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Ambiente: Galletti - Pascali (Noe), da depuratori a shopper, lotta serrata all'illegalità

I risultati della campagna estiva dei Carabinieri Tutela Ambiente rivolta a tutela acque: sequestri per oltre 27 milioni di euro, 202 persone segnalate. Trovate 89 tonnellate di sacchetti di plastica illegali

Roma, 6 ott - E’ arrivata negli stabilimenti balneari e nei villaggi turistici, ma anche negli impianti di depurazione, di trattamento delle acque reflue e nei cantieri navali, oltre che presso i produttori di sacchetti di plastica la campagna estiva condotta dai Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente, in esecuzione alle direttive del ministro Gian Luca Galletti e in coordinamento con le direzioni generali. I risultati sono stati rilevanti: 713 controlli in tutta Italia, 202 persone segnalate, 80 sanzioni penali e 59 amministrative, 42 sequestri per un valore oltre 27 milioni di euro.

I dati sono stati presentati oggi a Roma, nella sede del ministero dell’Ambiente, dal ministro Gian Luca Galletti e dal Comandante dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, Generale di Brigata Sergio Pascali.

“Trattasi – spiega il Generale Pascali - di un’attività straordinaria svolta nel periodo estivo d’intesa con il Ministero dell’Ambiente che si affianca ai peculiari compiti a largo spettro che impegnano quotidianamente i Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente nel contrasto al traffico e allo smaltimento illecito di rifiuti a livello nazionale ed internazionale e nella tutela delle matrici ambientali da qualsiasi forma di inquinamento, e che ha portato a risultati di tutto rilievo”.

“I risultati della campagna – afferma il ministro Galletti – ci ricordano che la tutela dell’ambiente, in questo caso delle acque e di un settore portante della Green Economy come la chimica verde,  ha bisogno di un lavoro di prevenzione e di controllo capillare. Oggi gli ostacoli che abbiamo di fronte sono soprattutto culturali e non conoscono differenze regionali: per questo continueremo ad essere intransigenti contro chi non rispetta le norme in campo ambientale. E la novità degli ecoreati, abbinata alla quotidiana attività dei magistrati e delle forze dell’ordine, ci consentirà una lotta sempre più serrata all’illegalità anti-ambientale. Voglio ringraziare i vertici, le donne e gli uomini dei Noe impegnati con grande serietà in questa campagna, come ogni giorno, nel controllo del territorio”.

La campagna sui sacchetti “shoppers” biodegradabili, già avviata nei mesi precedenti, ha visto effettuate 150 ispezioni presso i produttori e rivenditori all’ingrosso del settore allo scopo di verificare il rispetto della normativa italiana che, dall’agosto 2014, vieta e sanziona la commercializzazione di sacchetti non ecocompatibili. I Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente hanno rilevato non conformità in 33 società operanti nel settore, presenti soprattutto nelle aree industriali del nord Italia, sequestrando oltre 89 tonnellate (82 solo nel settentrione) di shoppers da asporto monouso difformi rispetto alla norma UNI EN 13432 o contraffatte con segni falsi e mendaci. Il valore complessivo dei sequestri è di 524 mila euro, mentre sono state comminate 38 sanzioni amministrative per 183 mila euro.

La campagna per la tutela delle acque si è invece rivolta alla verifica del corretto funzionamento dei depuratori comunali e degli impianti di trattamento acque reflue industriali, degli stabilimenti balneari, dei villaggi turistici e dei cantieri navali. In questo caso, a fronte di 563 controlli, si sono verificati 105 casi di non conformità, con 188 persone segnalate in ambito penale con 77 sanzioni. Sono stati 26 i sequestri per oltre 26 milioni e 600 mila euro. Le 21 sanzioni amministrative elevate a 14 soggetti sono state invece di un valore complessivo di oltre 174 mila euro.

Per quanto riguarda la gestione dei depuratori comunali, la maggior parte delle irregolarità sono state riscontrate nelle regioni del sud e centro Italia: in particolare nei Comuni di Marcellina (RM), Viareggio (LU), Pietrasanta (LU), Seravezza (LU), Massa, Carrara, Prato, Città della Pieve (PG), Cagliari, Muravera (CA), Osilo (SS), Martina Franca (TA), Alberona (FG), San Giovanni Rotondo (FG), Crotone (KR), Botricello (CZ). Le violazioni rilevate riguardano l’attivazione di scarichi di acque reflue urbane in assenza della prescritta autorizzazione, il superamento dei valori limite di emissione previsti per legge, l’inadempimento dei contratti di pubbliche forniture da parte delle società di gestione per l’inosservanza degli standard minimi di qualità del refluo depurato ed, in alcuni limitati casi, il reato più grave di avvelenamento delle acque.

Risultati di particolare rilievo sono stati conseguiti dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno i quali, in esecuzione dei decreti emessi dal GIP del locale Tribunale che concordano con le risultanze investigative ottenute dal reparto, hanno proceduto al sequestro dell’impianto di depurazione e della stazione di sollevamento dei reflui urbani del Comune di Amalfi, nonché di due impianti di trattamento reflui urbani del Comune di Praiano (SA, località Vettica Maggiore e via Roma). Nell’ambito delle attività di sequestro, il NOE di Salerno ha deferito in stato di libertà i Sindaci, i dirigenti ed i funzionari di quei Comuni responsabili della gestione degli impianti nonché i legali rappresentanti e responsabili tecnici della società gestore dei depuratori. A loro carico sono infatti emerse responsabilità per aver sversato i reflui fognari oltre i parametri chimici consentiti, così da generare cattivi odori e provocare un danno paesaggistico con alterazione dello stato dei luoghi e delle bellezze naturali marine e fluviali. La società di gestione, inoltre, si è resa responsabile della commissione di frode nell’esecuzione dell’appalto di gestione dei depuratori comunali in relazione al mancato trattamento dei reflui, mentre i Sindaci dei Comuni interessati della violazione dell’obbligo normativo di cui all’art.124 del Codice dell’Ambiente: hanno cioé omesso di richiedere ed ottenere l’autorizzazione allo scarico degli impianti di depurazione comunale, adempimento peraltro più volte sollecitato dagli enti preposti al controllo.

L’attività del NOE è stata estesa anche agli impianti di depurazione di altri Comuni della Costiera Amalfitana quali Maiori (SA), Ravello (SA), Cetara (SA), Atrani (SA), Positano (SA) in cui venivano rilevate le stesse inadempienze.

Sempre a tutela delle acque, su tutto il territorio nazionale, sono state effettuate ispezioni presso vari insediamenti produttivi, quali autodemolitori, officine meccaniche, aziende agricole, caseifici, società di gestione rifiuti, imprese edili. I reati contestati vanno dallo scarico di acque reflue industriali prodotte dall’esercizio della propria attività in assenza della prescritta autorizzazione al deposito incontrollato di rifiuti.

Durante la stagione estiva sono stati incrementati i controlli presso gli stabilimenti balneari e i villaggi turistici che hanno consentito l’individuazione di numerosi interventi edilizi su zone sottoposte a vincoli paesaggistici con alterazione e deturpamento delle bellezze naturali sottoposte a speciale protezione. Altre irregolarità emerse hanno riguardato la gestione illecita e il deposito incontrollato di rifiuti, il superamento del valore limite sonoro, la compilazione incompleta dei formulari di identificazione dei rifiuti, lo scarico di acque reflue domestiche in assenza di autorizzazione. Ulteriore settore di intervento ha riguardato i cantieri navali, presenti sia in aree marittime che lacustri.

Complessivamente sono state evidenziate violazioni in 12 di essi, ubicati in Campania, Lazio, Toscana, Sardegna, Marche e Trentino Alto Adige. Le contestazioni vanno dalle emissioni in atmosfera e scarichi di acque reflue in assenza di autorizzazione alla tenuta incompleta del registro di carico e scarico dei rifiuti.

Sempre su direttiva del Ministro, i Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, in particolare i NOE di Palermo e Catania, sono attualmente impegnati in una continuativa azione di monitoraggio nell’ambito dell’emergenza rifiuti in Sicilia, focalizzando le propria attività sulle discariche di Palermo – località Bellolampo, di Siculiana (AG), di Motta Sant’Anastasia (CT) e Lentini (SR). L’attenzione dei reparti è soprattutto incentrata su una costante attività di vigilanza che consenta l’elaborazione di un quadro della situazione sempre aggiornato, anche alla luce delle recenti prescrizioni dettate dal Ministero dell’ambiente in base alle quali il Ministro ha concesso l’intesa su una Ordinanza del Presidente della Regione siciliana.

  • Le attività si sono svolte presso i siti oggetto delle disposizioni straordinarie per verificare il corretto funzionamento degli impianti e in particolare ponendo l’attenzione sugli impianti, fissi e mobili, installati per garantire il pretrattamento dei rifiuti indifferenziati prima del conferimento in discarica.
  • Le attività svolte hanno riguardato:
  • la discarica di Palermo, in località Bellolampo, nella quale dal mese di luglio è stato attivato un impianto mobile per la biostabilizzazione dei rifiuti indifferenziati che lavora in parallelo con l’impianto TMB (impianto di trattamento meccanico biologico) realizzato presso la discarica;
  • la discarica di Siculiana (AG) nella quale non risultava installato alcun impianto di biostabilizzazione dal mese di agosto, nelle more che si concludano le procedure amministrative per il rilascio dell’autorizzazione all’installazione ed esercizio di un TMB, sono stati avviati i lavori per l’installazione di un impianto mobile;
  • la discarica di rifiuti solidi urbani di Motta Sant’Anastasia (CT), nella quale vengono ricevuti i rifiuti urbani non differenziati pretrattati e quelli prodotti dalla pulizia stradale sebbene la capacità dell’area sia molto limitata;
  • la discarica di Lentini (SR) in cui rifiuti i vengono ricevuti dai vari Comuni in quantitativi sempre minori, in ottemperanza alle ordinanze emesse dalla Regione Siciliana che limitano i conferimenti attesa la capacità residua che l’area garantisce.

Alcune immagini delle operazioni