettivi di conservazione della natura con quelli di sviluppo socio-economico, la legge quadro introduce negli art. 11, 12 e 14 (Regolamento del Parco - Piano per il parco - Iniziative per la promozione economica e sociale) gli strumenti di gestione adottati dall'Ente parco e dalla Comunità del parco. 

Regolamento del parco
Disciplina l'esercizio delle attività consentite entro il territorio del parco rispettando le caratteristiche proprie del parco stesso, disciplina in particolare:

  • la tipologia e le modalità di costruzione di opere e manufatti;
  • lo svolgimento e la circolazione del pubblico con qualsiasi mezzo di trasporto;
  • lo svolgimento delle attività di ricerca scientifica e biosanitaria;
  • i limiti alle emissioni sonore, luminose;
  • lo svolgimento delle atività da affidare a interventi di occupazione giovanile, di volontariato, con particolare riferimento alle comunità terapeutiche, e al servizio civile alternativo;
  • l'accessibilità nel territorio del parco attraverso percorsi e strutture idonee per disabili, portatori di handicap e anziani.

Piano per il parco.
L'Ente parco persegue la tutela dei valori naturali ed ambientali attraverso il piano per il parco che disciplina quanto segue:

  • l'organizzazione generale del territorio;
  • vincoli, destinazioni di uso pubblico o privato e norme di attuazione relative con riferimento alle varie aree o parti del piano;
  • sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo ai percorsi, accessi e strutture riservati ai disabili, ai portatori di handicap e agli anziani;
  • sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e la funzione sociale del parco, musei, centri di visite, uffici informativi, aree di campeggio, attività agroturistiche;
  • indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull'ambiente naturale in genere.

Il piano è predisposto dall'Ente parco entro sei mesi dalla sua istituzione ed è adottato dalla regione entro i successivi quattro mesi, sentiti gli enti locali.

Stato di attuazione dei procedimenti relativi all'approvazione dei Piani dei Parchi nazionali (doc, 75 KB)

Iniziative per la promozione economica e sociale
La Comunità del parco per promuovere le iniziative atte a favorire lo sviluppo economico e sociale delle collettività residenti all'interno del parco, elabora, entro un anno dalla sua costituzione, un piano pluriennale economico e sociale. Il piano prevede:

  • a. la concessione di sovvenzioni;
  • b. la predisposizione di attrezzature, impianti di depurazione e per il risparmio energetico, servizi ed impianti di carattere turistico-naturalistico;
  • c. l'agevolazione o la promozione, anche in forma cooperativa, di attività tradizionali artigianali, agro-silvo-pastorali, culturali, servizi sociali e biblioteche, restauro;
  • d. iniziative volte a favorire lo sviluppo del turismo e delle attività locali, nel rispetto delle esigenze di conservazione del parco;
  • f. attività ed interventi diretti a favorire l'occupazione giovanile ed il volontariato, nonchè l'accessibilità e la fruizione, in partcolare per i portatori di handicap;
  • g. l'organizzazione, d'intesa con la regione o le regioni interessate, di speciali corsi di formazione al termine dei quali viene rilasciato il titolo ufficiale ed esclusivo di guida del parco.

Il piano ha durata quadriennale.

Piano anti incendi boschivi (AIB) del parco
Un ulteriore strumento di gestione del Parco nazionale, previsto dalla Legge quadro sugli incendi boschivi L. 353/2000, dove gli aspetti conoscitivi evidenziati negli altri strumenti vengono integrati con altre conoscenze di base, seguite da informazioni specialistiche della tematica (tutte con relativa cartografia). Le informazioni complessive e la relativa elaborazione su GIS risultano determinanti nella pianificazione e gestione del territorio protetto a tutela dagli incendi boschivi: Attività antincendi boschivi - Ministero dell'Ambiente.

Il piano prevede:

  • Elementi normativi, informazioni su accordi AIB, referenti, ecc.
  • Pianificazione esistente (silvo-agro-pastorale) e descrizione del territorio (geo-morfo-pedologica, vegetazionale/uso suolo, ecc.) comprese le zone di interfaccia urbano-foresta;
  • Analisi degli incendi pregressi, fattori predisponenti e cause determinanti, classificazione e mappatura delle aree a rischio incendi, della gravità e della pericolosità;
  • Obiettivi, priorità, identificazione degli interventi di prevenzione AIB da attuare e loro zonizzazione;
  • Procedure seguite e raccordo fra le varie istituzioni in caso di incendio;
  • Monitoraggio e aggiornamenti annuali.

Stato di attuazione dei piani AIB nei Parchi Nazionali (pdf, 73 KB)