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Arsenico in pozzi, Costa: “Bene indagini approfondite per scoprire misfatti ambientali”

Necessario accertare responsabilità, a tutti i livelli”

Roma, 13 febbraio 2019 –  “I miei complimenti vivissimi ai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Caserta e del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Caserta e alla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere per l’importante operazione che ha portato al sequestro di dodici pozzi utilizzati per uso domestico e irrigazione su cui è stata riscontrata una severa contaminazione da metalli pesanti come l'arsenico”.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa commenta così il sequestro di dodici pozzi contaminati tra i comuni di Caserta e San Nicola la Strada.

L’arsenico è una sostanza nota per la sua elevata tossicità: in un pozzo i valori hanno superato di 850 volte quelli di tollerabilità previsti.

“Come è emerso dalle indagini – prosegue il ministro -, la disastrosa situazione riscontrata nel casertano, sebbene non consenta di attribuire precise responsabilità in capo a singoli soggetti, evidenzia come fosse nota dal 2010 ai livelli locali di governo del territorio. Quel territorio è stato poi trasformato in area urbana”.

“L’operazione  - conclude Costa -, coordinata magistralmente dalla Procura e condotta con sapienza in fase investigativa e operativa dai diversi comparti dell’Arma specializzati in materia ambientale, conferma come l’attenzione per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica sia e debba essere una priorità reale. Si conferma l’importanza di indagini approfondite per scoprire crimini ambientali come questo, purtroppo frequenti nel nostro Paese, che hanno bisogno della collaborazione e dell’azione sinergica di più soggetti, delle forze dell’ordine ma non solo, per approfondire tutti i profili di responsabilità”.