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Costa: la ripresa dovrà puntare su una nuova normalità spinta verso il green

Il ministro al question time: “Impegno anche su ambiente e salute”

 

Roma, 8 aprile 2020 – Il green è un’opportunità: la ripresa economica dell’Italia, dopo l’emergenza Coronavirus, dovrà puntare sull’ambiente. L’ha sostenuto oggi il ministro dell’Ambiente Sergio Costa al question time alla camera in diretta televisiva, rispondendo a un’interrogazione dei deputati di Leu Rossella Muroni e Federico Fornaro.

Ha affermato Costa in aula: “Il dopo sarà un vecchio sistema che ci ha portato grandi danni ambientali? Ne abbiamo già parlato in sede governativa con i ministri competenti, dal ministro Patuanelli alla ministra De Micheli, al premier stesso, perché non si parli di restaurazione economica ma di una nuova normalità spinta verso il green. Abbiamo un flusso economico di 750 miliardi di euro. E stiamo parlando dei primi provvedimenti legislativi”.

Il ministro ha ricordato i 1000 miliardi per l’ambiente spalmati in dieci anni previsti dal Green New Deal, ha fatto riferimento al Pniec, il Piano nazionale integrato energia e clima, alla proposta di legge europea per il clima depositata il 4 marzo, ai 3,4 miliardi del recente decreto ministeriale sui Cam (criteri ambientali minimi), all’ultimo decreto sull’end of waste sui pneumatici fuori uso. Tutto questo “ci farà rivedere il concetto di efficientamento energetico, di rigenerazione edilizia, di consumo del suolo, di semplificazione e sburocratizzazione. Questo non vuol dire togliere le tutele, è esattamente il contrario: rendere appetibile il fare green per il cittadino e le imprese”.

Rispondendo a un’altra interrogazione (di Antonio Tasso, del Gruppo Misto), il ministro si è soffermato sul rapporto tra ambiente e salute. “I ricercatori hanno posto l’attenzione a livello internazionale sul legame tra eventi pandemici e cambiamenti climatici, che hanno una grande incidenza sulla salute collettiva. Questo ci spinge verso la corretta direzione dell’Italian Green Deal e dell’European Green new deal”.

Costa ha ricordato di aver costituito, già prima dell’emergenza Coronavirus, un tavolo interministeriale con la Salute nel quale ha nominato come rappresentante del ministero dell'Ambiente Antonio Giordano, “un oncologo molto noto”.

Da tempo l’Oms, come ha osservato il ministro, ha acceso i riflettori su cambiamenti climatici e salute: “L'Oms dice che i cambiamenti climatici interessano anche aspetti della salute che non tengono conto delle pandemie. Pensiamo alla malnutrizione, alla febbre gialla, alle febbri intestinali legate alle acque sporche e che sono tra i maggiori responsabili di morie di bimbi”.

Ma l’impegno su questi fronti non è ancora sufficiente. Si deve quindi, come ha concluso il ministro, “non perdere il momento della ripartenza, dell’Italia e dell’Europa”.