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Acqua: Galletti, il 3 marzo approviamo piani di gestione

Il messaggio del ministro al convegno Anbi di Firenze

Cari amici dell’Anbi e partecipanti tutti intervenuti,
mi spiace non poter essere presente, a causa di impegni istituzionali improrogabili, a questa importante giornata. Da qualsiasi punto di vista la si veda, la gestione virtuosa della risorsa idrica rappresenta oggi un elemento necessario e qualificante per un Paese che voglia non solo puntare sulla tutela ambientale e la valorizzazione della biodiversità, ma che scelga di avviare il suo modello di sviluppo economico verso l’unica strada vincente per il futuro, quella della sostenibilità. L’acqua è allora un motore decisivo per lo sviluppo dell’economia verde, nel solco del lavoro di Expo e dell’accordo trovato alla Cop21 di Parigi sui cambiamenti climatici, che ci consegna anche la grande responsabilità morale di costruire un nuovo modello economico che non disperda acqua, ma che valorizzi questa straordinaria fonte di vita.

Quando si parla di acqua in Italia, purtroppo, il pensiero corre quasi sempre alle grandi emergenze che attanagliano il Paese: ai nubifragi e al loro contrario, cioè i fiumi e i laghi in secca, ma anche all’acqua negata a troppi cittadini italiani a causa di infrastrutture storicamente inadeguate e inefficienti. Il ministero dell’Ambiente è impegnato su molti fronti con determinazione massima, consapevole che le battaglie di oggi per una gestione corretta delle nostre acque sono rese ancora più complesse da condizioni climatiche in continuo mutamento, che sempre più espongono il nostro Paese a condizioni impreviste, a nuovi rischi e danni per le città, il territorio e la biodiversità, l’agricoltura e la produzione che punta sull’impiego dell’acqua. C’è allora quanto mai bisogno di ragionare – come sta facendo il governo – in termini di programmazione, di investire e semplificare, di mettere a sistema esperienze comuni come abbiamo scelto di operare nel campo della messa in sicurezza idrogeologica del Paese e sul tema della siccità.

Proprio su quest’ultimo aspetto ritengo che la creazione, su impulso del ministero dell’Ambiente e del Dipartimento della Protezione Civile di “Osservatori permanenti per la gestione delle risorse idriche” all’interno di ciascuno dei distretti idrografici in cui è ripartito il territorio nazionale, con l’obiettivo di fornire indirizzi sulla regolamentazione dei prelievi e degli utilizzi, possa rivelarsi una novità certamente importante su un tema che ha bisogno, vista la crescente necessità di adattamento a nuove condizioni atmosferiche, di nuovi e più efficaci strumenti di conoscenza e di gestione integrata che presuppongono una forte alleanza istituzionale tra tutti i soggetti competenti, come è appunto proprio l’Anbi. La centralità di questa scelta trova un riscontro immediato nei Piani di gestione delle acque ai sensi della Direttiva 2000/60/CE che andremo ad approvare definitivamente il prossimo 3 marzo nei Comitati Istituzionali delle Autorità di bacino e costituirà uno dei tasselli più significativi su cui si svilupperà la costruzione della futura governance distrettuale alla luce di quanto previsto nel Collegato Ambientale. Sul tema della depurazione poi, ci stiamo muovendo su tutto il territorio per una profonda ristrutturazione della governance, chiedendo alle Regioni tempi certi e responsabilità chiare per cancellare quei ritardi del passato che non erano ieri e non sono ancor più accettabili oggi sotto il profilo sociale, economico e anche culturale. Il dato di fatto è  che a distanza di ben 20 anni dalla legge Galli che istituiva il servizio idrico integrato, persistono ancora criticità in termini di gestione e di infrastrutturazione che espongono i cittadini a gravi disagi e l’Italia al rischio di pesanti multe da parte dell’Europa.

L’alternativa a tutto questo l’hanno fornita le norme presenti nello Sblocca Italia che stiamo utilizzando: l’attivazione cioè della procedura di potere sostitutivo del Governo, anche con la nomina di Commissari, per gli interventi necessari all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione oggetto di procedura di infrazione o di provvedimento di condanna della Corte di Giustizia dell'Unione europea per il trattamento delle acque reflue urbane. Dunque, per concludere, su questo e molti altri temi legati alla tutela e la valorizzazione del Bene Acqua non solo non intendiamo fermarci, ma rilanciamo la sfida. Certi che non siamo soli a condurla e che tante energie nazionali, a partire dal nostro tessuto imprenditoriale, abbiano già compreso per tempo le potenzialità sconfinate della green economy. In questo senso molteplici sono le tematiche che vedono il ministero dell’Ambiente impegnato in prima linea nella definizione delle strategie che, anche attraverso la decretazione attuativa ai sensi del Collegato, daranno senso compiuto ad una nuova politica di gestione integrata della risorsa che il mio ministero sta portando avanti e che la relazione tecnica della Dr.ssa Gaia Checcucci, Direttore generale della Direzione per la salvaguardia del territorio e del mare, potrà oggi evidenziare.

Sono sicuro allora che dal confronto di oggi arriverà un autorevole contributo, che sarò lieto di esaminare.

Buon lavoro!
Gian Luca Galletti - Ministro dell’Ambiente

 

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