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Clima: Costa alla Cop25, da rapporto Cdp emerge consapevolezza e necessità di agire

“Sempre più aziende e amministrazioni locali stanno mettendo in campo soluzioni innovative”

Roma, 11 dicembre 2019 – E’ stato presentato oggi pomeriggio alla Cop25 di Madrid, nel padiglione italiano, alla presenza del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il rapporto Cdp (Carbon disclosure project) su “Climate insights among Italian businesses and local governments”, ovvero su come le maggiori aziende, città e regioni italiane stanno affrontando il cambiamento climatico.

Cdp è un’organizzazione no-profit internazionale che fornisce a imprese, autorità locali, governi e investitori un sistema globale di misurazione e rendicontazione ambientale. Il ministero italiano dell’Ambiente ha siglato un “Memorandum of understanding” con Cdp nel 2013 per favorire un reciproco supporto e scambio di informazioni sulla gestione delle emissioni da parte di aziende e municipalità, secondo quanto previsto dalla “Global climate action agenda”, per il raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi.

“Dai dati pubblicati – ha osservato il ministro Costa - emerge la consapevolezza e la necessità di agire per contrastare il cambiamento climatico. Un numero sempre maggiore di aziende, governi e amministrazioni locali e regionali sta infatti mettendo in campo soluzioni innovative e coraggiose per affrontare le sfide globali, che coinvolgono il clima, le risorse idriche e la deforestazione. La nostra collaborazione con Cdp rappresenta un esempio di leadership italiana in Europa e conferma il nostro impegno a guidare le aziende del nostro Paese e le amministrazioni locali verso una maggiore consapevolezza dell’impatto che hanno sull’ambiente in cui operano”.

“Maggiore trasparenza e maggiore responsabilità tra le organizzazioni più influenti in Italia – ha concluso Costa - sono la chiave fondamentale per garantire un’analisi accurata sui progressi ottenuti sinora e poter lavorare per migliorarci, spingendo le nostre ambizioni sempre più in alto. È importante incrementare la quantità e qualità della divulgazione in materia di sicurezza idrogeologica e di rischio di deforestazione, punti importanti per i nostri impegni sul cambiamento climatico, mentre siamo al lavoro per realizzare l’accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030”.