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Cop25: Costa, rapporto Irp mostra influsso tra politiche efficienza risorse e quelle su cambiamenti clima

“Con decreto clima abbiamo voluto cambiare fortemente il sistema della programmazione economica del Paese Italia”

Roma, 11 dicembre 2019 – E’ stato presentato oggi pomeriggio al padiglione Italia della Cop25 a Madrid il rapporto Irp (International resource panel) sull’efficienza delle risorse e il cambiamento climatico, commissionato dal G7 Ambiente durante la presidenza italiana del 2017. Uno studio che mostra come si possano ottenere significativi risparmi aggiuntivi delle emissioni dei gas a effetto serra se si adottano una serie di strategie sull’efficienza delle risorse e dei materiali, integrandole sistematicamente nei piani di mitigazione dei cambiamenti climatici, a partire dal settore edile e automobilistico. Strategie che potrebbero aiutare i Paesi G7, e dunque anche il nostro, a raggiungere gli impegni assunti con l’accordo di Parigi, grazie a politiche mirate su economia circolare e sviluppo ecosostenibile.

Alla presentazione è intervenuto in apertura il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha evidenziato come il rapporto Irp permetta di comprendere quanto le politiche di efficienza delle risorse influiscano su quelle sui cambiamenti climatici e viceversa. “La roadmap di Bologna sull’efficienza delle risorse – ha osservato - rimane un punto di riferimento e di impegno per tutti i Paesi G7. Questo rapporto ci aiuta a capire che possiamo e dobbiamo rafforzare e rendere più efficaci e tempestivi i nostri obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni (Ndc), le nostre strategie e i piani nazionali, regionali e globali per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi, avvalendoci delle sinergie tra le politiche climatiche e quelle legate all’efficienza delle risorse, l’economia circolare e lo sviluppo ecosostenibile”.

“I circa quaranta scienziati dell’Irp – ha evidenziato Costa - sono una risorsa perché possono tracciare quel percorso che ci fa comprendere fino in fondo che lo sviluppo sostenibile non è mai distonico rispetto alla tutela ambientale. Non è vero che le due cose camminano su binari diversi e la dimostrazione è il rapporto Irp che ci dice che ciò si può fare. Con il decreto clima approvato ieri abbiamo voluto fortemente cambiare il sistema della programmazione economica del Paese Italia. Nell’articolo 1, infatti, abbiamo scritto che da oggi in poi tutta la programmazione economica sarà fatta, per sempre, tenendo conto dello sviluppo sostenibile, un obbligo che ci siamo dati e dal quale non possiamo prescindere. Qualsiasi programmazione economica – nel settore dei trasporti, della produzione industriale, della costruzione delle strade e così via – dovrà tenere conto del concetto di sviluppo sostenibile”.